O Cesare, o nessuno

Condividi su i tuoi canali:

...nella vita lavorativa e di relazione, ci si trova talvolta a dover collaborare con qualche persona della quale ci si fida tanto quanto ci si fiderebbe di un anaconda. Ma questo può rendere più determinati...
art. di Maria


 

Proprio non ci voleva.

In questo delicato e impegnativo periodo, nel quale gli italiani devono organizzare le  vacanze  e fare la coda di due giorni per acquistare il nuovo modello dell’iPhone,[1] avere anche la preoccupazione del benservito dato da Berlusconi a Fini, proprio non ci voleva.

Certo, di voltagabbana è pieno il mondo,  nonché di personaggi  incogniti e sfuggenti e, nella vita lavorativa e di relazione, ci si trova talvolta a dover collaborare con qualche persona della  quale ci si fida tanto quanto ci si fiderebbe di un anaconda. Ma questo può rendere più determinati, può rendere più forti, può portare alla  conclusione positiva dei nostri progetti  più di certe reazioni scomposte e tagli netti, come quello cui abbiamo assistito e che arriva in un momento particolarmente difficile per la nazione.

Comunque ormai è fatta.

Sicuramente è troppo presto per capire che cosa accadrà ma, in ogni caso, sarebbe interessante conoscere i reali motivi che, in questi ultimi due anni, hanno portato l’on. Fini ad allontanarsi da Berlusconi. I motivi apparenti sono noti, dapprima erano piccole divergenze divenute  poi,  in un crescendo rossiniano, veri e propri contrasti, fino a portarlo a fare quello che potrebbe rivelarsi  un vero  harakiri politico, cioè mettersi apertamente contro il Presidente del Consiglio, fino ad essere allontanato dal partito.

Perché, anche se al mondo tutto è possibile, e un roseo futuro colmo di successi potrebbe attenderlo, per ora la strada del Presidente della Camera appare,invece, molto in salita.

La dignità, alla quale tutti, anche ironicamente, lo invitano, gli farà respingere sdegnato qualsiasi offerta dell’opposizione e difficilmente avrà i loro voti; ma non riavrà nemmeno  più la fiducia dei suoi elettori di  Destra, quelli storici, già delusi dallo scioglimento di AN e quelli, ancora più delusi, da certe sue recenti e recentissime  esternazioni e “sparate”, in contrasto non solo con le linee del PdL, ma con quello che era il pensiero originario del suo partito.

Ma la politica non sempre segue le regole della logica, della razionalità e nemmeno dell’onore.

 Vedremo.

 Per ora il più soddisfatto è il Premier; dando  il benservito a questo scomodissimo alleato, Berlusconi si è tolto un gran peso; egli non è, caratterialmente e per scelta, assolutamente disposto ad accettare pareri differenti dal suo, tantomeno critiche e ora come ora non ha “problemi di numeri”.

Qualcuno, invece,  per scherno, facendo un paio di conticini, ha fatto regredire Fini e i finiani all’antico MSI, partito dai voti “congelati” e dalle proporzioni ridotte.

Ciò potrebbe anche essere appagante per Fini, che  non è uomo da accettare parti di comprimario, soprattutto rispetto a chi, nell’immaginario politico qualcuno ancora considera  un “parvenu” . Ad avvalorare ciò, tutti, compresa la mia gattina, in questi giorni non fanno che citare Giulio  Cesare, il quale trovava preferibile essere “primo in un paesino della Gallia che secondo a Roma””.

A me, francamente, sempre a proposito di Cesare,  viene in mente piuttosto la piece teatrale del 1974, scritta da Vittorio Gassman, nella quale si adombra la figura del leggendario attore inglese Edmund Kean[2], intitolata “O Cesare o nessuno”[3]… come, dire “O  interpreto la parte più importante, o non recito…”

Ed è impossibile non pensare anche ai vari “Bruto” e “Cassio” che affollano le aule del Parlamento e che, invece di governare, si dilettano con ogni possibile trama e complotto e  ordiscono congiure.

Piuttosto squallido, come squallidi mi sono parsi i titoli, nelle differenti angolature, scioccamente trionfali, dei giornali;chi lo desidera può visionare le prime pagine, con le metafore delle pedate nel sedere, delle bottiglie stappate, etc etc. all’indirizzo che metto nella nota  a piè di pagina. [4]

Cito, come massima espressione di indecenza, Il fatto Quotidiano, che per offese al Presidente del Consiglio  supera persino le parole insultanti che Libero e il Giornale riservano a  Fini. Un’impresa notevole,grandiosa, quella che stanno portando avanti queste testate,  rispettivamente dalle loro posizioni, ossia demolire sistematicamente l’avversario, mescolando in misura variabile minuscole verità e grandi menzogne, aggiungendo sarcasmo, irrisione, illazioni varie, insinuazioni e malignità…A completare l’opera, nel caso di Fini si aggiunge l’ineffabile Gaucci, ex della attuale compagna del Presidente della Camera.

Già lo trovavo orripilante prima, ora mi nausea, mostrandosi,  con le sue dichiarazioni, uomo gretto, meschino e ingeneroso nei confronti della donna che l’ha amato.

Comunque, tornando a Fini, c’è chi dice che  ad ogni sua azione, ad ogni sua dichiarazione,soprattutto di questi ultimi tempi,   Giorgio Almirante si rivolta nella tomba… Una metafora che ho sempre trovato agghiacciante e di pessimo gusto,anche se molto efficace ma che, per par condicio,  io  credo possa valere anche per Enrico Berlinguer…Ad  esempio, quando Bersani guida con così scarsa efficacia l’opposizione, o interviene con inconsistenti e fiacche  richieste alla maggioranza, rinunciatario e velleitario insieme.

Ma, al di là di questa metafora,la sola cosa certa è che i nostri uomini politici non sono che  modestissimi epigoni di  quelli che li hanno preceduti.

 

                                                                                       Maria


[1]  Il 30 luglio è stato il giorno del lancio ufficiale dell’iPhone 4 in Italia e, come per ogni altro prodotto molto atteso, sono stati numerosi gli utenti che hanno affollato l’Apple Store ei negozi dei gestori, protestando  fino ad arrivare  alla rissa .   http://notebookitalia.it/iphone-4-pochi-per-troppi-utenti-8986 ,

[2] Edmund Kean (Londra, 17 marzo 1787 – Richmond, 15 maggio 1833) è stato un attore teatrale britannico, tra i più grandi della storia inglese. http://it.wikipedia.org/wiki/Edmund_Kean

[3] Prima ancora, si pensa a quel  aut Caesar, aut nihil Letteralmente o Cesare, o nulla! motto di Cesare Borgia, detto il Valentino, figlio ambiziosissimo di papa Alessandro VI. Con questa espressione si vuole sottolineare la propria  determinazione a raggiungere l’obiettivo più alto. Come dire: o tutto o niente!

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Leva obbligatoria

La politica italiana gioca ai soldatini senza nemmeno sapere le regole del gioco. La politica italiana conferma la sua impreparazione sui temi militari e questa