Nuove politiche locali in tema di sicurezza e contrasto alla criminalità.

Condividi su i tuoi canali:

Comune di Modena

Consiglio Comunale

Gruppo Consiliare Lega Modena

PROTOCOLLO GENERALE n° 419133 del 02/11/2023 

Modena, 02/11/2023

Al Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli

al Presidente del Consiglio Comunale Fabio Poggi

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: Nuove politiche locali in tema di sicurezza e contrasto alla criminalità.

Premesso che

  • tutti i dati pubblicati confermano un’emergenza sicurezza nella città di Modena, che oggi è considerata a tutti gli effetti una città insicura e che vanta un numero di crimini disallineato rispetto alla media nazionale, in particolare per i reati predatori (a partire dai furti in appartamento) e per le violenze sessuali;
  • la cittadinanza è sempre più ostaggio di una criminalità che è sempre più diffusa in tutte le aree della città e sempre più efferata;
  • oltre alla criminalità di tipo tradizionale la città si deve confrontare sempre più con l’emergente criminalità giovanile, che spesso si organizza in bande e che aggredisce e terrorizza soprattutto coetanei e persone fragili;
  • il tema della criminalità è stato affrontato da questa amministrazione, prima con la negazione del problema e successivamente in modo ideologico e superficiale;
  • dati alla mano, il Piano delle Sicurezze Urbane presentato nell’estate del 2019 e il Patto per Modena Città Sicura sono miseramente falliti in quanto ad esiti.

Considerato che

  • Il Sindaco, preso atto della situazione ormai fuori controllo, ha chiesto uno sforzo straordinario alle istituzioni nazionali per un incremento delle forze dell’ordine, depauperate in questi anni da scellerate politiche dei governi di sinistra che hanno ridotto gli organici e non hanno rimpiazzato il personale che man mano andava in pensione o si trasferiva;
  • il Governo grazie all’intervento del Ministro Piantedosi e del Sottosegretario Molteni ha concesso ben 100 poliziotti in più (un numero importante che nessun’altra realtà delle nostre dimensioni ha avuto);
  • il numero di agenti è superiore addirittura all’aumento di organico che la Questura di Modena avrebbe avuto se fosse passata semplicemente in Fascia A (fascia per la quale ad oggi sembra non avere i requisiti) e il numero di agenti è ciò che più conta;
  • in veste di Ufficiale di Governo il Sindaco esercita un potere di ordinanza contingibile e urgente per prevenire e contrastare “l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quali l’illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o di sostanze stupefacenti;

Sottolineato che

il Comune di Modena negli ultimi anni ha proposto come uniche vere misure di contrasto alla criminalità:

  • l’installazione di telecamere per la videosorveglianza nelle parti più calde della città;
  • mentre specificatamente per quanto riguarda la criminalità giovanile, ha puntato tutto sui cosiddetti educatori di strada, con un servizio appaltato alla Cooperativa Caleidos (la stessa che si occupa di ospitare i migranti e che ha in gestione il canile e il gattile). Tale “servizio” è costato nel periodo novembre 2022 – dicembre 2024, ben € 72.800,00, senza che risultino risultati evidenti, visto che le bande giovanili continuano a dilagare: si è visto, infatti, che alcuni di questi ragazzi, in realtà molto scaltri, hanno illuso gli educatori sulla loro disponibilità a correggersi, ma hanno continuato a delinquere come prima;

Richiamato

il recente Decreto legge 123/2023, cosiddetto decreto Caivano, convertito in legge il 27/10/2023 con il seguente titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale”, che prevede nuovi strumenti che le amministrazioni locali e le istituzioni potranno utilizzare per la repressione dei fenomeni di delinquenza minorile. Tale legge contempla misure che si tradurranno sia in percorsi rieducativi ma anche in percorsi punitivi. È previsto che vengano rintracciati i genitori e coloro i quali esercitano la potestà genitoriale: in pratica le famiglie dovranno rispondere della devianza criminale dei figli. Inoltre, il DL. 123/2023 introduce un inasprimento delle sanzioni in tema di spaccio lieve, così come l’arresto in flagranza di reato per il minore colto sul fatto. I punti chiave del Decreto Caivano comprendono il Daspo urbano per i minorenni; la competenza del Questore a proposito di misure accessorie; foglio di via obbligatorio; messa alla prova; tutela per le vittime dei reati telematici e altro ancora.

Il Daspo, inoltre, verrà esteso anche a coloro i quali detengano droghe ai fini di spaccio, predisponendo il divieto di avvicinamento ai locali pubblici e ai pubblici esercizi. Il divieto è esteso a scuole, università ed aree limitrofe. Si ampliano i casi nei quali il questore può disporre altre misure accessorie (per esempio l’obbligo di presentarsi all’ufficio di polizia almeno due volte a settimana). Per il traffico e la detenzione di sostanze stupefacenti, sono previste sanzioni penali più severe. Il cosiddetto “daspo Willy” contro la movida violenta può essere applicato anche per il reato di porto di arma impropria, quello di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale e il reato di resistenza a un pubblico ufficiale. Il tema del contrasto dei reati in materia di detenzione di armi o oggetti atti ad offendere (compresi gli spray al peperoncino) è molto importante perché negli ultimi tempi sono in aumento, anche a Modena, le aggressioni con armi da taglio e i sequestri di armi nelle tasche soprattutto di giovani stranieri.

Si rafforza la possibilità di ricorrere alla custodia cautelare per il minore introducendo anche il criterio della possibilità di fuga, ora escluso. Allo stesso tempo, però, arrivano nuove disposizioni sui percorsi rieducativi: nel caso di reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore a cinque anni, il pubblico ministero notifica al minore e a chi esercita la responsabilità genitoriale l’istanza di definizione anticipata del procedimento, subordinata alla condizione che il minore acceda a un percorso di reinserimento e rieducazione civica e sociale. Tale percorso deve prevedere lo svolgimento di lavori socialmente utili o la collaborazione a titolo gratuito con enti non profìt o lo svolgimento di altre attività a beneficio della comunità.

Ricordando che

  • la scuola dovrebbe essere uno dei presidi fondamentali per prevenire le devianze giovanili;
  • l’Ufficio Scolastico Provinciale non ha consegnato i dati richiesti sulla dispersione scolastica a Modena;
  • questi dati sono fondamentali per il Comune per conoscere gli alunni che hanno abbandonato la scuola dell’obbligo al fine di mettere in atto programmi di recupero e reinserimento;
  • nel decreto Caivano è previsto che le famiglie saranno direttamente responsabili dell’abbandono scolastico dei figli, rischiando fino a 2 anni di reclusione, ma anche la revoca dell’assegno di inclusione di cui la famiglia è destinataria.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A

  • aumentare il coordinamento tra le varie forze di polizia (a partire da sale operative più interconnesse), istituzioni locali e statali e tutti i protagonisti del mondo sicurezza;
  • istituire uno specifico assessorato alla sicurezza (oggi le deleghe sono in mano al Sindaco, che si deve dedicare anche a tanto altro). Tale struttura dovrebbe collaborare con esperti edotti in investigazione e intelligence, con compiti di consulenza attiva e continuativa all’Ente comunale, per quanto riguarda la raccolta d’informazioni e il conseguente studio e analisi dei dati acquisiti nei vari ambiti d’interesse alla Sicurezza della Città. Questa struttura dovrebbe essere in relazione costante con i Servizi sociali e le componenti sociali atte a supportare situazioni di disagio ed emarginazione;
  • preoccuparsi di trovare alloggi in affitto a prezzi rapportati alle loro capacità di spesa a tutti i 50 nuovi poliziotti che entro fine anno dovrebbero arrivare a Modena (un’altra cinquantina di agenti è già arrivata): il rischio è di perdere risorse importanti per la nostra sicurezza;
  • aumentare il numero di agenti in borghese;
  • attuare al più presto il completamento della pianta organica prevista per gli agenti della Polizia municipale;
  • allineare la gestione delle telecamere di videosorveglianza di Modena ai contenuti della “Guida Videosorveglianza del territorio e degli ambienti pubblici” frutto della collaborazione tra Anie e Anci;
  • ridurre il numero di agenti coinvolti in pratiche amministrative e in mansioni secondarie (ad esempio il controllo del conferimento rifiuti, quando ci sono già gli accertatori ambientali del gestore ed altre figure a farlo) ed aumentare il numero di Agenti di polizia locale in strada;
  • introdurre l’uso del Taser anche al Corpo di Polizia Municipale di Modena, previo approfondito addestramento;
  • consolidare la figura del vigile di quartiere, prevedendo un luogo fisico dove gli abitanti lo possano incontrare e dotandolo di una divisa con insegne particolari in modo da essere facilmente identificabile dai cittadini del quartiere;
  • presidiare con presidi fissi e mobili le aree più problematiche della città in modo, per una maggiore presidio del territorio, un maggiore senso di sicurezza dei cittadini e per arrecare disturbo alle azioni dei delinquenti;
  • aumentare l’illuminazione pubblica nei luoghi più critici a livello di criminalità;
  • aumentare il controllo sociale dei cittadini sulla delinquenza sostenendo e coordinando i gruppi di vicinato e stipulando specifici accordi con associazioni di volontariato che sono coinvolte sul tema sicurezza (Associazione Nazionale Carabinieri, volontari ambientali, ecc.);
  • potenziare i controlli antidroga nelle scuole, implementando l’utilizzo di unità cinofile (la polizia locale di Modena dispone già del cane antidroga Pit) e aumentare i controlli agli accessi prevedendo barriere o sistemi di sicurezza che non consentano ad estranei di entrare nelle scuole per delinquere o mettere in atto comportamenti violenti;
  • continuare con le politiche di educazione di strada, ma nei casi in cui i ragazzi non rispondessero agli inviti di rimettersi in carreggiata, passare ad una fase repressiva (ricordando che la consapevolezza dell’esistenza di una fase punitiva aumenta la probabilità che la fase relazionale e formativa con gli educatori abbia successo);
  • alla luce del Decreto Caivano, relazionarsi con la Questura e la Prefettura per dare avvio al Daspo urbano, ovvero la disposizione con cui viene vietato l’accesso ad aree particolari della città, che troverà applicazione anche per i maggiori di 14 anni, nei casi in cui le politiche educative non abbiano avuto un riscontro positivo;
  • coinvolgere le famiglie responsabili dei minori, notificando la Daspo ai genitori e a chi esercita la potestà genitoriale e contestualmente al Procuratore presso il nuovo “Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie” presso il luogo di residenza;
  • pretendere dall’Ufficio Scolastico Provinciale i dati precisi sull’abbandono scolastico e metterli a disposizione dei servizi sociali e dei servizi scolastici del Comune: in caso di diniego prevedere di inoltrare una specifica richiesta di intervento al Ministro Valditara o alla magistratura;
  • aumentare le misure di sostegno alle vittime dei reati, non solo con supporti di tipo economico, ma anche di tipo psicologico, ove ne risulti la necessità;
  • rigenerare da un punto di vista urbanistico le aree degradate e imporre la sigillatura degli edifici abbandonati che oggi ospitano criminali e spacciatori;
  • prodigarsi per ottenere il ripristino o un incremento delle unità dell’esercito (programma Strade Sicure) per presidiare alcune zone sensibili della città (soprattutto ora che a causa del conflitto israelo-palestinese il livello di allerta terrorismo si è innalzato) e rendere disponibili più agenti per altri servizi;
  • nel prossimo bilancio di previsione del Comune aumentare i fondi comunali destinati alla sicurezza urbana.

I consiglieri:

Giovanni Bertoldi

Stefano Prampolini

Luigia Santoro

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“Lei non sa chi  sono io”

Quando   qualcuno ritiene che gli siano  dovuti privilegi o cure speciali, impunità compresa, ricorre all’espressione  che ho scelto come titolo e che  può essere declinata

C’era una volta il medico di famiglia

Le decisioni del Governo per accorciare le liste d’attesa, se incideranno relativamente sulla loro lunghezza, sono almeno un segnale d’attenzione alla crisi della sanità italiana. Le opposizioni gridano

La Corsa più bella del mondo 

La Corsa più bella del mondo torna dall’11 al 15 giugno con una cavalcata di 2200 chilometri che le magnifiche vetture costruite fra il 1927 e il 1957 percorreranno in cinque tappe, come da format inaugurato lo