Notizie di scarso rilievo e libertà di stampa

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Il Conte ci porta prima in Sudan, poi a Vignola e altrove per ""notizie di scarso rilievo""...Meglio leggerlo che prenderlo alla lettera. Non si sa mai...

Il fatterello è accaduto il 13 agosto 2009. Monsignor Eduardo Hiiboro Russala, vescovo della diocesi di Tombura Yambio nel Sudan meridionale, ha raccontato l’episodio prima al Pontefice e ai suoi confratelli africani riuniti a Roma per il Sinodo, poi alla Radio Vaticana. Ad oggi, 17 ottobre, sono trascorsi sessantaquattro giorni senza che apparisse una sola riga sulla stampa nazionale (di quella estera non ho conoscenza). Ad oggi sono trascorsi sessantaquattro giorni senza che un TG, o un qualsiasi programma di informazione, dibattito e/o cultura varia abbia impiegato il tempo di un carosello per dare la notiziola. Solo oggi è apparso sul quotidiano “il Giornale” un articolo a firma Renato Farina che narra diffusamente l’episodio.

Vi state domandando di che si tratta? Ve lo narrerò brevemente.

Alcuni seguaci di Allah hanno fatto irruzione nella chiesa di Nostra Signora della Pace nella città di Ezo, città al confine tra Sudan, Repubblica Centrafricana e Congo, ed hanno rapito alcuni ragazzi tra i 15 e i 20 anni che stavano pregando. Poi li hanno inchiodati su assi di legno e li hanno lasciati morire. Credo si chiami crocifissione. I dettagli e i particolari li troverete nell’articolo citato [1] .

La notizia di per sé in effetti non è di grande rilievo: i ragazzi morti per crocifissione su asce incrociate sono stati solo sette. E poi erano cristiani: perché mai giornaloni, giornaletti, TG e programmi culturali si sarebbero dovuti scomodare per dedicare spazio e tempo ad una bagatella così? C’erano cose ben più importanti da raccontare, non vi pare?

L’altra questioncella riguarda un fatto di cui invece si è scritto qualcosa. Un giovane di Vignola, dabbene ed educato ai principi della democrazia come la si intende nella sua fazione, ha formulato un auspicio, anzi, per essere più precisi una richiesta, su Facebook: “Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?” [2] . L’invito a provvedere in merito è rimasto in rete dall’8 ottobre per una settimana, con tutto il tempo, quindi, per riflettere. Il ragazzo ha sbagliato e per questo è stato dimissionato. Gli devono aver fatto un discorsetto più o meno così: “Compagno, chi ti ha detto di lanciare adesso una proposta di questo genere? Non vedi che il momento non è ancora giunto? Stiamo lavorando, ma ci vuole ancora del tempo: non sono bastate le veline, le escort, il papi, il cerone, i lodi e le altre cose: l’odio e la repulsione della gente deve ancora crescere, poi verrà il momento di scatenare i compagni che sbagliano. Tu adesso ti dimetti e te ne stai buono buono in frigorifero per un po’. Noi nel frattempo siamo costretti, grazie alla tua sciocca intempestività, a dissociarci e a manifestare disappunto per ciò che hai scritto. Verrà il momento giusto; allora entreranno in azione i compagni che sbagliano e tu avrai gli onori che ti meriti.”

Ci deve essere un po’ di confusione nella compagine sinistra perché i compagni che sbagliano erano già scesi in campo da una settimana: sarà un caso, ma anche la letterina dei comunisti brigatisti, più noti come “i compagni che sbagliano, è stata imbucata l’8 di ottobre. Sarà proprio un caso.

La notizia è comunque di scarso rilievo. In fondo che volete che sia l’invito pubblicato su Internet di ficcare una pallottola in fronte al Presidente del Consiglio? È solo la ragazzata di un militante del PD con limitato senso del tempismo. Il 15 ottobre la Repubblica ha scritto un trafiletto a pagina 3 simile per dimensione ad una necrologio [3] , il Corriere invece ha raccontato il fatto a pag. 8 con un articolo minimizzante, fra il faceto e il semi-serio [4] . E poi c’è la Stampa. Anche qui un trafiletto a pagina 3, simile ad un necrologio [5] , solo un po’ più lungo rispetto a quello di Repubblica. Del resto bisogna saper interpretare le sottigliezze giornalistiche: il Direttore del giornalone libero e indipendente di Torino vuol dimostrare di avere ben appreso l’arte e di non essere da meno dell’altro giornalone ove ha militato a lungo. Tuttavia il pregiato direttore dovrebbe anche avere una vaga idea di che significhi necrologio anticipato, forse lo ha letto da qualche parte, forse qualcuno in famiglia glielo ha raccontato. Nel caso l’avesse rimosso dalla memoria val la pena di rinfrescarla. Si fa così: prima si comincia con le scritte sui muri (guai cancellarle! Vedi la recente infamia di Genova), poi si dà adito ad una campagna diffamatoria a tutto campo sulla stampa libera e indipendente, indi si raccolgono firme (ne basta qualche centinaio) fra le menti più acculturate, per diffamare e condannare la Vittima predestinata. Poi si passa all’azione, o invitando i compagni che sbagliano a sbagliare o, meglio, creando i presupposti emotivi affinché qualche automa agisca da sé: una pallottola alla nuca e il problema è risolto. La differenza sta solo qui, esimio direttore (qualche “d” è rimasta minuscola, il tasto della maiuscola proprio non vuole saperne di attivarsi): allora, era il 17 maggio 1972, fu una pallottola sparata con molto coraggio alla nuca, oggi si parla di pallottola in fronte, per il resto la procedura è identica, non Le sembra?

Ma Lei, al mattino, quando si rade davanti allo specchio, non prova proprio neanche un minimo di vergogna per sé stesso?

Di fatterelli analoghi ce ne sono a bizzeffe, tuttavia, per non tediare i miei cinque lettori, mi limiterò a questi due: sono sufficientemente esemplificativi di quanto sia inscatolata l’informazione in genere. La libertà di stampa e di informazione possono essere limitate da disposizioni inique che vietano la divulgazione di determinate notizie. Ma esiste una mancanza di libertà assai più grave, talora più sottile e, per questo, meno evidente, determinata dalla sudditanza ideologica, dalla miseria intellettuale, dall’assenza di obiettività, dalla cecità, dall’assenza di etica professionale. Sottacere una notizia, o minimizzarla quando proprio non se ne può fare a meno, distorcere la verità dei fatti, mistificare, inventarsi notizie false e tendenziose, criticare sempre e solo a senso unico è l’espressione tangibile e inconfutabile dell’assoluta mancanza di libertà di informazione, determinata, lo ripeto, dall’aver ingabbiato il proprio pensiero per finalità ideologiche e di bieco potere politico.

Questo è ciò che da troppo tempo sta accadendo e accade in Italia. Questa è solo disgustosa miseria umana.

Poiché non è difficile comprendere che la stampa vive grazie alle tirature e i programmi televisivi grazie a quel perverso meccanismo denominato “audience”, non dovrebbe neppure essere difficile intuire quale sia la strada per stroncare questo ignobile andazzo.

 


[1] http://www.ilgiornale.it/interni/la_colpevole_indifferenza_cristiani/17-10-2009/articolostampa-id=391462-page=1-comments=1

[2] L’Informazione 16 ottobre 2009 : http://linformazione.e-tv.it/archivio/20091016/01_MO1610.pdf

[3] http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=NOIO1

[4] http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=NOJ8N

[5] http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=NOMYO

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