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Tra sprechi, chiacchiere e immobilismo il degrado della zona Tempio-Stazione-Attiraglio permane

Dopo aver documentato le condizioni in cui siamo costretti a vivere, dopo avere scritto alcune delle nostre proposte sui giornali, dopo che l’emergenza sicurezza è passata all’attenzione nazionale, ci siamo limitati a continuare a passeggiare pacificamente di sera tra le strade del nostro quartiere, in attesa che qualcuno  provvedesse una buona volta a fare qualcosa di nuovo, di concreto, per arginare il degrado.

In questo periodo abbiamo potuto ascoltare le lamentazioni dei VV.FF., dell’ATCM, della Polizia Penitenziaria, della Polizia di Stato, perfino dei magistrati.

Abbiamo visto spiegamenti di forze dell’ordine in occasione dei funerali di Pavarotti inimmaginabili per chi ogni sera sotto casa propria vede passare sempre meno forze dell’ordine, mentre i soliti spacciatori sono sempre lì, a bazzicare indisturbati nei paraggi dei soliti locali del “ghetto”, mentre tossicodipendenti e ubriaconi bivaccano, orinano e vomitano sotto l’occhio di telecamere mai osservate a dovere.

Abbiamo visto e documentato sprechi di risorse preziose come l’acqua, impiegata per irrigare aiuole (ma pure le strade circostanti) perfino dopo un intenso temporale, o per ripulire marciapiedi e asfalti dai residui organici dei balordi che le attività presenti in questa zona richiamano numerosi.

Ma ora dobbiamo anche prendere atto che ciò che, considerate le emergenze di Modena, sembrava un’assurdità, quell’effimero rivestimento del ponteggio per i lavori di restauro alla Ghirlandina progettato da Mimmo Paladino (la spesa per la quale non ci è ancora dato sapere) sarà una realtà.

Non abbiamo nulla contro Paladino, che stimiamo e di cui ammiriamo il talento transavanguardistico di pittore e scultore: ci compiacciamo che a lui sia dedicata una mostra nella nostra città.

Ma non possiamo rimanere ancora in silenzio vivendo una realtà come la nostra, sapendo che altro denaro pubblico andrà speso per un’opera che nemmeno resterà alla città, come invece è rimasto il cimitero di Aldo Loris Rossi ad esempio, ma che al termine dei lavori finirà in discarica.

E sì che fu proprio Aldo Rossi a divenire noto molti anni fa, coi suoi teatri galleggianti, come architetto dell’effimero…

Perché questi soldi non vengono impiegati per cominciare una buona volta i lavori al Museo Ferrari, che non solo servirebbe a ricordare degnamente chi a Modena ha dato tanto, ma anche a rivitalizzare e a bonificare un poco la nostra zona, per acquisire contenitori dimessi come l’ex Cinema Principe, l’edificio delle Poste in Via Niccolò Dell’Abate, quello ex Telecom di Viale Mazzoni, per i condomini ERRE NORD di Via Attiraglio, per assumere nuovi Vigili onde arrivare a quei 224 dello standard previsto, per installare nuove telecamere e sorvegliare quelle esistenti?

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