Norma(l) Atlantic

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Quanto accaduto a  questa imbarcazione può essere considerta una metafora del  classico modo di fare italiano, com'è considerato all'estero...un clichè, certo, ma forse non tanto lontano dalla realtà.

 

Al centro delle cronache di questa settimana non può non esserci la Norman Atlantic, giunta a Brindisi ancora fumante, con il suo carico di undici morti accertati tra i passeggeri “ufficiali” e un indistinto numero di dispersi (?) non dichiarati. Quello che mi preme e cercare di spiegare perché questa imbarcazione possa essere assimilata all’italietta, al classico modo di fare italiano, da noi considerato cliché dello straniero in terra nostrana, ma che forse tanto lontano dalla realtà non è.

 

Sulla Norman, stando agli atti della Procura, praticamente non andava nulla. Non hanno funzionato correttamente le scialuppe di salvataggio ed il sistema anti incendio…d’altronde a cosa servono questi optional? Come se non fosse sufficiente pare che mentre l’incendio si propagava di ponte in ponte i passeggeri non fossero stati avvisati di quanto stava avvenendo. Ma sì dai, magari da molto tempo non venivano verificati i sistemi di sicurezza! Seeee, a giugno 2014, il traghetto aveva incassato il tagliando del Rina (registro navale italiano) che offre servizi di classificazione, certificazione, verifica di conformità, ispezione e testing; il certificato di classe e il certificato sicurezza passeggeri sono stati rinnovati nel luglio 2014; mentre il 19 dicembre 2014 (due settimane fa), presso il porto di Patrasso, Paris Mou, ennesimo istituto di certificazione, ha eseguito nuovi controlli, individuando “solo” sei carenze tali però da non portare al fermo della nave. Tra queste si segnalano “alcuni problemi alle strumentazioni dei sistemi di emergenza, luci e altro”; qualche “mancanza nella documentazione” e infine “porte tagliafuoco malfunzionanti”. Di fatto un bidone galleggiante, un relitto marino. E allora mi viene in mente un passaggio dell’ultimo pezzo di Lorenzo Jovanotti, “Sabato”, che splendidamente racconta questa italietta, pressapochista, priva di idee, ideali, e, questo forse è peggio, di una visione prospettica del/nel futuro:

 

“Dillo a tua madre di andarsene a letto tranquilla

Tu sei la bionda stasera, sono il gorilla

Ti porto a vedere il mare da in cima al grattacielo

Mentre i cecchini ci sparano noi prendiamo il volo

A bordo di un’astronave senza pilota

Che punta verso galassie a cercare vita

Come nei sabati sera in provincia

Che sembra tutto finito poi ricomincia

Come in un sabato sera italiano

Che sembra tutto perduto poi ci rialziamo”

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