Nonantola Film Festival

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DOMANI 7 MAGGIO AD INGRESSO GRATUITO ALLA SALA CINEMA TEATRO TROISI

Nonantola Film Festival, con “Italiano medio” arriva la comicità irriverente di Maccio Capatonda

Il notissimo Youtuber e personaggio televisivo Marcello Macchia dirige e interpreta il suo lungometraggio d’esordio per il cinema, che chiude la rassegna serale nonantolana della manifestazione. Domenica 8 il Galà di Chiusura della gara “4 Giorni Corti”

 

 

Con la proiezione ad ingresso gratuito del film comico “Italiano Medio” opera d’esordio per il cinema del 37enne regista abruzzese Marcello Macchia – notissimo sul web con lo pseudonimo di Maccio Capatonda, autore di dissacranti video parodie e personaggio televisivo – si conclude domani sera sabato 7 maggio alle ore 21.00 alla Sala Cinema Teatro Troisi di Nonantola la rassegna serale nonantolana della decima edizione del Nonantola Film Festival, organizzato dall’omonima associazione affiliata Arci. Oltre che dallo stesso Marcello Macchia, il film è interpretato tra gli altri da Luigi Luciano, Enrico Venti, Lavinia Longhi e Barbara Tabita.

 

Domenica 8 maggio alle ore 21.00 alla Sala Troisi a Nonantola ci sarà il Galà di Chiusura di ‘4 Giorni Corti’, la gara di corti che ha visto partecipare oltre 50 troupe.

Giulio Verme reagisce fin da piccolo all’appiattimento dei genitori sui non-valori televisivi con una preoccupazione insistente per l’educazione civica e l’ambiente, ma il suo atteggiamento integralista lo confina ad un lavoro di smistamento rifiuti, che conferma la sua “”tormentosa consapevolezza del lerciume che ci circonda””. Anche il rapporto con la fidanzata Franca è logoro: lei lamenta che lui parli molto e concluda poco (e siccome siamo in un film di Maccio Capatonda, fenomeno mediatico politically incorrect, la metafora che usa Franca è assai più greve). Poiché “”fra il dire e il fare c’è di mezzo il male””, il cittadino modello Giulio cederà ad una tentazione banale: assumere una pasticca, fornitagli dall’amico Alfonzo, che dovrebbe aiutarlo ad usare ben più di quel 20% del proprio cervello accessibile agli esseri umani. Peccato che Alfonzo gli allunghi una pillola che riduce il suo 20% a un misero 2%, trasformando il Verme in un egoista lascivo e sfrenato che pensa solo al sesso, ai vizi e al proprio tornaconto. Un italiano medio, insomma, giacché l’assunto di Maccio Capatonda è che vent’anni di dominio incontrastato della televisione commerciale abbiano ridotto al 2% il cervello della maggioranza dei cittadini della Penisola.

Italiano medio è un esercizio sulle contraddizioni del nostro Paese che trova il suo coronamento ironico nella distribuzione del film stesso, ad opera di Medusa. Ciò nonostante il lungometraggio di esordio di Capatonda, al secolo Macello Macchia, possiede una sua coerenza interna che si esprime in termini di tono, spinto all’eccesso fin dalla prima scena, e di contesto, quello satirico che si nutre di paradossi e parodie. Macchia attinge infatti a piene mani dal cinema di cui ha fatto infinite caricature, in primis quel Fight Club citato esplicitamente in (almeno) una scena ma che sottende l’intera narrazione, per continuare con Arancia Meccanica, Hunger Games e, ovviamente, Limitless.

Del resto la commedia inizia con un ciclo di lavatrice, metafora del modo con cui il regista-sceneggiatore-attore-montatore “”frulla”” la cultura pop del nostro tempo in cerca di una sua forma espressiva originale. E in Italiano medio la trova: volgare, corrotta, iconoclasta, isterica, lunare – come l’Italia di oggi, insomma. Il bestiario c’è tutto: docenti universitari decrepiti e vicine zoccole, Grandi Fratelli e Mastervip, calciatori e veline, complottisti e vegani, disoccupati che mendicano una password per tornare a galla e precari disposti a fare i tassisti, i piazzisti, i testimoni di guru improvvisati, e ci sono anche i guru improvvisati, le pacifiste violente e i cumenda senza scrupoli alla Ruggero De Ceglie: ma la pietra cinematografica di paragone non sono I soliti idioti, perché qui la volgarità non è mai fine a se stessa e non c’è compiacimento autoreferenziale. Piuttosto, c’è l’indignazione ironica del Nanni Moretti prima maniera, quello di Io sono un autarchico, mixata con l’irriverenza comica postmoderna di Checco Zalone.

Italiano medio è una parabola comica sulla parte trash di ognuno di noi in lotta titanica con la propria parte decorosa, una denuncia degli integralismi come delle derive qualunquiste, una galleria di mostri contemporanei e di quotidiane nefandezze, di cui ridere senza mai potersene chiamare fuori, in quanto italiani medi.

Tutte le informazioni e il programma completo sul sito www.nonantolafilmfestival.it e sulla pagina Facebook dedicata            

Ufficio Stampa: Nevent, 059 29.29.413, info@nevent.it  – g.lanza@nevent.it

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