Non toglieteci la fiducia nel genere umano, per favore

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Doniamo, attingendo ai nostri esausti portafogli e al nostro cuore, anche se non siamo ricchi, anzi, spesso i meno abbienti sono più generosi. Ma una cosa chiediamo: non toglieteci la fiducia nel genere umano e fate sì che non si debba, fra qualche mese, fra  qualche anno, scoprire che  i fondi raccolti, per  burocrazia o per altro, non  sono arrivati ai destinatari. Sarebbe un tradimento verso di loro, verso chi si è adoperato con abnegazione per far tornare alla normalità il territorio, le città e i paesi devastati e sarebbe un tradimento verso chi, secondo le proprie possibilità e talvolta andando anche oltre, ha cercato di essere d'aiuto.

 


Come in un triste copione, dopo la distruzione e la morte, dopo i danni e la devastazione, l’Italia si rimette in moto, rimboccandosi materialmente e idealmente le maniche, per l’immenso lavoro che c’è da fare.

Le risorse, in uomini e mezzi, non sono mai adeguate e l’entità dei danni provocati dall’ennesima calamità che si è abbattuta sulla Penisola, da Nord a Sud, da Ovest a Est, ha raggiunto cifre da capogiro.

Non mancheranno in futuro, come sempre, anche le polemiche, le diatribe, i rimpalli di responsabilità, per quello che poteva essere in qualche modo se non evitato, almeno attenuato, ma ora è il momento del lavoro e della solidarietà.

E’ il momento del lavoro materiale degli instancabili e preparati uomini dell’Esercito, della Protezione Civile, dei Volontari … ed è il momento della solidarietà di tutta la Nazione.
Ci sono momenti in cui, per il solo fatto di avere un tetto sulla testa, posare i piedi su un pavimento asciutto, poter girare un interruttore e avere la luce… dobbiamo ritenerci privilegiati. La normalità di gesti quotidiani come quelli che meccanicamente compiamo, è impossibile per centinaia di famiglie sfollate e decine di migliaia di persone senza acqua potabile e senza energia elettrica per molti giorni.

Non possiamo tutti accorrere fisicamente a darci da fare ma possiamo dare il nostro contributo. Non mancano, sicuramente, nell’arco della giornata, i richiami alla generosità, per contributi tramite SMS solidali o telefonate, per le più nobili cause, fame nel mondo, malattie rare, povertà, ricerca scientifica. Qualche volta, la nostra solidarietà e la nostra generosità sono state tradite, perchè il fiume di denaro versato non sempre è arrivato ai destinatari, talvolta bloccato in pastoie burocratiche, talvolta dirottato verso altre destinazioni e scopi. Non ne voglio parlare, non è il momento, in particolare quando molti connazionali si aspettano aiuto da parte nostra. Le esperienze negative, le delusioni, anche del recente passato, in merito, non freneranno lo slancio a donare che ci caratterizza. Anche se ci tacciano di un’infinità di difetti, anche se ci definiscono nei più vari modi, non sempre lusinghieri, noi italiani siamo generosi, ancora sappiamo attingere non solo ai nostri esausti portafogli ma anche e soprattutto al nostro cuore. Doniamo, anche se non siamo ricchi, anzi, spesso i meno abbienti sono più generosi. Ma una cosa chiediamo tutti: non toglieteci la fiducia nel genere umano… e fate sì che non si debba, fra qualche mese, fra qualche anno, scoprire che i fondi non sono arrivati tempestivamente e interamente ai destinatari. Sarebbe tristissimo, sarebbe un tradimento verso chi ha perso la casa e i beni essenziali, verso chi si è adoperato instancabilmente e con abnegazione per far tornare alla normalità il territorio ferito a morte, le città e i paesi devastati… e sarebbe un tradimento verso chi, secondo le proprie possibilità e talvolta andando anche oltre, ha cercato di essere d’aiuto.

 

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Non toglieteci la fiducia nel genere umano, per favore

di A.D.Z.

Si scambia il buon senso con il razzismo

di Massimo Nardi

Al Festival della migrazione va in scena la solita retorica. Perché non parlare anche dei danni provocati dall’ingresso non controllato dei migranti? Così, non si aiuta chi viene in casa nostra per veri motivi umanitari, si da solo la sponda alla minoranza becera e razzista che, purtroppo, soffia sul fuoco dell’intolleranza.

Chi resta a fare politica?

di Alberto Venturi

Non è possibile inserire nel proprio percorso di vita l’impegno a tempo pieno nelle istituzioni locali, perché interrompi per sempre la tua carriera e dopo qualche anno, ti ritrovi professionalmente ai margini; sacrifichi vita privata, famiglia e prendi dell’asino gratis, se ti va bene, oppure del corrotto.

Incontro con i grandi della musica

dell’Avv. Gian Carla Moscattini

Al Club La Meridiana, il primo di sei appuntamenti mensili di elevato spssore culturale e ricreativo. Interpreti: il M° Gentjan Llukaci – Violino e il M° Stefano Malferrari – Pianoforte.

Ue e Urss: come si somigliano!

di Paolo Danieli

Se l’Unione Sovietica era comandata da una quindicina di persone che non erano elette e non dovevano rendere conto a nessuno, l’Ue è in mano a due dozzine di personaggi non eletti da nessuno ma cooptati, emanazione di interessi di lobbies e multinazionali.

Portogallo: nubi all’orizzonte

di Eugenio Benetazzo

Sullo status di paradiso fiscale per pensionati, si è rinvigorita recentemente l’economia portoghese. Ai pensionati delle nazioni del Nord Europa piace il Sud Europa: sono attratti oltre che dal clima più gradevole anche dal risparmio che possono conseguire nel momento in cui si spostano in un paese economicamente meno forte.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 629-313.

 

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