Non solo oboli… anche qualche pillola

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Si parla  sempre delle  responsabilità dell’Occidente, opimo e sprecone, nei confronti dei Paesi del cosiddetto “Sud del mondo”…più che un’entità geografica, una medesima condizione di povertà e disagio estremi.

Sicuramente, la visione di certi bambini, delle zone più povere del mondo, abbandonati per la strada, o macilenti e denutriti, o ammalati, con gli occhi invasi da insetti, con malattie terribili…lacrimosi e sofferenti, ci fa sentire in colpa. Molto in colpa,  per la  nostra vita che, nonostante i nostri infiniti guai,  appare privilegiata,  rispetto alla loro. Una vita nella quale sappiamo, più o meno, che domani mangeremo, ci vestiremo, ci cureremo …e, soprattutto, potremo sperare di farlo per i nostri figli, innocenti che non devono pagare per i nostri problemi  anche  non ne siamo responsabili, ai quali non dovrebbero mai mancare  amore, cibo,cure, istruzione.

Non entro nel tema della responsabilità dell’Occidente, opimo e sprecone, nei confronti dei Paesi del cosiddetto “Sud del mondo”…più che un’entità geografica, una medesima condizione di povertà e disagio estremi.

Associazioni , ONLUS, etc per aiutare chi soffre la fame e la povertà più grandi, ci chiedono in modo più o meno stucchevole, di dare il nostro obolo. Con un SMS, con una telefonata, con un versamento in conto corrente , con un bonifico… possiamo inviare denaro che verrà usato per cibo, cure adeguate, istruzione di milioni di poveri bambini.

Oggi, tuttavia, nonostante io mi ritenga abbastanza sensibile a questo tema, ho avuto un moto di ripulsa. Prima del notiziario, uno spot, nel quale  una  melliflua voce  mi invitava al consueto obolo, per il sostentamento di ( …nome  che non ho  capito…) una giovane donna che viveva in miseria, in un villaggio africano, e che le immagini mostravano “con un  bambino per mano, uno in braccio e uno nella pancia”…come  dalle parole testuali della suadente predetta voce.

Chiedevano soldi, perché si potesse curare, perché potesse  dar da mangiare ai suoi bambini, perché potesse dare alla luce il bambino che aspettava, in una struttura che tutelasse la sua salute…Tutte cose buone…certo, ma che non risolvono certo i problemi.

Mi sono detta che forse, oltre alle offerte in denaro qualche aiuto migliore si potrebbe dare a questa giovane donna, poverissima e sola, senza alcun sostegno maschile, dato che pare che gli uomini facciano  in queste vite  solo delle sporadiche comparse, giusto per perpetuare la specie. Poverissima e sola,  destinata a mettere al mondo tanti altri bambini destinati alla sofferenza, alla fame, alle malattie, forse alla morte precoce in tenerissima età…potrebbe essere aiutata  limitando le continue gravidanze. Forse l’ educazione ad una maternità responsabile appare  troppo difficile da realizzare… in contesti così arretrati e per molti versi chiusi e diffidenti ma, onestamente, continuo a pensare che  alle popolazioni più  indigenti dovremmo, oltre agli oboli, mandare anche qualche pillola.

***

Vi presento una breve sintesi degli articoli di questo numero:

“Maria”  in Fine pena : mai  tratta di come, nella nostra civile nazione le condanne  più pesanti e insopportabili siano  scontate dalle vittime.

Prende il via questa settimana una nuova rubrica, Opinioni a confronto, nella quale due giornalisti di due aree  opposte trattano dello stesso argomento. Uno stimolante e costruttivo modo, a nostro avviso, di fornire la più ampia visione dello stesso evento. In questo numero,  Anna Maria Cancellieri: Cuore D’oro o Inchino Doveroso? firmato da Alberto Venturi, di area Centro Sinistra, e Il caso Cancellieri: perchè può essere ancora utile parlarne, di Gianni Galeotti, area Centro Destra.

Siamo fiduciosi che questo confronto libero e civile sarà di grande interesse per tutti voi, cari  lettori di Bice.

Alex Scardina firma  Goc(c)e di Haylan, sulle due minacce, entrambe da cielo, entrambe  fuori dal nostro controllo, il tifone Haylan e la caduta dei resti  del satellite artificiale Goce.

L’analisi dell’economista indipendente, dr. Eugenio Benetazzo, Quei poveri Bancari ,tratta della preoccupazione in relazione alle aspettative occupazionali che attendono chi è oggi impiegato all’interno degli  Istituti  di Credito.

Soldati Dimenticati, scritto da Adimaro Moretti degli Adimari, ricorda l’eccido di Kindu, dell’11 novembre 1961, colpevolmente dimenticato da istituzioni e stampa.

La Rubrica dei Lettori  questa settimana riporta un articolo di MO24,  sulla refurtiva recuperata a disposizione dei cittadini al fine di un loro riconoscimento sarà mostrata in Questura fino a sabato 16 novembre.

Buona settimana e buona lettura del n. 394-53

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