Non sia un vergognoso dietro-front regionale sui costi della politica

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Temo un ripensamento nel ritorno dei Consiglieri Regionali a 50.

Si tratterebbe dell’ennesima dimostrazione che una gran parte della classe politica anche della nostra regione e in particolare del Consiglio e della Giunta regionale non è all’altezza delle aspettative della gente che intenderebbe rappresentare.

C’è chi scommette che la preannunciata rinuncia ad aumentare il numero dei Consiglieri da 50 a 67 non sarà applicata.

Le dichiarazioni “di facciata” di questi giorni non sono rassicuranti. Spero invece che gli organi regionali diano corso alla procedura, alla luce del sole.

Dopo i proclami di qualche tempo fa, quando era forte il vento della protesta, non si può far passare il tempo in modo subdolo per vanificare la possibilità.

Questo clamoroso errore fu fatto qualche anno fa con una modifica statutaria che rendeva più grande un organo, il Consiglio, che già oggi pare ridondante e in parte sottoutilizzato, costosissimo e non sempre adeguato ai problemi da risolvere.

In tempi di amarezza per una politica non sempre coerente ed efficacie e per i suoi costi non sempre compresi dalla opinione pubblica, non si possono far aumentare i dubbi sulla effettiva utilità di queste istituzioni. Invece di prendere provvedimenti-brodino di ridimensionamento, senza effettivo impatto e senza nessuna fatica, visto che si tratta in genere di fatti dovuti (materie trasferite, enti sostituiti da altri), si dia corpo all’unica decisione politicamente significativa: ammettere di aver sbagliato e vanificare l’errore fatto aumentando il numero dei consiglieri regionali.

E magari chiedendo scusa all’unico consigliere che si oppose alla decisione vedendo forse più lontano degli altri 49. Durante la scorsa legislatura ho fatto quello che ho potuto.

Ho dichiarato sempre eccessivo l’ammontare degli emolumenti e ne ho ostacolato l’aumento.

Mi sono opposto, ritenendolo iniquo, l’aumento del numero.

Colleghi di tutti i gruppi, di maggioranza e di opposizione, mi dissero che fare “il primo della classe” non avrebbe pagato e che avrei dovuto in futuro pentirmi.

In effetti se i consiglieri fossero 67 io sarei tra quelli essendo oggi il primo dei non eletti.

Ma la propria coscienza vale più di mille cariche, così che coerenza, onestà e impegno diventano un meccanismo automatico e irrazionale.

Speriamo che sia così per molti, anche nella casta regionale.

 

Graziano Pini,

già Consigliere Regionale Democratici e coordinatore Associazione Pensiero Libero

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