Non si pente e non si duole?

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Nemmeno sei ergastoli riescono a tenere fra le mura di un carcere un sanguinario terrorista
delle Brigate Rosse. Mai pentito, mai dissociato,  l’esecutore materiale, fra le altre cose, dell’omicidio
di Aldo Moro gode del trattamento di semilibertà e usufruisce spesso di permessi premio che gli
permettono anche di dormire fuori. Può girare per la città liberamente, guidare l’automobile, lavorare.

Le tragiche notizie sul sisma che ha devastato una popolosa zona fra Turchia e Siria, l’inasprimento del  conflitto russo-ucraino, i fasti della kermesse  di Sanremo, dominano le cronache. Forse il cittadino qualunque non riesce neppure più a seguire tutto, tante e tali  sono le notizie dalle quali è travolto quotidianamente e scarsa attenzione hanno  avuto gli aggiornamenti riguardo Mario Moretti che, già in regime di semilibertà,  grazie a periodici permessi premio  riesce anche a trascorre qualche notte fuori casa, in  un appartamento  di Brescia, eletto  suo domicilio

Nemmeno sei ergastoli riescono a tenere fra le mura di un carcere un sanguinario terrorista delle Brigate Rosse. Mai pentito, mai dissociato,  l’esecutore materiale, fra le altre cose, dell’omicidio di Aldo Moro, gode del trattamento di semilibertà dal 1997, pertanto  esce dal carcere al mattino e torna entro le 22, è libero di  andare dove vuole, lavorare, girare per la città, guidare l’automobile.

Inutile prendersela con i giudici che applicano norme che al popolino  appaiono quantomeno discutibili. Il giudice, applica la legge… è il suo alto  dovere e scopo. Se, come afferma il presbitero inglese William Law,  Chi si lamenta del tempo, si lamenta di Dio che quel tempo l’ha mandato ,  criticare una legge dello Stato equivale a criticare l’operato del Legislatore, il Parlamento, che quella legge ha  promulgato,  nonché il Presidente della Repubblica che l’ha  firmata, dandole di fatto il suo  sostegno anche se, veramente, criticare il Presidente della Repubblica appare molto difficile in quanto, in Italia, una volta varcato il sacro soglio del Quirinale  gli eletti  diventano, automaticamente, Padri della Patria, di fatto non criticabili.

Non dovremmo, quindi, indignarci o sorprenderci dall’applicazione di leggi che appaiono inique, privilegiando  e premiando anche feroci assassini. Inoltre, il criterio  ispiratore della  nostra legislazione  penitenziaria è  volto alla rieducazione del detenuto che in carcere non deve essere punito ma redento, in modo che possa tornare nell’umano consesso consapevole di averne violato le leggi, nuovamente disposto e preparato a rispettarle.

Detenuto ora nel carcere modello  Casa di reclusione di Brescia-Verziano, Moretti, neppure dopo quarant’anni, non ha mai dato segno di alcun pentimento o ravvedimento né si è mai dissociato dall’ideologia  delle Brigate Rosse delle quali  fu come è tristemente noto, un esponente di grande spicco.

Non si pente e non si duole. Che dire… Ha fallito lo Stato, incapace di far ravvedere un simile personaggio?

E comunque, nonostante ciò, lo premia?

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Una risposta

  1. Ma che giustizia è questa ?
    Sul tema mi sono soffermato decine di volte e corro il rischio di ripetermi.
    Vi sarebbe da scrivere un libro ma cercherò di essere sintetico.
    Qualche tempo fa in un mio post sostenni:
    “so che farò rivoltare nella tomba Cesare Beccaria ma io la condanna a morte non l’avrei tolta dal codice penale almeno per mafiosi, stragisti e terroristi. Uccidere è sempre il più grave ed orribile dei reati ma di norma l’omicidio ha una sua, seppur futile, motivazione e comunque è rivolto ad una persona ben individuata.
    Il terrorismo ed il delitto di mafia , spesso per mancato pagamento del pizzo, non ha alcuna giustificazione : ammazzare gente che non si conosce, contro cui non si ha nulla e che ha il solo torto di stare lì nel momento sbagliato e nel posto sbagliato ( penso alla strage della Stazione di Bologna, di Brescia ed a tutte le altre ), è il reato più orribile, osceno ed insensato che possa esistere.
    Non c’è ideologia che possa giustificare il reato di strage o l’omicidio di mafia.
    Più concretamente, in alternativa alla pena di morte, giustamente cassata dal nostro codice penale e la cui reintroduzione sarebbe impossibile , io penserei alla condanna all’ergastolo, vera, inappellabile, senza sconti e che duri tutta la vita.
    Il debito di mafia e di terrorismo si paga, se non proprio con la pena di morte, almeno con il carcere a vita senza sconti. Ed invece no: il terrorista nostrano non viene condannato a morte, viene condannato all’ergastolo che non dura tutta la vita ma sedici anni ed a volte ancora meno.
    E spesso, una volta pagato il suo debito (?) con la società civile, va a tenere una lectio magistralis nei corsi di formazione dei giudici.
    Questa gente deve essere messa al bando della società civile, visto che non si riesce a farla marcire nelle patrie galere fino alla fine dei suoi giorni.
    Non sopporto che venga chiamata nei salottini televisivi : non hanno nulla da dire, né da insegnare a nessuno, semplicemente perché questi figuri, che si sono macchiati del più orribile dei delitti , non sono modelli di comportamento.
    Il guaio è che potrebbero diventarlo per i nostri giovani, già devastati mentalmente da programmi demenziali delle TV, anche di Stato, che hanno una sola mission : ottundimento delle coscienze per finalità politiche o commerciali o per altri inconfessabili motivi.
    Ultima chicca che è un’ eclatante dimostrazione dell’assurdità di un sistema giudiziario penale balordo è il duplice omicidio avvenuto nel catanese qualche giorno fa da parte di un ergastolano, già condannato per associazione mafiosa e omicidio, in permesso premio.
    E pensare che da mesi si sta cercando di modificare la normativa in tema di ergastolo ostativo e di abrogazione dell’art.41 bis.
    Qualcuno deve interrogarsi sulle responsabilità di quanto è accaduto.
    E’ un clima buonista in stridente contrasto con il moltiplicarsi di efferati delitti posti in essere da parte di delinquenti incalliti che dovrebbero morire in galera e non essere lasciati liberi in permesso premio.
    E pensare che pochi giorni fa è stata diffusa la notizia dell’arresto di un povero cristo che 17 anni fa aveva rubato alimentari per il valore di 5 miserabili euro.
    Ma che giustizia è questa?

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