“Non sarete valutati col bilancino”

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Le giovani generazioni vivono in un’abbondanza materiale senza precedenti, pretesa
anche in famiglie non particolarmente agiate. Il mondo costantemente interconnesso
offre loro possibilità senza precedenti, anche nel facilitare gli studi. Eppure, il gap
generazionale si è molto acuito in generale, nella società. Gli adulti sono accusati di ogni
nefandezza, dall’aver trasformato la Terra da idilliaco Eden a pattumiera inquinata…
fino all’aver “rubato il futuro” alle giovani generazioni.

Anche la Maturità 2022 è stata archiviata. Non voglio togliere nulla alla legittima esultanza dei “Maturi” e delle loro famiglie che in questa meta importante vedono la fine di un incubo…ma, in fondo, questi giovani hanno solo fatto un esame, importante quanto si vuole, ma che abbiamo a nostra volta fatto tutti noi, anni addietro, con minore clamore, con ovazioni decisamente circoscritte, anche di fronte ad un buon punteggio ottenuto. Senza interviste fuori dalla scuola, senza promesse di indulgenza da parte del Ministro della Pubblica Istruzione… un esame, soprattutto, sostenuto davanti ad una commissione composta interamente da perfetti sconosciuti che ci giudicavano.

Ma il mondo è cambiato e per primo è cambiato profondamente l’atteggiamento dei genitori di fronte ai figli, dalla più tenera età, all’adolescenza, alla giovinezza e oltre. Qualche anno fa, lo psichiatra Paolo Crepet, al riguardo, ebbe a dire:

“Noi non abbiamo più figli, ma piccoli Budda a cui noi siamo devoti, per cui possono fare tutto”

Invece di coccolarli, come se avessero compiuto qualche impresa titanica, dovremmo elogiarli sì, ma per aver semplicemente fatto il loro dovere. Invece, è più forte di noi, non resistiamo, ad elogiarli, a riempirli di doni, complimenti, lodi, enfatizzando ogni loro successo… di fatto nuocendo loro. Perché la vita li metterà comunque prima o poi dinnanzi non a genitori innamorati persi, a insegnanti indulgenti, a Ministri rassicuranti … ma si troveranno di fronte a severi e indifferenti datori di lavoro che esigeranno il massimo, che giudicheranno i risultati del loro lavoro e non che cosa hanno fatto di buono negli anni pregressi… dovranno confrontarsi con le difficoltà che, a qualsiasi livello, ogni situazione lavorativa pone, senza tanti complimenti. Allora, saranno dolori.

E, di fronte a ciò che in questo mondo non va bene (e c’è l’imbarazzo della scelta …) è invalso l’atteggiamento di accusare gli adulti, sempre. Gli adulti in generale sono colpevoli di ogni nefandezza, dall’aver trasformato la Terra da idilliaco Eden a pattumiera inquinata nonché stracolma di immondizia vera e propria… fino all’aver “rubato il futuro” alle giovani generazioni.

A chi abbiamo rubato il futuro?

Agli studenti che, rassicurati paternamente dal Ministro Bianchi che ha detto : «Ragazzi, non abbiate paura. Non verrete valutati col bilancino» … all’esame di Maturità hanno pensato bene di sfornare una serie di errori, degni di qualche umorista di quart’ordine?  (Per intenderci, Gabriele d’Annunzio un estetista Sergio Mattarella un perfetto  sconosciuto, Liliana Segre una deportata di  colore…)

Ai “tik toker” che inondano la rete delle loro imprese? Alle adolescenti con seni e glutei in bella mostra che salutano ammiccanti dalle pagine dei loro profili social? Lo chiedo, perché il senso di colpa è un fardello pesante da portare in particolare se non si sa proprio di cosa si è accusati.
Nel frattempo, noi, gli adulti, chiniamo il capo, facendo un mea culpa magari non del tutto sentito quando invece, prendendo il coraggio a due mani,  dovremmo dire ai giovani :

– Questo mondo non vi piace? Cambiatelo!  Noi abbiamo cercato di farlo. Non ci siamo riusciti, provateci voi. Magari abbassando le vostre pretese, provando a ridimensionare, non dico a rinunciare, alle comodità e ai lussi che riempiono le vostre vite, più delle nostre, ( come la tecnologia sofisticata, gli abiti a profusione, le scarpe griffate, scarpe, i giochi elettronici) . Comodità e lussi che contribuiscono anche a riempire l’atmosfera di anidride carbonica, purtroppo derivante dalle operazioni per produrli. Per tacere delle piccole mani infantili di bambini e ragazzini che, dall’altra parte del mondo, sono sfruttati e sottopagati, impiegati nelle fabbriche che li producono.-
Ma quei bambini lavoratori, non li  vediamo, quindi non contano.  E noi, tranquilli, torniamo a chinare il capo e a fare mea culpa per aver rubato il vostro futuro.
A questo link, il servizio di Leggo.it sugli strafalcioni della Maturità 2022.

Buona settimana e buona lettura del n. 807 – 500.

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