Non rompete le scatole alla gente!

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Sabato e domenica, appena annunciato il passaggio in zona gialla di diverse regioni, i centri delle città hanno visto ritornare la movida: gente, mascherine come optional, distanziamento da misurare in centimetri, feste, gite.

 


Mi dispiace leggere la dichiarazione di Salvini: “”Oggi torniamo in zona gialla, finalmente dopo settimane di sacrificio. Ho letto su qualche giornale che c’è il processo alla gente che è uscita. Lasciateli vivere. Se ti dicono che i dati scientifici ti permettono di uscire perché il contagio è tornato a livelli di mesi fa, la gente esce. La gente non ne può più, inizia a prendere gli psicofarmaci, inizia ad arrabbiarsi. Non se la prendano con i cittadini se fanno due passi””.

A parte che il week-end era ancora tutto arancione e che ci troviamo di fronte all’ennesimo messaggio di Salvini piacione che tutto farebbe e direbbe per raggiungere la pancia della gente, la pandemia ha evidenziato diverse criticità tutte italiane: la scelta sbagliata di disincentivare la sanità pubblica a favore di quella privata; la macchina dello stato farraginosa e burocratizzata; il groviglio di competenze fra stato ed enti locali; l’arretratezza sul fronte dell’informatizzazione anche a livello di alfabetizzazione; la mancanza di politiche industriali e del lavoro che vadano oltre i bonus e gli interventi tamponi, fino alla barzelletta che non fa ridere della lotteria degli scontrini (così qualcuno fa 20 prelievi consecutivi di benzina da pochi centesimi per avere più possibilità di vincere, procurando un danno e non un guadagno al gestore che su ogni strisciata paga una commissione).

Fra le magagne emerse, c’è soprattutto la perdita di ogni autorevolezza e credibilità dello stato, ma a questo hanno contribuito per primi coloro che oggi, essendo al governo e mi riferisco in particolare al M5S, arrivati al comando con i vaffa e non con i programmi, vorrebbero comportamenti responsabili da parte della gente, Tutti, a destra e a sinistra, hanno contribuito a picconare l’autorità pubblica: Berlusconi e Forza Italia che invitano a non pagare le tasse; la Lega che non riconosce Roma e vorrebbe l’indipendenza minacciando di mettere in campo i fucili; il Pd che a Roma con intrighi di palazzo e bugie costruite ad arte brucia il sindaco Marino, oppure i cento Giuda che lapidano Prodi quale candidato alla Presidenza della Repubblica. E poi condoni, amnistie, prescrizioni, una giustizia paralizzata. Ma anche l’impunità garantita da troppi genitori ai figli; l’impunità o quasi di chi prende in giro le norme, dai finti invalidi, ai ricchi che si spacciano per poveri.

E per fortuna che l’Italia dei mille campanili, almeno a livello locale, ancora ha amministrazioni comunali e sindaci stoici.

C’è solo un modo per tornare, nel tempo, a fare sì che i cittadini sentano il dovere di ubbidire alla comunità, anche quando chiede cose sgradite (pagare le tasse, rispettare le norme ecc.): che i nostri rappresentanti siano seri e credibili. Scampa cavallo?

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