“NON PIU’ SCALONE, MA SCALINO”

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“Siamo totalmente contrari alla parte di accordo che fissa requisiti differenti. Siamo pronti ad azioni di protesta;

chiediamo il rispetto dell’articolo 3 della Costituzione”

 

Il  Cupla   (Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo), al quale aderiscono le organizzazioni dei pensionati di  Cia, Coldiretti,  Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, interviene in merito all’accordo raggiunto tra il Governo e i Sindacati Confederali sugli aumenti alle pensioni minime: sono stati applicati criteri circa gli aumenti che discriminano i  titolari di pensione  come ex  coltivatori diretti, commercianti ed artigiani  e coloro che, anche solo per brevissimi periodi, hanno esercitato tali attività; si trovano  la pensione liquidata come autonomi.

Il Coordinamento unitario esprime totale contrarietà alla parte dell’accordo (che dovrà essere recepito da un Decreto del Ministero del Lavoro) che fissa requisiti contributivi diversi per gli aumenti; a nostro avviso questa misura è di dubbia costituzionalità, non equa. A parità di condizioni economiche non è giustificabile un trattamento differenziato, avendo, tra l’altro, una connotazione sociale.

L’intervento assistenziale dello Stato attraverso la fiscalità generale, nei confronti dei pensionati con trattamenti bassi,  sarà, in questo modo, differenziato anche  in base al lavoro svolto.

Le organizzazioni aderenti a Cupla inizieranno azioni di protesta come il ricorso alle vie giudiziali, per il rispetto dell’art. 3 della Costituzione.

Inoltre il Cupla, forte del mandato ricevuto da 400.000 pensionati sottoscrittori della petizione popolare per l’eliminazione dell’immotivata discriminazione ai danni dei pensionati ex autonomi sugli assegni familiari, sollecita il Governo ad inserire, tra i provvedimenti da emanare, opportune norme per ristabilire completa parità di trattamento tra tutti i pensionati.

 

il coordinatore provinciale di Cupla

 

 

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