Non mollare Papa Francesco!

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Abbiamo ancora bisogno della tua voce di pace

In questi giorni è tornata d’attualità quell’immagine di Papa Francesco, due anni fa, durante la pandemia, in una sera gelida e piovosa, solo a pregare in Piazza San Pietro.

Papa Francesco appariva piccolo e ancora più curvo mentre saliva non senza fatica e in solitudine i gradini del sagrato, facendosi interprete dei dolori del mondo per offrirli ai piedi della Croce.

Non è meno sola, fra i potenti, oggi, la sua preghiera per la pace e sostituendo la parola pandemia potrebbe ripetere le stesse parole: “L’angosciante crisi che stiamo vivendo con la guerra smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”.

E’solo sulla grande piazza del mondo a gridare per la pace mentre sono tutti convinti che sia indispensabile armarsi per ottenerla, come se la prima e la Seconda guerra mondiale non ci avessero insegnato niente. Anzi, di più. Vogliono farci credere che la pace si ottenga rifiutando ogni proposta di mediazione e di dialogo.

Cerca di stare in salute Papa Francesco; abbiamo bisogno di te! Abbiamo bisogno della tua capacità di farti udire dal mondo.

Vale anche per te il detto: “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”. Quando ti hanno dimesso l’altra volta, dicesti che alcuni porporati stavano già organizzando la tua successione, con contatti e cene che suppongo, continuino e si siano intensificati in questi giorni ad ogni bollettino medico. Anche questa settimana non è mancata la voce di monsignor Georg Gänswein, il segretario di Papa Ratzinger, ormai un vip mediatico dei pettegolezzi vaticani, per affermare che, se a succedere a Benedetto XVI, fosse stato l’attuale cardinale emerito di Milano Angelo Scola, i cardinali ‘avrebbero vissuto bene’. Ma è proprio quello che non vuole Papa Francesco: vivere bene non è per i pastori della Chiesa.

Cerca di stare bene Papa Francesco; non vorremmo vedere la Piazza di San Pietro vuota come quella sera, senza neanche la tua presenza.

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Una risposta

  1. Lunga vita a Papa Francesco

    Lunga vita a papa Francesco.
    Sono miscredente e rimarrò tale sino alla fine dei miei giorni , ma ho sempre apprezzato Papa Francesco sin dal suo avvento al soglio pontificio quando, affacciandosi per la prima volta al balcone su piazza San Pietro , esordì dicendo ” Buonasera. Vengo dalla fine del mondo “. Mi colpì la sua semplicità espressiva lontana dalla ampollosità dei suoi predecessori.
    A Papa Francesco rimprovero soltanto la mancanza di autorevolezza necessaria per imporsi al collegio cardinalizio .
    Non si può limitare a pregare ed a sperare che qualcuno l’ascolti ma deve avere la forza di alzare la voce facendo capire che il suo non è solo un appello al cuore ma un obbligo morale che ha il diritto di imporre al collegio cardinalizio, alle alte sfere ecclesiastiche ed ai fedeli autentici.
    Ricordo che ha dimostrato all’inizio del suo pontificato di avere tempra e carattere rimuovendo dal suo incarico il terribile segretario di Stato Tarcisio Bertone , azzerando la dirigenza dello Ior ed affermando che vi sarebbe stata soluzione di continuità rispetto all’andazzo degli ultimi decenni.
    Ma di lì a poco la sua azione si è progressivamente affievolita al punto da diventare quasi irrilevante.
    Ritengo infatti che non sia entrato mai a pieno titolo nello status di Papa forse per la salute cagionevole da una parte e l’arroganza del collegio cardinalizio dall’altra, in una con la mitezza propria del suo carattere.
    Oggi come oggi occorrerebbe un Papa di polso ed autorevole perché la Chiesa è arrivata forse al capolinea della sua bimillenaria storia travolta da mille scandali.
    Lo ritengo invece tra i pochissimi, se non l’unico, convinto assertore della pace nel mondo.
    Lo sta facendo da oltre un anno ormai per cercare di mettere fine ad un conflitto che sta causando morti a migliaia e distruzioni immani e che potrebbe scatenare la terza guerra mondiale.
    Ha più volte ribadito, mentre si assiste ad una pericolosa escalation del conflitto , che “ Nelle guerre a soffrire è il popolo, la gente. Questo genera odio; chi fa la guerra dimentica l’umanità; fabbricare armi è un commercio assassino Una cosa è certa : non si costruisce la pace fabbricando e vendendo o donando armi alle nazioni in guerra.”
    La pace si ottiene non inviando armi ad una delle due nazioni in conflitto ma tentando in tutte le maniere di far dialogare i contendenti per addivenire ad una soluzione diplomatica della crisi.
    Giorni fa dissi : tutti falchi ed una sola colomba, che sarebbe papa Bergoglio.
    Tutti gli altri buttano benzina sul fuoco , partendo dal sanguinario dittatore russo per arrivare al presidente ucraino ( che non ha mai pronunciato la parola pace e che continua a chiedere armi a destra a manca ed ha accettato anche le armi ad uranio impoverito offerte dall’Inghilterra, pur sapendo che cagionano malattie e morti anche ai militari ucraini oltre che alla popolazione civile ) , passando da Biden ed arrivando alla nostra Meloni che ha ricevuto ieri l’altro le lodi sperticate da Zelenski il quale , affermando ” nelle parole di Meloni c’è la vera forza dell’Occidente ( sic!? ) ” , l’ha promossa addirittura a portavoce dell’occidente , probabilmente per il suo totale appiattimento sulle strategie della NATO.
    Poco tranquillizzanti le parole di Putin il quale , a giustificazione delle sue esercitazioni militari con ordigni nucleari, ha asserito ” l’Occidente con l’invio delle armi ha superato la linea rossa, oltre la quale c’è la guerra mondiale, che sarà ovviamente nucleare “.

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