Non in armatura … ma senza paura

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Di fronte alla barbarie di tanti innocenti sgozzati, di fronte alla profanazione delle chiese, una reazione un tantino più energica da parte del Papa non sarebbe male. Reazione verbale, naturalmente. Non come Giulio II, avvezzo all'armatura quanto ai paludamenti sacri…ma, tanto per dire, come Giovanni Paolo II che ad Agrigento lanciò,  impavido,  il suo anatema contro la mafia. Ancora risuona, nella Valle dei Templi e nelle nostre coscienze. E scusate se è poco. 

 


Sono trascorsi poco più di quattro anni, da quella mattina del 26 luglio 2016, quando due terroristi islamici, dopo aver fatto irruzione all’interno di una chiesa a Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino a Rouen, in Normandia, durante la celebrazione della messa, presero in ostaggio il sacerdote e diversi fedeli. Gli aggressori, armati di coltelli, sgozzarono il parroco, Jacques Hamel, di 86 anni, dopo averlo umiliato, obbligandolo ad inginocchiarsi e a subire una cantilena propiziatoria inneggiante all’Islam. 

A suo tempo, parlo dell’agguato nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray , destò una  certa sorpresa, in me, per non dire  sgomento, la tiepida reazione del Pontefice di fronte alla crudele esecuzione di Padre Hamel… «Questa è guerra. Abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace» il 27 luglio 2016.

Con un po’ di irriverenza, ricordo che l’accostai, per la sua ovvietà, a una delle battute del compianto Catalano, che nella trasmissione “Quelli della notte” dimostrò oltre al suo talento come  musicista anche una certa verve umoristica, con battute tipo “E’ meglio essere giovani, ricchi e sani  e non vecchi,  poveri e ammalati” . Tornando al Papa, a parte  la battuta  “alla Catalano”,  non  ci fu , neppure  accennato, alcun riferimento agli esecutori, né alcuna parola di condanna.

Non altrettanto esilarante ma desolatamente sbrigativa fu la dichiarazione del Papa, al minimo sindacale, dopo lo sgozzamento di Don Roberto Malgesini, a Como, il 15 settembre 2020, ucciso da una delle persone cui prestava la sua opera di carità, uno straniero che aveva “”ovviamente”” problemi psichici nonchè provvedimenti di espulsione non ottemperati. Il Papa ricordò brevemente il giovane sacerdote, come “”ucciso da una persona bisognosa e malata di testa, che lui stesso aiutava”.

Ultima  in ordine  di tempo, la reazione  del Pontefice a quanto accaduto nella  chiesa di Notre Dame, a Nizza, giovedì 29 ottobre, quando Brahim Aoussaoui, migrante tunisino, al grido di “Allah akbar” ha pensato bene di ammazzare con un coltellaccio da beccaio tre persone, il sacrestano della chiesa e due fedeli, una delle  quali con la testa quasi spiccata  dal busto e l’altra, madre di tre figli che,  ferita mortalmente , non ce l’ha fatta.

La reazione, come scritto anche in un tweet sull’account Pontifex, auspica che  “”l’amato popolo francese”” possa “”reagire al male con il bene””.  Fine della reazione.

Ora,  non si pretende certo un Papa alla Giulio II, in particolare come è tratteggiato  nel film “Il tormento e l’estasi” di Carol Reed, tratto dal libro di Irving Stone su Michelangelo Buonarroti. Sono altri tempi… ma una condanna della violenza meno generica, meno impersonale e nebulosa, meno assoggettata al politically correct, questo sì.

Fra Giulio II, Pontefice che era facile vedere in armatura quanto paludato nei paramenti sacri… e un papa che intrattiene e fa il piacione con le folle, abile nei funambolismi verbali per non spiacere a nessuno, c’è, ad esempio, Giovanni Paolo II che, in Sicilia, con voce tonante e senza timore, il 9 maggio 1993 lanciò  il suo anatema contro la mafia. Storico discorso, a braccio, il 9 maggio 1993, con quel «…  verrà il giudizio di Dio!» che riecheggiò nella Valle dei Templi di Agrigento e al di fuori di essa, come monito e condanna, è qualcosa di indimenticabile che arrivò alle sopite coscienze di molti altri.

E scusate se è poco.

Mi chiedo, nonostante le uccisioni di Rouen, Como, Nizza siano orribili, cruente, ingiuste e compagnia bella, perché non destino lo stesso clamore di altre. E non facciano perdere le staffe al Sommo Pontefice, capace, come abbiamo visto, persino  di uno stizzito “fallo di reazione” , il famoso schiaffo sulla mano alla fedele cinese, “colpevole” di averlo trattenuto, per parlargli, chissà, proprio di quello che in Cina  stanno passando i cristiani.

E già che ci siamo, non sarebbe male vedere magari qualche ginocchio piegato, anche per le vittime del terrorismo islamico, come per quelli platealmente esibiti, per commemorare e compiangere le vittime della violenza della polizia in USA, ingiustificabili e inaccettabili ma, giova ricordare almeno questo, violenze avvenute pur sempre durante operazioni di polizia, controlli, reazioni ad aggressioni… non verso vecchi sacerdoti, innocenti fedeli di una chiesa, inermi sacrestani.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Non in armatura … ma senza paura

A.D.Z.

Non bisogna abbassare la guardia

Massimo Nardi

Dove sta la civiltà? Nella cattolica Europa che si permette di costruire moschee per concedere di professare una fede diversa dalla propria o nel variegato mondo dell’Islam che litiga già da solo tra le fazioni di sunniti e sciiti?

Sei respinto quindi, mi raccomando. vai via!

Alberto Venturi

Nell’impossibilità di trattenere lo straniero e rimpatriarlo (spesso non ci sono aerei), al decreto di espulsione fa seguito un invito a lasciare l’Italia entro 5-7 giorni”. Che ovviamente nessuno rispetta. Perché siamo in queste condizioni?

Dal Centro un segno di speranza

La Reine

Cosa succederà, dopo la chiusura delle sale da concerto, dei teatri, nella prospettiva di chiusure ancora più stringenti? Dal Centro VVV un  messaggio di speranza: una volta dimenticato il virus, la sua pericolosità, tornerà il desiderio di uscire, di stare insieme, di condividere le emozioni di uno spettacolo dal vivo. Il programma verrà mantenuto, si modificheranno solo le date.

Il re è morto, lunga vita al re!

Francesco Save
rio Marzaduri

La scomparsa di Sean Connery reca il nostalgico sentore del racconto d’avventura giunto all’epilogo, in cui audacia e spavalderia, ironia e tenacia, non molto possono nella lotta contro le regole del tempo.

Tornera’ a vincere Trump

Ugo Volpi

A me ha sempre ricordato e continua a ricordare Silvio Berlusconi, l’antesignano del ricco che si dà alla politica per salvare sé stesso e fare più soldi; come Berlusconi non sarà la gente a cacciarlo ma i grandi gruppi finanziari quando l’economia arriverà ad essere fuori controllo e il prezzo sociale apparirà troppo alto.

Buona settimana e buona lettura del n. 723– 416

 


[1] Non è la prima volta certo che un sacerdote viene ucciso, parlando del recente passato, in particolare, Óscar Romero, arcivescovo di San Salvador, fiero oppositore della dittatura militare nel suo paese, fu ucciso il 24 marzo 1980 da un sicario degli squadroni della morte, mentre stava celebrando la messa, o Don Pino Puglisi, ucciso da Cosa Nostra il 15 set 1993, a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale. Entrambi sono stati elevati all’onore degli altari, proclamato Santo Monsignor Romero, Beato Don Puglisi.

 

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