…non è un paese per giornalisti…

Condividi su i tuoi canali:

Ci è stata inviata questa interessante indagine tratta da un sito on line sui compensi alla categoria che volentieri pubblichiamo per esteso

L’Italia non è un Paese per giornalisti. E non solo per le leggi bavaglio, per il mancato pluralismo di alcuni telegiornali, per l’autocensura che certi cronisti hanno ormai come qualità innata. C’è dell’altro e inizia molto prima di queste grandi questioni. L’Italia non è un Paese per giornalisti perchè la libertà di chi racconta e ricerca la verità parte prima di tutto dalla sua autonomia.

In un Paese come il nostro, in cui i giornali vivono grazie ai collaboratori, è curioso andare a vedere i compensi di quanti ” anche i giornalisti professionisti, in teoria più tutelati ” ogni giorno si arrabattano per cercare proposte da inviare alle redazioni. Scorrendo uno per uno i dati pubblicati nel maggio scorso nella ricerca

Smascheriamo gli editori (scarica il file), pubblicata dall’Ordine nazionale dei Giornalisti, infatti, ci si rende conto che il compenso di molti colleghi è pari (se non inferiore) a quello di qualsiasi parcheggiatore abusivo di una metropoli italiana.

Per correttezza, citerò solo i quotidiani che ricevono sovvenzioni pubbliche dallo Stato (anch’esse riportate nello studio dell’Ordine), ma lo studio riporta numerose altre testate. Tutti i compensi ” ovviamente ” sono da intendersi lordi.

 

Il Mattino : 21 euro a pezzo, pagati al massimo per 20 articoli e a 60 giorni.

Il quotidiano campano ha ricevuto 956.652,00 euro di finanziamenti pubblici.

 

La Voce di Romagna : 2.530.638,81 euro di soldi pubblici e 2,5 euro ad articolo.

 

Il Foglio : 3.745.354,44 euro di finanziamenti pubblici e 180 euro di compenso per 4.200 battute, pagati anche in questo caso a 60 giorni.

 

La Repubblica : 16.186.244,00 euro di contributi dello Stato all’editoria e un compenso che varia tra i 30 e i 50 euro a pezzo.

 

Il Manifesto : 5.307.241,00 euro di soldi pubblici e ” secondo quanto riporta la ricerca dell’Odg ” nessun compenso per gli articoli scritti dai collaboratori. Da Aprile, inoltre, i redattori non ricevono stipendio.

 

Il Messaggero : 1.449.995,00 euro di contributi pubblici e 9 euro di compenso per le brevi, 18 euro le medie e 27 euro per gli articoli. Da marzo 2010 ” scrive l’Odg ” con effetto retroattivo, le brevi devono essere almeno di 14 righe: quelle inferiori, scritte da gennaio a marzo, non sono state pagate.

 

Il Tempo : 840.065,00 euro pagati dai contribuenti e 7,50 euro per gli articoli inferiori a 40 moduli, 15 per quelli superiori.

 

Il Sole 24 Ore : 19.222.767,00 euro di contributi pubblici e 0,90 euro a riga, con cessione dei diritti d’autore.

 

Libero : 5.451.451 di finanziamenti pubblici e 18 euro per un’apertura, ma sono stati registrati compensi anche di 51 euro.

 

Giornale di Sicilia : 497.078,00 euro da parte dello Stato e compensi che variano tra 1,03 euro e 6,20 euro a pezzo. Si arriva a 10,31 euro per una foto notizia.

 

La Sicilia : 255.809,00 euro di finanziamenti pubblici e 15,50 euro ad articolo

.

Nuovo Corriere di Firenze : 2.530.638,81 euro di contributi pubblici e un compenso  “forfait” tra i 50 e i 100 euro al mese.

 

Il Gazzettino : 324.413,00 di contributi da parte dello Stato e compensi che vanno dai 4 ai 20 euro al pezzo.

 

Con questi compensi e con questa incertezza lavorativa, le istituzioni, il sindacato e l’Ordine dei giornalisti (a cui va il merito di questa prima panoramica), rispondano su come si possa tenere la schiena dritta e rischiare querele, denunce o ” peggio ” ricevere intimidazioni pur di far emergere la verità

‘¦E adesso ” per favore ” non parlateci più di libertà di stampa.

 

(articolo di Emilio Fabio Torsello del 24 settembre 2010 tratto da www.dirittodicritica.com)

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...