Non c’è vittoria senza il mediano.

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Abbiamo vinto recentemente un mondiale in Germania non grazie ad alcune stelle o punte, ma abbiamo vinto grazie ai mediani e al forte spirito di squadra , pertanto perche’ non si tiene in considerazione questa identita’ anche nella politica del centro-destra? Il leadership , Berlusconi, è in grado di dettare il gioco , di inventare schemi sia fuori che dentro al campo, ma oggi non puo’ fare riferimento ad una squadra perche’ esistono troppe punte e non c’è almeno un mediano, colui che corre in difesa in attacco e a centrocampo, colui che pressa gli avversari, colui che ferma in ogni modo l’avversario in procinto di fare gol, colui che esprime in campo cattiveria-arroganza e determinazione, colui che è la massima espressione della grinta, ossia colui che ieri si chiamava Oriali e oggi si chiama “Ringhio-Gattuso”. Ecco allora la necessita’ di trovare all’interno della coalizione un vero mediano che riesca a soddisfare tutte le necessita’ esplicite e latenti del sistema della Casa delle Liberta’ , che riesca ad aiutare Berlusconi a saltare gli ostacoli e le lusinghe della maggioranza del centro-sinistra. Ci piace notare che di nuove alleanze si sta parlando continuamente , ma la sintesi non c’è mai stata di soggetto ed oggetto, autocoscienza, sapere assoluto condiviso: lo spirito non è mai diventato pienamente consapevole che l’oggetto è soltanto una sua manifestazione.
Nella politica tutto è retto dal caso/fortuna e da cicli che si ripetano: chiuso un ciclo , ne inizia un altro, che ripete il precedente, ossia tutto passa ed insieme tutto ritorna, ma l’uomo non si deve sentirsi schiacciato dall’eterno ritorno , che è espressione cosmica dello spirito bipolare, ma deve accettare il proprio destino? La vera domanda che in tanti hanno suggerito è “ci dobbiamo rassegnare nei prossimi cinque anni a sopportare il centro-sinistra?” la risposta ci sembra scontata ed è chiaro che dagli aspetti di fragilita’ di questa coalizione di maggioranza Comunista si deve, assolutamente, giocare un ruolo di stimolo-rifiuto, per evitare di far scivolare il nostro umorismo in pessimismo e sfiducia nelle istituzioni. L’aspetto cruciale , come gia’ sottolineato è quello di organizzare una squadra che punti verso un’azione collettiva risolvendo cosi’ i problemi della scelta dei ruoli, ma poiche’ ciascun individuo politico di centro-destra tipicamente sogna di realizzare o la giocata che infiamma lo stadio o segnare un gol da scrivere sull’almanacco delle figurine, bisogna opportunamente far leva sul mediano che mostri un comportamento esattamente l’opposto. Sulla carta si possono trovare degli ottimi mediani , ma prima devono ottenere tutti i permessi delle botteghe con l’insieme degli esseri passati , presenti e futuri che liberamente concorrono a perfezionare l’ordine gerarchico di bottega: la bottega cosi’ è il grande essere , immortale , nella quale si assommano tutte le conoscenze e le conquiste politiche.
Spesso pero’ non si tiene in considerazione che esiste una palese evoluzione politica , cioè il processo continuo di modificazione del sistema , nel quale ogni stadio è la necessaria conclusione di quello precedente e la necessaria premessa di quello successivo. I giocatori in campo conoscono e rispettano le caratteristiche/funzioni del mediano che è il punto di convergenza di tutti i Generali e in particolare della loro psicologia e strategia  e crea un interesse plurilaterale ben equilibrato che forma il carattere morale-etico di una squadra che punta tutto verso la vittoria di tutti i giocatori.
I mediani cercano sempre la vittoria e danno tutto per la squadra azione dopo azione, senza farlo pesare, poi solo dopo le punte trovano la via del gol, ossia il mediano è il sogno la parte piu’ concreta della vita, come possiamo farne a meno se vogliamo urlare ancora, Vittoria?

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