Non c’è libro tanto brutto…

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Questo contributo è un commento critico che un telespettatore riserva al conduttore di un programma trasmesso sulla TV pubblica. La cosa inaudita tuttavia consiste nel fatto che tutto ciò che tutti hanno visto e sentito sembra insindacabile e dunque ripetibile

Non c’è libro tanto brutto che in qualche sua parte non possa giovare.

Questo è il pensiero di Plinio il Vecchio, riportato da Plinio il Giovane – Epistole, III, 5, 10.

Pensiero illuminato e consolante, soprattutto per chi scrive, ma oltre a ciò, con il pregio di essere rapportabile a molto altro, ad esempio ad una trasmissione televisiva.

Tanto per non fare nomi, Anno Zero. Così divento più simpatica a Santoro.

Le trasmissioni faziose, di qualunque faziosità esse si macchino, secondo me non sono buon giornalismo, quando il compito e il dovere primo di un giornalista è quello di informare, nel modo più imparziale.

L’informazione non sarà mai totalmente asettica, non sono dei robot a parlare, ma delle persone, e poco o tanto, dipende dalla correttezza e, appunto, dalla faziosità, sarà presente un eventuale sbilanciamento.

Ma quello cui spesso si  assiste ad Anno Zero, con la migliore buona volontà, difficilmente  è riconducibile ad una trasmissione imparziale, volta ad informare  i telespettatori.

Lucia Annunziata, giornalista  assai di sinistra e assai  combattiva, non può essere certo sospettata di pregiudizi politici o di astio verso Santoro.

Eppure, ad un certo punto, nella trasmissione del 15.1.2008, dedicata al conflitto israelo-palestinese, con molta educazione ha affermato:

 “Scusa Michele se ti disturbo, ma siamo amici oltre che colleghi e come giornalista non posso non dirti che hai impostato la trasmissione al 99,9% a favore dei Palestinesi“

A questa affermazione, con un’assenza di classe e di galanteria, pari soltanto alla sua faziosità, Santoro, allibito, ha replicato : “Vabbuò Lucia, anche tu! Vieni ospite e dici le stesse fesserie di cui si accusa da sempre la nostra trasmissione: è volgarità“ e  rivolgendosi poi alla valletta Granbassi  ha aggiunto : “Margherita andiamo avanti, non perdiamo tempo con queste sciocchezze“. Dimostrando così non soltanto di essere permaloso e fazioso, ma anche poco cavalleresco verso una signora, nonché collega e amica di vecchia data, bollando come  “sciocchezze”,  tout-court, le sue parole.

Non mi ritengo persona particolarmente meschina, non più della media  almeno, ma ammetto di aver avuto un pizzico di soddisfazione ( facciamo pure una bella  manciata…)  assistendo a questo poco edificante duetto.

Ecco una  che tiene testa a Santoro, ho pensato. Per giunta una  simpatizzante della Sinistra. Davvero il massimo!

Purtroppo è durato poco, perché l’Annunziata, giustamente offesa da un simile comportamento, si è alzata e se n’è andata.

Facendo, più o meno, ciò che fece, nel marzo del 2006, Berlusconi, abbandonando gli studi televisivi durante la registrazione della trasmissione di RaiTre “”Mezz’ora””, condotta proprio da Lucia Annunziata.

Facile intravedere in tutto ciò una nemesi storica impressionante, per luoghi,  modi e tempi.

Eppure di Nemesi , la dea della giustizia distributiva  qui, a mio avviso, non si dovrebbe parlare, per il diverso contesto, là un’intervista in campagna elettorale al candidato Silvio Berlusconi, qui una normale “ospitata” tra giornalisti.

Giornalisti entrambi schierati (e già la cosa  mi appare un controsenso, perché un giornalista schierato dovrebbe esserlo soltanto nella cabina elettorale, non in televisione,  luogo in cui dovrebbe fare informazione e non propaganda) ma entrambi, si spera, giustamente imparziali nell’esporre i fatti. Drammatici come quelli su una guerra, come quella israelo-palestinese, infinita e atroce più di ogni altra, ammesso che si possa fare una graduatoria nei conflitti.

Il contesto, dicevo, è diverso ma diversa anche la motivazione.

Perché nella puntata di  “”Mezz’ora”” l’Annunziata, con varie interruzioni, con tentennamenti del capo, con un incalzare  di domande a mitraglia  senza dare il tempo  materiale di rispondere, fece infuriare a tal punto Berlusconi  che, dopo la frase “”Lei mi fa la cortesia di farmi rispondere altrimenti mi alzo e me ne vado””   mise in atto il proposito, abbandonando la trasmissione, non senza scambiare  con la giornalista una formale  stretta di mano.

Non condivido l’atteggiamento di chi, che si chiami Silvio Berlusconi, o Lucia Annunziata, abbandona il campo, e la discussione. In entrambi i casi, queste due persone hanno a mio avviso scelto la strada meno faticosa da percorrere, semplicemente avvalendosi della famosa facoltà di non rispondere che io così profondamente disprezzo, fra i potenti come fra noi comuni mortali.

Ma, con molta sincerità e anche ammirazione per il coraggio morale mostrato in questa occasione, ritengo che Lucia Annunziata abbia fatto la cosa giusta, nonostante tutto, anche se ha abbandonato il campo.

Perché così ha dato una lezione, ma non a Santoro, no, per carità.

Ancora deve nascere (sempre secondo Santoro l’infallibile) qualcuno in grado di dare qualche lezione a questo signore, che nemmeno accetta la lezione della Verità e della Storia.

No, l’Annunziata ha dato a noi telespettatori una lezione di professionalità, di coraggio e anche di dignità, offesa più che dall’accusa di dire “sciocchezze” dalla bassa insinuazione di Santoro ha esclamato, furente e con bava alla bocca,   :”” Fai la giornalista, non venire qui a criticare la trasmissione. O cerchi crediti da qualcuno?””.

Ho l’impressione che l’Annunziata per carattere e per scelta non abbia mai cercato facili consensi, nemmeno fra chi la pensa come lei…figuriamoci con altri.

Pertanto, dopo aver detto : “L’idea che io stia acquisendo dei crediti nei confronti di qualcuno, questo proprio non lo accetto“ ha tolto il disturbo.

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