Nomen omen…(non sempre)

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""...accade, per ironia della sorte, che un cognome non sia come nella celebre locuzione latina, presagio, indicazione di caratteristica o qualità di chi lo porta… anzi, beffardamente, sia l’opposto...art. di Maria

 

 

Spesso i cognomi  sono appropriati alle persone cui appartengono. Alle buffe e curiose coincidenze, tra nomi e professioni, sono stati dedicati articoli, servizi, persino libri…Sono incredibili certi accostamenti, come il Capo della Polizia che si chiama Antonio Manganelli, come Raniero  Cantalamessa, che è un sacerdote molto noto anche ai telespettatori, come il compianto Prof. Cannella,  nutrizionista, ospite fisso nel programma di Piero Angela, Quark…solo per parlare di personaggi pubblici.

Ma, accade anche, per ironia della sorte, che un cognome non sia come nella celebre locuzione latina, Nomen omen, presagio, indicazione di caratteristica o qualità di chi lo porta… anzi, beffardamente,  sia l’opposto.

Leggendo le belle imprese del giudice Giancarlo Giusti, l’ex gip del Tribunale di Palmi arrestato per guai giudiziari di vario genere, ho pensato con un sorriso amaro alla contrapposizione tra il suo bel cognome e le sue azioni…Un giudice “giusto” è non solo nell’immaginario collettivo, ma  nella realtà, la perfezione assoluta…

E invece…

Dato che sono debole di stomaco non indugio, lo hanno fatto già abbastanza articoli, notiziari  e servizi vari…sulle imprese da debosciato di questo signore. Tantomeno, perché sono ancora più gravi, su tutte le violazione della legge, in nome del denaro, dell’interesse privato, suo e dei suoi familiari, arrivando a coprire e proteggere le cosche, favorendone i loschi e lucrosi affari.

Questa persona, che “ha esagerato” evidentemente, facendosi scoprire, ha finito di fare danni, almeno lo si spera, dato che nelle maglie della Giustizia, speriamo “giusta” ci è dentro lui, ormai… ma rimane la preoccupazione, e la grande amarezza, di chi, magari, potrà capitare, per qualche malaugurato caso del destino, nelle “grinfie” di altri giudici, che saranno certo la minoranza, rispetto ai giudici onesti, non discuto, ma che non brillano per indipendenza ed equità.

La questione morale, troppo spesso  liquidata  con sufficienza, torna, invece, prepotentemente, in questo come in ogni altro campo della società.

Chi ha incarichi pubblici, o chi  comunque con il suo lavoro  ha potere di vario genere, sia materiale,sia morale, con conseguenze ed effetti sulle vite delle persone, deve essere responsabile, retto, equo, onesto…Tante ingiustizie, tanti problemi, tanti guai, non ci sarebbero.

E’ chiedere troppo, evidentemente.

 

Maria

© Riproduzione Riservata

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