Noi e la Cina

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Non bisogna cedere alle tentazioni dietrologiche, visto che l’incontro avviene proprio nei giorni del G7 da cui la Cina è esclusa, che la Meloni abbia definito il M5S la quinta colonna del regime cinese in Italia, che nel 2019, primo ministro Conte, l’Italia abbia aderito all’iniziativa di sviluppo infrastrutturale euro-asiatica Belt and Road, la Nuova Via della Seta, a dispetto degli Stati Uniti di Donald Trump. Però  Grillo, all’uscita, poteva fare una dichiarazione sui temi del colloquio… Ma è vero, tutto un altro movimento e Grillo è soltanto un altro potente, l’ennesimo.

 


Sabato 11 giugno, Grillo, garante del M5S, è arrivato a Roma per incontrare l’ambasciatore cinese, rimanendo con lui a colloquio per tre ore.

Non bisogna cedere alle tentazioni dietrologiche, visto che l’incontro avviene proprio nei giorni del G7 da cui la Cina è esclusa, che la Meloni abbia definito il M5S la quinta colonna del regime cinese in Italia, che nel 2019, primo ministro Conte, l’Italia abbia aderito all’iniziativa di sviluppo infrastrutturale euro-asiatica Belt and Road, la Nuova Via della Seta, lanciata da Xi Jinping, a dispetto degli Stati Uniti di Donald Trump.

Però  Grillo, all’uscita, poteva fare una dichiarazione sui temi del colloquio, ricordando quanto abbia amato, con gli atri grillini, l’uso della diretta streaming negli incontri con le altre forze politiche ai tempi del Vaffa. Ma è vero, tutto un altro movimento e Grillo è soltanto un altro potente, l’ennesimo.

Chissà se Grillo ha parlato e in che modo, di ciò che sta avvenendo nello Xinjiang, visto che Amnesty International accusa Pechino di avere “realizzato uno dei più sofisticati sistemi di sorveglianza del mondo e costruito centinaia di centri per la trasformazione attraverso l’educazione”, ovvero il controllo totale delle minoranze del paese: Uighuri, Kazachi, Uzbechi.

“Dovrebbe scuotere le coscienze umane che un numero gigantesco di persone sia stato sottoposto a lavaggio del cervello, tortura e altri trattamenti degradanti nei campi di internamento, mentre milioni di altre persone vivono nel terrore sottoposti a un fortissimo apparato di sorveglianza” e costrette ad “abbandonare le loro religione, tradizioni e cultura”.

“La vita dentro questo ‘paesaggio distopico’ – secondo lo studio – sarebbe scandita da pestaggi, scariche elettriche, privazione di cibo acqua e sonno, esposizione a temperature estreme e uso di strumenti di contenzione come le ‘sedie della tigre’, sulle quali si rimaneva bloccati a volte per 24 ore”.
Chissà se Grillo ne ha parlato e come, o se abbia fatto finta di niente, come del resto quotidianamente fanno tutti i potenti del mondo, perché si persegue non ciò che è giusto, ma ciò che conviene.

Sia la posizione degli Usa, contro la Cina per questioni economiche, che la Ue, aperta alla Cina per le stesse motivazioni, chiude gli occhi di fronte ad una dittatura dal guanto di ferro nascosto sotto quello di velluto.

 

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