No vax: libertà per loro ma anche per le persone che non vogliono avere una bomba a orologeria accanto

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Letta e il voto ai sedicenni: Totò avrebbe detto - Ma mi faccia il piacere !-.

 


Ricordo perfettamente il giorno in cui a mia moglie hanno diagnosticato il Covid. E anche il giorno che l’hanno diagnosticato a mio figlio e alla sua fidanzata in maniera più leggera. Ricordo, ancora di più il momento dell’arrivo dell’autoambulanza sotto casa per portarla al policlinico per una complicanza. L’angoscia nell’attesa di sapere qualcosa e poi il sollievo per il suo ritorno a casa. La quarantena è passata in fretta, sapendo che nella stanza accanto c’era lei, anche se eravamo divisi da alcune pareti. Non dimentico pure l’angoscia provata dal migliore amico di mio figlio durante il periodo di ricovero di suo padre. Non dimentico gli oltre 132.000 morti che sicuramente avrebbero preferito farsi il vaccino piuttosto che essere intubati prima di morire, e come sicuramente avrebbero preferito i loro cari. Chiudo la parentesi personale scusandomi con il lettore e passo al titolo. Non sono uno studioso di vaccini, però, mi affido alla scienza. Infatti, se mio padre avesse avuto le cure di cui ho potuto usufruire io per l’infarto, non sarebbe certamente morto. Il vaccino anti Covid non è sicuramente la panacea assoluta, ma riduce drasticamente la mortalità e anche gli effetti se si dovesse contrarre l’infezione. Al sottoscritto, questo basta e avanza. L’ho scritto in un editoriale all’inizio del contagio che sarebbe stata una guerra e quindi bisognava adattarsi. Però, lo Stato deve fare lo Stato! Deve essere chiaro e deve imporre delle regole certe senza permettere che una minoranza faccia da bomba a orologeria pronta a esplodere accanto a una persona che segue le direttive per non finire intubato. I no vax urlano: – Non molleremo mai -. Tuttavia, ci sono altre persone, che sono la maggioranza e sono vaccinate, che cercano di capire come costoro possano essere così ignoranti (dal verbo ignorare), come si evince da quello che si ascolta nei talk show dedicati all’argomento. In molti casi, ascoltarli è esilarante, ma ci sarebbe da piangere vedere persone che provano a “illuminarci” con il loro pensiero da soloni, come la persona in riva al mare che ci racconta che il Covid si combatte respirando a pieni polmoni. Ripeto, sarebbe esilarante se non fosse per un particolare che tanto piccolo poi non è. L’innumerevole quantità di morti sopracitata. Sempre a proposito d’informazione, apprendiamo che fra i giovani che hanno un’età compresa fra gli undici e i diciannove anni, solo il 60% di loro ha letto un libro durante l’anno. Purtroppo, secondo altri opinionisti c’è il fondato sospetto che i giovani non leggano neanche quello. In buona sostanza, una gioventù d’ignoranti che si affida a internet e ascolta in molti casi l’acuto pensiero di guru dell’informazione fai da te, che hanno solo il pregio di ballare e cantare. È forse per questo che la sinistra vorrebbe dare il voto ai sedicenni?! È più facile indottrinare e fare promesse a degli ignoranti che a persone acculturate, arruolando per sicurezza anche intellettuali radical chic. Sì, però, dimenticavo, specializzati (sanno riconoscere il salmone norvegese da quello scozzese come pochi) anche in tartine di cui s’ingurgitano nei salotti cosi detti buoni.

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