Nido d’infanzia alla frontiera

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Le immagini di questi giorni sono quelle di improbabili lattanti che ""gattonano"" sull'asfalto, ""baby migranti""  che, alla frontiera, sono messi a bella posta davanti ad uno schieramento di poliziotti che, di fronte alla bellezza, all'innocenza, alla vulnerabilità di questi inermi piccoli appaiono, per contrasto, ottusi, stolidi, stupidamente granitici.

Ne  stanno girando tante, di immagini atroci, in questi giorni. Atroci, quasi quanto quella del piccolo Aylan, consegnato all’immortalità mediatica  da uno scatto abile e “”fortunato””, anche se davvero questa parola, per la foto di un bimbo annegato,  appare terribile e cinica. Le immagini di questi giorni sono quelle di improbabili lattanti che “”gattonano”” sull’asfalto, “”baby migranti””  che, alla frontiera, sono messi a bella posta davanti ad uno schieramento di poliziotti che, di fronte alla bellezza, all’innocenza, alla vulnerabilità di questi inermi piccoli appaiono, per contrasto, ottusi, stolidi, stupidamente granitici, fermi nelle loro posizioni, protetti da uno scudo.

Oppure immagini di padri che  si scagliano contro i soldati al confine, tenendo un bimbo davanti a sè… oppure innocenti bimbette, incapaci di leggere anche nella loro lingua, tanto sono piccole, che reggono cartelli con scritte ricattatorie, con le quali i profughi rifiutano (come si è visto) acqua e cibo, fino a quando non saranno aperte le frontiere.

Ecco, l’adulto che  usa un bimbo,  per ottenere  ciò cui non ha diritto, è un adulto che usa un modo  vile per cercare di risolvere i propri problemi. Mettere il proprio figlio, in favore di camera, nella posizione favorevole al fotografo, per  far fare una foto tanto improbabile, quanto strappalacrime, è un atto di sciacallaggio e di sfruttamento verso il piccolo, estorcendo la pietà che tutti, di fronte alla sofferenza di un bambino, proviamo. Anche  se, razionalmente, è impossibile non pensare anche alla  incosciente prolificità di questi “”migranti””  che poi vanno alla ventura per i mondo, con i figli poco  più che lattanti di cui dovremo prenderci cura.

Ho inserito qui solo alcune di queste immagini; esse da un lato destano infinita pena e tenerezza ma suscitano anche  sdegno verso i genitori e  verso i fotografi… Il grande fotografo ferma  l’attimo, anche il più penoso e atroce ma   non si presta a costruire, per qualsiasi fine,  immagini artefatte. 

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Vi presento brevemente il numero on line da oggi.

Come sempre, i  titoli in grassetto sono link diretti all’articolo per consentire una più veloce consultazione di “”Bice””  anche a chi non ha molto tempo.

Il caos in Europa e la situazione politica in Italia di Massimo Nardi

Il caos, in senso politico, è dietro l’angolo. Lo si può constatare ogni giorno vedendo frontiere che si aprono e chiudono oltre a muri di filo spinato che vengono eretti in fretta e furia.  Questo preambolo, per parlare dell’Italia che si trova nell’occhio del ciclone.

E fare il Festival del silenzio?  di Alberto Venturi

Se noi al bar, che non è strettamente area del festival, ma per vicinanza finisce per costituire un tutt’uno, abbiamo voglia di sbraitare, di festeggiare una laurea, di fare i galletti esibendoci a tutto volume per imporci, noi siamo nel diritto di farlo; il resto non conta e nemmeno ne abbiamo la percezione, perché noi nella nostra realtà non siamo in Piazza Grande dove si svolge il Festival della Filosofia, ma al bar con i nostri amici. Punto. Questa è l’unica realtà.

Il Festivalfilosofia dà appuntamento al 2016: si discuterà di “Agonismo”  

di Mediamente

Alta la partecipazione al festivalfilosofia di Modena, Carpi, Sassuolo: le presenze, circa 200mila, sono in linea con quelle dello scorso anno. “Agonismo” il tema scelto per l’edizione del prossimo anno.

20/29 maggio 2012 . Noi non dimentichiamo di C.V.

Nonostante il passare del tempo, il succedersi di governi, le promesse fatte, gli abitanti di molte zone sono ancora lasciati soli, ad arrangiarsi, compreso il doversi adattare a vivere in container perchè la loro casa è crollata o inagibile.

La bella gente: la paura mangia ancora l’anima? di Francesco Saverio Marzaduri

Dramma di una coppia borghese alle prese col dilemma degli ideali ormai azzerati: un nuovo gruppo di famiglia, fotografato sia all’esterno che all’interno. L’occasione per mettere in discussione la buonafede socio-ideologica, sulla falsariga di un nostrano Indovina chi viene a cena?, deve misurarsi con un altro inevitabile elemento: l’arroganza del ceto medio, sedicente democratico, che non rinuncia agli agi e alle comodità.

Visti da vicino      

Festivalfilosofia  Nella rubrica “”Visti da vicino””  le immagini di Corrado Corradi, fotografo modenese.

Acne rosacea: disturbo estetico o malattia? del Dott.Domenico Amuso

Scambiarla per un disturbo estetico, ha portato spesso i pazienti a provare a gestirla in autonomia senza cercare un aiuto medico, con il conseguente peggioramento.

 

Auguro a tutti  buona settimana e buona lettura del n. 483 – 150.

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