NIDI D’INFANZIA/2 – “SPERIMENTEREMO NUOVI SERVIZI EDUCATIVI”

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NIDI D’INFANZIA/2 – “SPERIMENTEREMO NUOVI SERVIZI EDUCATIVI”

L’assessore Cavazza ha risposto all’interrogazione di Chincarini (Per me Modena)

“A Modena sperimenteremo modalità e servizi educativi di tipo nuovo, proponendo modelli più flessibili quanto a orari, continuità e costi, per meglio intercettare i bisogni delle famiglie, che sono mutati negli ultimi anni insieme alle modifiche del mercato del lavoro e della composizione dei nuclei con presenza di minori”.

Lo ha detto l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Gianpietro Cavazza nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 27 luglio rispondendo all’interrogazione, trasformata in interpellanza, di Per me Modena illustrata da Marco Chincarini sulla situazione

dei nidi a Modena.

In particolare il consigliere ha chiesto se è previsto l’avvio di politiche per modificare il trend in atto di riduzione del numero di bambini frequentanti i nidi, ha domandato informazioni rispetto alla chiusura del nido Todi e “se risponde a verità l’intenzione di chiudere dal 30 giugno 2016 anche il nido Triva, primo nido di Modena e secondo d’Italia, destinando la struttura ad altre funzioni”. Chincarini ha evidenziato che il calo di domande di iscrizione ai nidi “rischia di far scendere la percentuale di bambini da 0 a 3 anni che frequenta nidi a Modena al di sotto del 33%”, obiettivo fissato dall’Unione europea con il Trattato di Lisbona, ricordando che, in fase di discussione di bilancio, Per me Modena ha presentato un emendamento bocciato dalla maggioranza per istituire un fondo nidi a supporto delle famiglie in difficoltà economica. Il consigliere ha infine chiesto “come si delineerà in futuro il sistema educativo e scolastico modenese 0/6 anni rispetto alla gestione comunale e a quella affidata in appalto”.

Le nuove domande per i nidi presentate per l’anno scolastico 2015/16 sono state 1061, pari al 24,8 per cento in meno rispetto a cinque anni fa (2011/12), quando le richieste erano state 1411. “Tale riduzione – ha proseguito Cavazza – è da attribuire in parte al calo del 9,9% in soli 5 anni del numero di nati a Modena (dai 1751 nel 2009 ai 1578 del 2014), in parte ad altre ragioni su cui condurremo una adeguata ricerca rispetto agli aspetti socio-anagrafici, professionali, culturali ed economici. Con il nuovo indicatore Isee avremo dati importanti sulla condizione economica delle famiglie – ha aggiunto – che saranno utilizzati per una rimodulazione del sistema tariffario, assicurando la tutela della fasce più deboli e, se le risorse finanziarie lo consentiranno, una  limatura negli importi assoluti”. L’assessore ha poi precisato che “nell’anno scolastico 2010/11, in cui si toccò il valore massimo di offerta posti, si raggiunse una percentuale del 37,2 per cento di bambini frequentanti i nidi, valore sceso negli anni seguenti, fino a un 36,5 per cento nell’anno appena concluso. Per il prossimo anno, considerando i posti comunali, convenzionati e aziendali a contribuzione pubblica, è previsto un grado di copertura del 36 per cento. La variazione, quindi, è minima e il grado di soddisfazione della domanda pari al 75 per cento. Sul piano offerta – ha proseguito – si devono  inoltre considerare i posti dei servizi integrativi, circa 150 per l’anno 2015/16, che consentono di diversificare la gamma delle possibilità per gli utenti”. Cavazza ha poi confermato che “il sistema educativo e scolastico modenese, in particolare nella fascia 0-6 anni, anche per il futuro rimarrà di tipo integrato, plurale, aperto alle diverse forme gestionali. In particolare, per i nidi d’infanzia va salvaguardata la buona prova in termini di ampiezza di offerta e di qualità del servizio reso alle famiglie modenesi del sistema misto odierno, costituito da nidi comunali, nidi convenzionati, nidi aziendali e nidi privati”.

L’assessore ha inoltre precisato la situazione del nido Todi: “Da oltre 50 iscritti – ha detto – nel 2014/2015 è passato a 35 e a settembre 2015 è prevista una sola sezione. Per questo, in accordo con i genitori e gli insegnanti, si è optato per il trasferimento dell’unica sezione funzionante presso il vicino nido Barchetta, con una razionalizzazione dei costi per cucina e servizi ausiliari e, allo stesso tempo, una garanzia di maggiore scambio e condivisione del progetto da parte dell’equipe del personale educativo”. Sul nido Triva, Cavazza ha precisato che “è stato oggetto di un ridimensionamento a seguito del calo di domande provenienti dalle famiglie di quella zona della città. La struttura – ha aggiunto – sarà utilizzata per ospitare nuovi servizi sperimentali di tipo flessibile e altre innovazioni rivolte ai bambini nella fascia di età 0-3 anni in corso di progettazione”.

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