NICE!!!

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Fabio Grandi è un musicista che s'identifica in una sola parola NICE!!! che è anche un suo tipico intercalare. Domenica 19 a Vignola,  ore 21:30, JAZZ IN IT ORCHESTRA featuring RICK MARGITZA


Anche quest’anno come in passato in piazza a Vignola per la ventottesima edizione del Vignola Jazz In’it. tre giorni di concerti gratuiti con musicisti di fama internazionale che danno vita ad uno spettacolo di grande interesse che spazia fra le varie tipologie di jazz-blues. L’inaugurazione e stata venerdì sera, con l’esibizione della “Junior Jazz Band”, gli allievi cioè della scuola Bononcini di Vignola e le performance dl “Rosario Giuliani quartet” (al posto di Giovanni Amato, purtroppo assente per improvvisi problemi di salute). Corretta  , pulita, perfetta stilisticamente, esibita ad arte, tecnicamente ineccepibile l’esecuzione pur magistrale mancava o meglio non trasmetteva l’adeguato calore al pubblico presente. Non riusciva ad  entrare nel nel profondo. Colpa dell’aria fredda della serata che certamente non ha aiutato a trasmettere più di tanto il calore musicale che i pezzi meritavano?
Il pomeriggio del sabato poi, emozionata e curiosa (la musica su di me ha sempre un magico effetto) ho seguito i virtuosismi soprattutto di un gruppo o meglio di un personaggio di cui mi avevano diffusamente parlato e fra un cielo terso al tramonto, il rosso di antiche torri, il profilo delle eterne colline, nel fresco di un’aria sottile intrisa di fiori e di musica, mi sono goduta gli accordi dell’ “Amar Quartet” il gruppo che mi interessava per sprofondare nel magico swing di Fabio Grandi, il batterista in questione che si è esibito anche in seguito alle 21,30 con l’orchestra di Rick Margitza nella Sala dei Contrari della Rocca di Vignola. 
Fabio Grandi nasce a Vignola nel 1967. 
A dieci anni si avvicina alla musica col pianoforte ma lo lascia ben presto affascinato dai ritmi e dai timbri della batteria. Per quattro anni frequenta il Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna e in seguito si perfeziona al M° Rivi.
Le prime esperienze sono di rock-fusion con il gruppo NUVOLARI, che nel 1980 incide un 45 prodotto dagli STADIO (successivamente il gruppo sarà prodotto da Vasco Rossi, a cui Fabio farà da spalla in un tour italiano). Suona anche coi LADRI DI BICICLETTE e gli SKIANTOS, con cui registra un LP nel 1989. 
Nel 1986 durante i seminari della BERKLEE SCHOOL di UMBRIA JAZZ nasce l’amore per il grande JAZZ e comincia la frequentazione con jazzisti bolognesi e non solo. Nel 1987 diventa il batterista di JIMMY VILLOTTI e lo accompagna in ben tre 3 LP. 
Solo nel 1989 incontrerà STEVE GROSSMAN. Con lui suonerà per dieci anni partecipando a tutte le tourneè e ai più importanti festival Jazz d’ Europa, come a Parigi, dedicato a MILES DAVIS nel 91, suonando assieme a Reggie Johnson, Renè Utreger. 
Con lui hanno suonato i più grandi musicisti italiani e fra gli americani ricordiamo Sal Nistico, Scott Hamilton, Charles Davis, Eddie Gomez, Ray Mantilla, Dusko Goikovic, Cedar Walton, Slide Hampton, Bobby Watson, Kenny Wheeler, Fred Henke,George Cables.. Ha registrato con Jack Walrath, Charlie Mariano. Suona e collabora con diversi artisti e continua a insegnare in alcune scuole di batteria.

Fabio Grandi lo troveremo anche nelle seguenti manifestazioni: 
Venerdì 24 Giugno 2016 (Bo) NUFLAVA JAZZ ENSAMBLE & GUEST (NUFLAVA JAZZ ENSAMBLE & GUEST, Diego Frabetti, tromba, Piero Odorici sax, Chiara Pancaldi, voce, Michela Calzoni, voce, Davide Brillante, chitarra, Mirko Scarcia, contrabbasso.
Progetto per l’estate 2016, curato dal Direttore Artistico Piero Odorici, che nasce con l’obiettivo di offrire una programmazione serale diversificata e di alto livello capace di coinvolgere l’intera cittadinanza, rafforzando il processo di riqualificazione e rivitalizzazione dell’area che l’Associazione Arci Bologna e Antoniano onlus portano avanti dal 2010. 
Sabato e Domenica al workshop di basso elettrico con Darryl Hall noto musicista statunitense, Ronnie Cuber sassofonista sempre statunitense “musica d’insieme”, ed il grande compositore brasiliano Toninho Horta. 
– Nei mesi di giugno e luglio il lunedì è dedicato ai giovani talenti con la presentazione dei gruppi selezionati da Jimmy Villotti nell’ambito di CasaMusica, progetto dell’Antoniano di Bologna con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. 
– Mercoledì e Venerdì  si concentrano  i più importanti artisti nazionali ed internazionali.
Fabio Grandi ritorna a  Modena il 26 al giugno al Decano con Nico Menci (piano) e Mirco Scarcia (Contrabbasso). Prima di Eddie Gomez. Il trio propone una selezione dei loro pezzi. Il suono raffinato del trio darà vita a una grande atmosfera sostenuta da uno swing incalzante.
Il 4 luglio alle ore 22.00 presso i Giardini Ducali di Modena in corso Canalgrande Fabio Grandi aprirà la serata con il “Free Quintet”: Michele Vignali al sax, Cesare Vincenti alla chitarra, Lucio Bruni al pianoforte, Enrico Lazzarini al contrabbasso.
Il 23 luglio sempre ai Giardini Ducali arriva il grande jazz col concerto del “Piero Odorici quartet” e due giganti della storia della musica afroamericana quali Buster Williams e Lenny White. 

Fabio Grandi è un estimatore di Buddy Rich, Nina Simone, Mulgrew Miller, Elvin Jones, Josef Leitner ed altri. 
Nel 2002 suona al Trenzano Jazz Festival con JIMMY VILLOTTI TRIO “FEATURING PIPPO GUARNERA”(Jimmy Villotti, Chitarra Pippo Guarnera, Organo)
Nel cd realizzato per l’occasione la solidità dell’impasto e l’indubbia capacità di solisti confermano la maturità musicale raggiunta dal gruppo che non teme confronti con musicisti ben più celebrati, siano questi italiani o stranieri. Menzione speciale per Fabio che calcando le tracce di un novello Max Roach ci stupisce con swing nostalgici e avveniristici insieme. Lui e i suoi compagni come sempre confezionano un’avventurosa serata di ottimo jazz. Raffinata esibizione che purtroppo come troppo spesso succede è snobbata da critica e media nel sottovalutato panorama del jazz italiano. 

A  Modena nel ambito dei programmi primaverili del Jazz Festival 2016 (26 feb-10 mag.) nasce La Rassegna jazzistica che permette alla città di ospitare artisti di fama e dare spazio a musicisti locali come Alberto Alberti, personaggio fondamentale del jazz italiano dagli anni 50 fino alla sua morte nel 2006.
A celebrarlo musicisti che lo hanno conosciuto e apprezzato e che sotto la sua guida sono entrati nel mondo internazionale del Jazz: Piero Odorici Sax, Roberto Rossi Trombone, Nico Menci Piano, Stefano Senni Contrabbasso, Fabio Grandi Batteria.
All’interno della manifestazione Grandi è chiamato a suonare in due serate importanti una a seguito della presentazione del Libro di Jimmy Villotti “Nient’altro che un chitarrista ambulante”
Jimmy Villotti Chitarra e Voce, Mirko Scarcia Bass, Fabio Grandi Batteria. In aprile “I Rifugiati del Be Bop” Fabio Grandi con Piero Odorici Sax, Roberto Rossi Trombone, Nico Menci Piano, Francesco Angiuli Contrabbasso.

Fabio Grandi è un musicista che s’identifica in una sola parola NICE!!!!! che è anche un suo tipico intercalare.
Vorrei chiudere questo articolo con una citazione di un pezzo non di musica ma dall’antologia di SPOON RIVER, conosciuto da tutti e nessuno che racconta l’animo blues più che jazz ma che rende una formidabile dimensione e che celebra il suo  essere dolce, ironico, aggrovigliato, sorridente, caustico introverso e estroverso al tempo stesso, modo di presentarsi che spesso non gli permette di essere capito a fondo. 
L’immaginazione così mi porta a pensare come tornando a casa tardi la sera dopo un concerto “NICE”  si prepari per il giorno seguente a elaborare nuovi pezzi ascoltando, addormentandosi, SHIRLEY HORN, MONK, COL
TRANE.
  
“Il suonatore Jones 
La terra ti suscita 
Vibrazioni nel cuore: sei tu. 
E se la gente sa che sai suonare, 
suonare ti tocca, per tutta la vita. 
Che cosa vedi, una messe di trifoglio? 
O un largo prato tra te e il fiume? 

Nella meliga è il vento; ti freghi le mani 
perché i buoi saran pronti al mercato; 
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle 
come al Boschetto quando ballano le ragazze. 

Per Cooney Potter una pila di polvere 
o un vortice di foglie volevan dire siccità; 
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa 
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor. 

Come potevo coltivare le mie terre, 
-non parliamo di ingrandirle- 
con la ridda di corni, fagotti e ottavini 
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa, 
e il cigolio di un molino a vento – solo questo? 

Mai una volta diedi mano all’aratro, 
che qualcuno non si fermasse nella strada 
e mi chiamasse per un ballo o una merenda. “

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