New Deal di casa nostra

Condividi su i tuoi canali:

Il territorio è la nostra casa comune nella quale, in ogni situazione, di lavoro o di diporto, abbiamo il diritto di essere sicuri. Se in Italia si ponesse mano seriamente alla manutenzione del territorio e delle opere, ogni anno vite umane sarebbero risparmiate e sarebbero  tutelate le opere e la Natura. Lo Stato potrebbe diventare il datore di lavoro di milioni di persone in ogni settore, come nel New Deal di roosveltiana memoria.

 


Il dissesto idrogeologico nella nostra nazione è uno dei problemi maggiori, sempre presente. Ogni anno, più volte, in occasioni anche di modesti eventi meteorologici, il problema prepotentemente si ripresenta, ingigantito e aggravato, con la morte di innocenti, con la distruzione delle opere dell’uomo, con la rovina del paesaggio, delle colture, della Natura.
Se in Italia si ponesse mano seriamente alla risoluzione dei problemi legati alla manutenzione del territorio e delle opere, ogni anno vite umane sarebbero risparmiate e sarebbero  tutelate le opere e la Natura. Lo Stato potrebbe diventare il datore di lavoro di milioni di persone in ogni settore … una sorta di “”New Deal”” di roosveltiana memoria.

Una parte importante del “”Nuovo Corso””  fu l’istituzione del  Civilian Conservation Corps, con  il quale il governo federale “”creò centinaia di migliaia di posti di lavoro per giovani disoccupati facendoli lavorare nella manutenzione dei parchi, delle città, dell’ambiente. Seguirono provvedimenti per rilanciare l’economia con investimenti pubblici: ne nacque uno straordinario e mai più ripetuto programma di costruzione di strade interstatali e di ferrovie, di ponti, di dighe, di impianti idroelettrici”” . (Keynes Blog)

Il territorio è la nostra casa comune e ogni giorno, come nelle nostre case, così nelle strade, negli edifici pubblici, in montagna, al mare, in ogni situazione, di lavoro o di diporto, abbiamo il diritto di essere sicuri. L’imponderabile, ciò che non può essere previsto nè, purtroppo, evitato in alcun modo, come i terremoti e altri eventi, deve trovare, almeno, un territorio più sicuro, edifici più in buono stato, strade, viadotti, ponti, al meglio delle condizioni, per la sicurezza di tutti.

Sono consapevole di sorvolare il territorio dell’ovvio, ma tutti possiamo essere la giovane mamma  di Lamezia che torna a casa dal Lavoro, insieme ai suoi due bambini piccoli… tutti noi, nella più consueta normalità, di un giorno qualsiasi, possiamo essere in una situazione di quella stessa gravità e pericolo, fino alla tragedia.

Il senso di profonda precarietà che sembra contraddistinguere le nostre vite, può essere attenuato, dalla cura di tutto ciò che ci circonda, dalle strade, alla manutenzione dei fiumi e torrenti, così come delle infrastrutture.

Non si possono piangere, ancora e ancora, vittime innocenti nè è giusto rassegnarsi.come se si fosse dinnanzi a catastrofi naturali, imprevedibili e inevitabili.

Almeno ciò che è possibile, con il lavoro, con la manutenzione accurata e costante, con la tecnologia, dovrebbe essere fatto.

Starà poi agli esperti e ai politici, fare le opportune scelte.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

New Deal di casa nostra

di A.D.Z.

Dilettanti allo sbaraglio

di Massimo Nardi

Siamo sicuri che questa manovra faccia il bene degli Italiani? Ci sono lati positivi, ma più si entra nello specifico, più riscontriamo lati oscuri. Forse, manca quello che più si aspettano tanti connazionali: la certezza di un lavoro non precario.

Quale spesa e’ essenziale?

di Alberto Venturi

Il concetto di essenziale, per uno come me che ha un po’ d’anni, è molto meno esteso dell’essenziale di un giovane d’oggi, incapace di non ricorrere all’estetista, di non decorarsi le unghie come miniature pittoriche (saremo sempre legati a simboli tribali), o il corpo di tatuaggi, di non fare l’apericena seriale e sono per lui una necessità.

Investire in rodio

di Eugenio Benetazzo

Questo metallo è diventato molto ambito in quanto rappresenta il metallo prezioso più caro al mondo, più caro addirittura dell’oro. Per dare un metro di paragone, il prezzo di un’oncia di rodio si è quadruplicato in appena due anni, arrivando a prezzare ormai quasi 2.500 dollari, mentre un’oncia d’oro oggi vale appena la metà.

La fattura elettronica

di Giorgio Maria Cambiè

Il provvedimento, dichiaratamente ideato per combattere l’evasione Iva, risponde alla logica secondo la quale per prendere i ladri, se si mettono in prigione tutti, sicuramente anche i ladri finiranno in prigione. Il nuovo sistema, di cui deteniamo il poco invidiabile primato in Europa, porterà maggiore complessità del mondo produttivo, maggiori spese, specialmente per i piccoli, possibilità di disguidi, ritardi e soprattutto sanzioni.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 624-308.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Amici della Musica di Modena

CONCERTI D’OGGI Domenica 11 dicembre – ore 17:00 Modena – Hangar Rosso Tiepido DUO PIANISTICO SCHIAVO-MARCHEGIANI Marco Schiavo – pianoforte Sergio Marchegiani – pianoforte Musiche