Nemo propheta in Patria

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""...per arrivare a sedere sulle calde poltrone del potere non è strettamente necessario avere doti politiche eccelse (certo se uno le ha, molto meglio) ma che è lecito anche ricorrere a metodi sui generis ...art. di Giacomo Bianchi

Oggi tratto un argomento un po’ fuori le righe ma che da qualche giorno è diventato argomento pubblico, tanto da essere citato spesso e volentieri anche in televisione, grazie ad una dichiarazione dell’On. Giorgio Stracquadanio sulla “prostituzione” parlamentare.

Ma, caro lettore, l’onorevole citato ha detto, nella sua prima stesura, quello che da anni è solo, soltanto e null’altro che la verità, e cioè che per arrivare a sedere sulle calde poltrone del potere non è strettamente necessario avere doti politiche eccelse (certo se uno le ha, molto meglio) ma che è lecito anche ricorrere a metodi sui generis come la personale prostituzione, che non è solo e soltanto l’atto della vendita del proprio corpo ad altro essere umano ma anche tutte quelle situazioni in cui mercifico me stesso per arrivare ad un determinato obiettivo che mi gratifichi personalmente.

Infatti il termine prostituzione deriva dal latino prostituere (pro=davanti e statuere=porre), che, nell’accezione moderna, viene solo usata per indicare la vendita del proprio corpo per beneficiare di compensi in denaro, ma che non è l’unico ed esclusivo significato del termine. Infatti da Wikipedia (enciclopedia online famosissima) ho tratto questa interessante definizione:

“Con il termine prostituzione si indica l’attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L’attività, fornita da persone di qualsiasi orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario.

L’uso del termine non è univoco e a seconda del Paese, del periodo storico o del contesto socio-culturale può includere qualsiasi atto sessuale e qualsiasi tipo di compenso (anche non in denaro) o indicare, moralisticamente ed erroneamente, coloro che intrattengono atti sessuali fuori dal matrimonio, o uno stile di vita simile a coloro che offrono le prestazioni o chi intrattiene atti sessuali disapprovati. Può indicare anche un comportamento zelante più del dovuto nei confronti di un superiore, finalizzato all’ottenimento di gratifiche lavorative o economiche.“

La parte riportata in grassetto e sottolineata, a mio modestissimo parere, esplica in modo inequivocabile quello che l’onorevole Stracquadanio intendeva dire e che forse, per pudore, non ha detto e cioè che per il potere chiunque di noi sarebbe disposto a tutto.

L’europarlamentare On. Borghezio, durante un comizio, usò una terminologia forte che ebbe un ampio risalto in quel tempo: parlò infatti, citando il mondo politico italiano, di “Leccaculismo diffuso”. Mai definizione fu migliore e più azzeccata di questa per fotografare quello che da decenni sta succedendo in Italia! Infatti prostituzione e leccaculismo vanno di pari passo, sono le due facce della stessa medaglia e sono davanti agli occhi di noi tutti, quando non siamo accecati dalla retorica politica che non ci fa vedere al di là della punta del nostro naso.

Poi sarebbe necessario anche chiarire che il prostituirsi non è solo il modo più facile per fare carriera dandosi al potente di turno ma si attua anche quando il potente di turno, in un momento di contingente difficoltà, sfrutta con le sue doti dialettiche e con la effimera, e magari ricostruita, bellezza l’ingenuità del popolo. E la cosiddetta “prostituzione indotta” o “prostituzione passiva”: e qui potrei fare esempi millenari!

Oggi si massacra l’onorevole Stracquadanio solo per aver detto la verità: e a chi mente sapendo di mentire che cosa si dovrebbe fare? Ghigliottina o impiccagione? Sedia elettrica o siringata? Lapidazione o fucilazione? Per favore non facciano i falsi moralisti e neanche i falsi moralizzatori, invece troviamo una soluzione politica per uscire dal baratro in cui sta cadendo l’Italia. Basti pensare che l’evasione fiscale in Italia è di ben 120 miliardi di euro l’anno, cioè circa 4 manovre finanziarie! E qualsiasi governo, invece di combattere seriamente e pesantemente gli evasori, fa gli scudi fiscali, i condoni, gli indulti.

In Francia, dove l’evasione e di 15 miliardi di euro anno (pari a circa il 10% rispetto all’Italia), hanno un sistema fiscale semplificato al massimo, tant’è che il singolo contribuente si fa la dichiarazione fiscale online, ed è talmente pro cittadino che in pratica evadere non conviene a nessuno. Quei pochi che evadono, una volta scoperti (e li scoprono per davvero, statene certi) vanno in galera fino a fine pena, che può raggiungere anche i 3-5 anni! Questi sono dati che non mi invento io ma che ho ascoltato attraverso la trasmissione PRESA DIRETTA di domenica scorsa: sarà pure una trasmissioni antiberlusconiana, ma sono stati raccontati fatti, ed i fatti non hanno colore politico!

Caro Stracquadanio, sono con te solidale: chi dice la verità merita solidarietà e tu hai la mia (ma io non sono nulla….). Però ricordati la citazione latina che è il capitolo di questo articolo: Nemo propheta in Patria

 

                                                                                                Giacomo Bianchi

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