Nemmeno sull’essere umani siamo d’accordo

Condividi su i tuoi canali:

Negli anni del villaggio globale, del mondo diventato un unico cortile, non riusciamo nemmeno a metterci d’accordo sul livello di disumanità tollerabile, a non tollerare i lager che sono sorti in Libia. Sappiamo dove sono, sia quelli ufficiali che non ufficiali, quelli in mano alle truppe libiche; conosciamo le disumanità che vi si compiono ogni giorno, Ogni giorno persone vengono torturate con bastoni, coltelli, scariche elettriche per convincere i familiari a pagare il riscatto.

 


I soldi, che danno potere, sono troppo spesso più importanti della dignità umana, così da farci risultare come le bestie peggiori del creato! Lo dico con amarezza leggendo la notizia che l’eritreo Kidane Zekarias Habtemariam, accusato di avere torturato migliaia di profughi nei lager libici, trafficante di donne, uomini e bambini, organizzatore del barcone su cui morirono 800 migranti, è fuggito in maniera assai poco fortunosa dai bagni del tribunale dove stava per essere processato.  

I complici gli hanno fatto trovare abiti civili nuovi: con quelli è fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce. C’era da aspettarselo; i poliziotti di guardia sono stati arrestati; il trafficante “ha tentato spudoratamente di corrompere i testimoni, come ha ammesso l’autorità giudiziaria, mentre le prove a suo carico stavano misteriosamente scomparendo dalle stanze della procura; il dibattimento procedeva a rilento e l’uomo non è stato trattato come un criminale di alto livello” (dall’Ansa).

Ci siamo impietositi quando abbiamo letto del bambino maliano di 14 anni con la pagella cucita nel giubbotto, una delle sue vittime, ma poi ci siamo distratti, anche perché non sono piacevoli i pugni nello stomaco e nelle coscienze delle imprese dei troppi Kidane africani: “Aveva iniziato la sua attività criminale trasportando gli eritrei in fuga dal servizio di leva a vita nel deserto egiziano del Sinai, dove li vendeva alle bande di criminali di beduini che li rapivano e uccidevano, asportando poi gli organi, chi non pagava il riscatto”.

Durante il processo sono emersi gli orrori dei lager non ufficiali in nord Africa. Walid socio di Kidane e anche lui sotto processo (in attesa che lo facciano evadere), è uno “stupratore seriale di donne anche sposate e ragazzine. Dichiarava di odiare i somali tanto da costringerli a imbarcarsi nei giorni di burrasca”. I due “organizzavano partite di calcio tra squadre di prigionieri indeboliti dalla cattività. I perdenti venivano uccisi”.

Pur ricercati nell’Ue, soltanto l’Olanda aveva chiesto formalmente l’estradizione; l’Italia (come gli altri) si è limitata a chiedere notizie.

Negli anni del villaggio globale, del mondo diventato un unico cortile, non riusciamo nemmeno a metterci d’accordo sul livello di disumanità tollerabile, impegnandoci a rinchiudere e a mai più liberare esseri come Kidane; a non tollerare i lager che sono sorti in Libia. Sappiamo dove sono, sia quelli ufficiali che non ufficiali, quelli in mano alle truppe libiche; conosciamo le disumanità che vi si compiono ogni giorno, Ogni giorno persone vengono torturate con bastoni, coltelli, scariche elettriche per convincere i famigliari a pagare il riscatto.

 

Come scrive l’Avvenire “Quello che accade in questo bazar di esseri umani è noto alle autorità libiche, ai governi europei e all’Unhcr. Ma nessuno può o vuole fare niente. Secondo le testimonianze di alcuni prigionieri addirittura i poliziotti libici in divisa entrano in alcune costruzioni a comprare detenuti africani per farli lavorare nei campi o nei cantieri come schiavi”.

Il 31 dicembre l’Associated Press ha denunciato con un’inchiesta che almeno sette milioni di euro stanziati dall’Ue per la sicurezza, sono stati intascati dal capo di una milizia e vice direttore del dipartimento libico per il contrasto all’immigrazione. È finito sulla lista nera dei trafficanti del consiglio di sicurezza Onu che in effetti gli ha congelato i conti (Leggo sempre dall’Avvenire).

Davvero possiamo tollerare tutto questo e girare la testa dall’altra parte, preoccupandoci solo che non arrivino a casa nostra?

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Viva Natale, tra sogni, botteghe e castelli

Il nostro territorio, la vostra scoperta! Viva Natale, tra sogni, botteghe e castelli Giovedì 8 DicembreCastelvetro di Modena Con il Mercatino Natalizio dell’enogastronomia e dell’artigianato si apre la

DA DOMANI SASSUOLO ACCENDE IL NATALE

Come da tradizione domani, 8 Dicembre Festa dell’Immacolata Concezione, a Sassuolo inizia ufficialmente il periodo di avvicinamento al Natale con l’accensione delle luminarie in tutto

“Misteri e Magie in galleria”

Domenica 11 dicembre ultimo appuntamento con la rassegna di animazioni per bambini Nuova tappa della rassegna dedicata ai bambini che si svolge al Castello di