“Ne Vale La Pena”con Beppe Carletti e Paolo Belli

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Il primo appuntamento della rassegna “Ne Vale La Pena” che si svolge a Carpi ormai da oltre dieci anni ideata e curata da Pierluigi Senatore in collaborazione con il Comune di Carpi e la Biblioteca Comunale, ha portato sullo stesso palco dell’auditorium “A. Loria” due grandi protagonisti della musica italiana: Beppe Carletti fondatore e leader dei Nomadi e Paolo Belli; insieme cento anni di carriera musicale e discografica.

La serata è iniziata con la proiezione di un suggestivo video con Beppe Carletti in Cambogia, uno dei suoi luoghi “dell’anima”, dove da anni svolge in silenzio e sottotraccia attività di solidarietà insieme all’avvocato reggiano Marco Scarpati e all’associazione Rock No War.

Già dalle prime battute si è capito che sarebbe stata una serata straordinaria con Beppe Carletti e Paolo Belli che si rincorrevano a suon di aneddoti raccontando il su è giù dal palco. Paolo Belli prima restio a salire sul palco “perché è la serata di Beppe e sul palco deve starci lui” appena ha preso il microfono è diventato un fiume in piena facendo ridere e commuovere i presenti e raccontando anche un piccolo segreto “Volevano che io diventassi il loro cantante, ma l’amicizia e il rispetto che avevo di Beppe mi ha fatto dire di no. Chissà come sarebbe stata la mia vita. Ma è meglio così, voglio poter abbracciare Beppe quando voglio e mi godo la sua sempre viva disponibilità. Coerenza è la parola che mi viene in mente pensando a Beppe. Una coerenza che in meno di un mese gli ha permesso di realizzare un concerto straordinario a favore dei terremotati emiliani solo facendo qualche telefonata e poi il tam tam è partito da solo, ed erano gli stessi artisti a chiamarlo per poter salire sul palco con lui e per l’Emilia”

Paolo Belli ha voluto ricordare, oltre al profondo affetto che lo lega a Beppe, come “nonostante siano passati sessant’anni, i Nomadi sono ancora lì per merito della loro coerenza artistica e di vita e della capacità di non scendere mai a compromessi anche nei momenti più difficili”. Beppe ricorda che “per lungo tempo non abbiamo avuto una etichetta discografica che ci mettesse sotto contratto. Questo perché avevamo detto un secco no ad un boss dell’industria musicale che allora ha voluto farcela pagare. Ma avevamo anche amici e soprattutto tanti che ci seguivano ai nostri concerti. È successo lo stesso lo scorso anno quando non ci hanno invitati a Sanremo per i sessant’anni (I Nomadi sono la più longeva band dopo i Rolling Stones ndr), al nostro pubblico abbiamo sempre detto che loro sono il nostro Sanremo”. I Nomadi potevano rischiare di diventare la cover band di sé stessi, ma la volontà di rimettersi sempre un gioco li ha portati ad essere un vero e proprio punto di riferimento trasversale per molte generazioni.

Nomadi, ma con le radici. Quelle radici saldamente piantate tra Novellara, le terre tra Reggio Emilia e Modena e qualche palco sempre da raggiungere.

Novanta concerti l’anno in tutta la Penisola; centinaia di migliaia di di spettatori, bambini, genitori e nonni, il “popolo nomade”. Sessant’anni filati come in un unico respiro, fatti di successi, lutti, rinascite, musica soprattutto, tanta musica. La storia dei Nomadi è un romanzo, più vero di qualsiasi fiction. Se la vita è un film, questo è il film di una band nata nella Bassa emiliana soltanto un anno dopo i Rolling Stones e che, come i Rolling Stones, ancora calca i palcoscenici, ancora fa emozionare, cantare, piangere, sognare.

È lontano e allo stesso tempo vicino, quel 1963 in cui decisero di mettersi insieme e scelsero, quasi a caso, quel nome: Nomadi. Due anni dopo usciva il loro primo 45 giri, “Donna la prima donna”. L’anno dopo iniziava la collaborazione con un altro emiliano all’epoca sconosciuto, di nome Francesco Guccini. “Noi non ci saremo”; “Dio è morto”: non solo canzoni, ma dei veri e propri punti di riferimento per milioni di giovani. Poi arrivano gli anni Settanta: “Io Vagabondo”, ancora oggi la canzone simbolo della band e un inno per diverse generazioni. La scalata non si ferma più: partecipazioni televisive, presenza alle manifestazioni canore, i lavori discografici numerosissimi sino a oggi. Un romanzo che non conosce mai l’ultimo capitolo. Una storia sempre aperta al futuro, con il cuore «gonfio di curiosità, affacciati su quel che sarà»

I Nomadi, un’icona della musica italiana, hanno celebrato i primi 60 anni di carriera con un eccezionale box set dedicato ad Augusto Daolio, l’anima indimenticabile della band. Il cofanetto di 4CD+2DVD intitolato “È stato veramente bellissimo!”, oltre ad essere un commovente omaggio a Daolio, a trent’anni dalla sua scomparsa, è anche una selezione straordinaria di brani inediti, rarità, provini, versioni in spagnolo e momenti indimenticabili della loro sessantennale carriera artistica.

I Nomadi celebrano 60 anni di musica anche con il libro “Una Voglia di Ballare che Faceva Luce”, il romanzo di noi Nomadi. Scritto da Beppe Carletti con Gianluca Morozzi edito da Aliberti

Il cofanetto è un viaggio emotivo attraverso 4 CD e 2 DVD contenenti Inediti, Rarità, Provini, Versioni in spagnolo, Remix e alcuni brani tratti da Concerti Live inediti.

Il cofanetto, curato personalmente da Beppe Carletti e dalla band, si apre con un CD ricco di sorprese ed include, tra gli altri, un provino incompleto inedito con la voce di Daolio dal titolo “E il treno va “, perfezionato e completato a ottobre 2023 in Studio con il tocco magico di Beppe Carletti e di due coriste. Questo CD offre una panoramica delle molteplici sfaccettature artistiche della band, dalla dolce malinconia ai remix coinvolgenti.

Il secondo CD presenta una selezione emozionante proveniente da concerti inediti del 1992, offrendo un’esperienza unica di ascolto degli ultimi concerti di Augusto Daolio dal vivo.

Il terzo e il quarto CD presentano l’audio del memorabile concerto al Teatro Smeraldo di Milano nel 1991, digitalmente rimasterizzato nel 2016, permettendo all’ascoltatore di rivivere l’esibizione live dei Nomadi.

I due DVD completano il viaggio, offrendo la registrazione video del concerto al Teatro Smeraldo e un Docu-film del 1995 interamente dedicato ad Augusto, dal titolo “AUGUSTO DAOLIO Musicista, Poeta, Pittore” dove si svela il lato poliedrico dell’indimenticabile artista e il lato straordinario umano.

Il cofanetto contiene un ricco booklet di 24 pagine con i testi di presentazione di Beppe Carletti, estratti dal libro “Questi sono i Nomadi e io sono Beppe Carletti” e i contributi di Davide ed Elena Carletti.

“È stato veramente bellissimo!” è un viaggio straordinario attraverso sei decenni di musica, un tributo sentito ad Augusto Daolio e un regalo prezioso per i fan che hanno condiviso questa incredibile avventura musicale con la band.

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