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Nonostante i i fattori favorevoli, la ripresa va avanti come una lumaca. Cosa succederebbe se improvvisamente il vento soffiasse in faccia? E perché, nonostante da un quarto di secolo viviamo una emergenza continua, per risolvere la quale ci sono stati chiesti sacrifici sempre più pesanti,  il debito del paese continua a crescere,  generando nuovo debito?

 

Nel presentare le previsioni ottimistiche per gli acquisti del Natale alle porte, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli smorza gli entusiasmi:

“”Le condizioni economiche sono favorevoli, per il prezzo del petrolio, i cambi, i tassi di interesse: la ripresa si sta lentamente concretizzando e producendo i primi effetti tangibili sulle famiglie, ma il governo non ha ancora vinto la scommessa di trasformare la crescita statistica in una ripresa robusta e diffusa”.

Non vi suona un campanellino d’allarme?

Nonostante i i fattori favorevoli, la ripresa va avanti come una lumaca (talvolta come un gambero).  Cosa succederebbe se improvvisamente il vento soffiasse in faccia? Perché da un quarto di secolo viviamo una emergenza continua, per risolvere la quale ci sono stati chiesti sacrifici progressivamente più pesanti in termini di servizi, welfare, tutele, opportunità e prospettive che sono serviti soltanto a generare nuove emergenze, mentre il debito del paese continua a crescere generando nuovo debito?

Giuseppe De Rita, presidente del Censis infatti sbotta: “Ma di cosa stiamo parlando? Di zero virgola, di piccoli aggiustamenti, dati che non cambiano il sistema. Quando mi chiedono di commentare queste cifre mi cascano le braccia””. “”Consumi parsimoniosi e prudenza rispetto al futuro. C’è stata la fiammata delle auto, come due anni fa quella dei telefonini, ma ormai, per quanto riguarda la spesa, restiamo sobri. Anche chi si muove lo fa attraverso investimenti minimi. Si aprono piccole attività, gelaterie, rosticcerie. Si divide l’appartamento in due per destinarne metà a b&b. Ma anche questi, appunto, sono comportamenti da zero virgola, non parlerei di crescita””.

Manca un progetto di sviluppo, mancano scelte strategiche, programmi a lungo termine da verificare per step durante la loro realizzazione e sono mancate le vere riforme. Quali erano i mali italiani? Burocrazia, corruzione, evasione fiscale, criminalità organizzata. Quali sono i mali oggi? Burocrazia, corruzione, evasione fiscale, criminalità organizzata. Gli stessi, soltanto più incancreniti.

Non a caso De Rita contrappone “un letargo esistenziale collettivo e il prevalere del giorno per giorno” alla possibilità  di sviluppo “attraverso il rilancio del primato della politica e soprattutto uno sviluppo fatto di capacità inventive, individuali e collettive: dinamiche spontanee considerate residuali, ma che prendono sempre più consistenza”.

Il primato della politica, dice De Rita, non dei politici, non degli uomini della provvidenza; abbiamo bisogno della politica perché è l’unica capace di guidare la società, mediando gli interessi e gli egoismi con il bene comune, ma non può essere legata al singolo personaggio. Toccherebbe a lei sostenere l’Italia sana, quella meno appariscente, quella dei distretti, quella che dà sostanza al Made in Italy, ma torniamo al punto di partenza: manca un progetto di sviluppo e allora ecco i 500 euro ai diciottenni, ecco l’abolizione della tassa sulla prima casa, ecco altri interventi a pioggia che non costituiscono un volano per creare economia e innovazione.

Non stupiamoci perciò se andiamo avanti a forza di zero virgola nonostante il contesto favorevole. 

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