Naufraghi e provviste

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""Sono convinta che lo Stato non dovrebbe entrare di prepotenza nelle vite dei cittadini, meno che mai imponendo loro di rinunciare a una fetta delle loro ricchezze.""
art. di Maria

 

In questo periodo dell’anno si sprecano le speranze, gli auspici più caldi e le esortazioni  alla fratellanza, tutto puntualmente disatteso, non appena le ultime luminarie si sono spente e vengono  smantellati i segni esteriori del Natale, con i quali addobbiamo le nostre case e le nostre città, come pure i negozi, gli uffici, le scuole … convinti  di essere così pienamente addentro allo spirito natalizio.

Ci può stare quindi anche qualche utopica considerazione sulla crisi che travaglia la nazione, sui problemi che  opprimono e devastano la società e i singoli individui.

Sembra che non abbiano avuto alcun effetto i severi provvedimenti fino ad ora posti in atto, se non quello di impoverire ulteriormente la classe media e i più poveri, letteralmente dissanguati da innalzamento dei costi e da nuovi e antichi balzelli.

Tanti sacrifici, fatti per nulla.

Sono convinta che lo  Stato non dovrebbe entrare di prepotenza nelle vite dei cittadini, meno che mai   imponendo loro di rinunciare a una fetta delle loro  ricchezze. Diamo ovviamente per scontato che esse siano legittimamente accumulate, pertanto intoccabili e lecite.

L’ingegno, la fortuna, il talento, l’abilità negli affari, portano talvolta ad accumulare ricchezze enormi, che sarebbe davvero sciocco e meschino demonizzare…con quale diritto poi…Il ricco contribuente deve essere lasciato in pace  una volta  che abbia fatto il proprio dovere con il Fisco.

Questo in situazioni normali. Ma la situazione attuale potremmo riassumerla come quella di un gruppo di naufraghi rifugiati  su un’isola deserta e senza risorsa alcuna.

Ciascuno, salvandosi, prima  di abbandonare la nave che stava per affondare, ha arraffato  quante più provviste possibile. Così, ci saranno naufraghi più lesti, più abili, più fortunati, che riusciranno ad accumulare  provviste per mesi…e altri, meno abili, meno veloci, o semplicemente meno fortunati,  che in un paio di settimane sarebbero alla fame. La logica impone che siano tutti messi nella condizione di sopravvivere, mettendo insieme tutte le risorse e dividendole equamente fra tutti. Non è giusto che sull’isola ci sia qualche crapulone  che mangia per tre… mentre, un paio di scogli più in là, ci sia chi muore di stenti.

La situazione non è dissimile dalla nostra attuale. Anche perché, non si tratterebbe certo di fare un’enorme montagna di tutte le ricchezze e ridistribuirle  indiscriminatamente a tutti, in egual misura…. Sarebbe molto ingiusto, oltre che inattuabile.

Ma, oggi più che mai, chi ha moltissimo, deve essere disposto a rinunciare ad un po’ della sua ricchezza…rimanendo comunque  ricco.

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