Nassiriya

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... per non dimenticare il diritto alla libertà

Quattro anni fa, sembra ieri, diciannove italiani, soldati italiani, hanno perso la vita.

Tutti insieme, nello stesso posto, lontano dall’Italia, per difendere un diritto : la libertà.

Molti di noi ancora non lo capiscono, perchè l’hanno ereditato 60 anni fa.

 

Forse 60 anni fa, quando siamo nati, ci è sembrato talmente naturale averlo, che ci meravigliava perfino che qulcuno ci ricordasse che per la libertà i nostri padri  e madri avevano dovuto combattere e morire, a volte

.

Ora, qualcuno potrà anche rimproverarci di aver fatto cattivo uso di questo diritto, ma possiamo fare meglio, solamente se questo diritto continueremo a difenderlo

 

Qualcosa di simile potremo fare anche nei prossimi giorni, con molto meno rischio sostenere le forze armate, non importa con quale divisa o di quale corpo, poichè sono loro lo strumento autorizzato alla difesa del diritto alla libertà dei cittadini italiani e di quelli stranieri, quando viene loro comandato.

Ricordando il sacrificio dei giovani soldati italiani caduti a Nassiriya, compiamo oltre che ad un dovere civico, anche un gesto di speranza e di insegnamento verso i nostri giovani più fortunati, ma bisognosi di messaggi positivi e responsabili.

 

Presidente Circolo della Libertà Cognento

 

 

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