Musica e spiritualità dell’Arte

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Dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage. Dall’11 novembre, a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, un grande percorso tra arte e musica

Servizio fotografico di Corrado CORRADI


Due anni sono occorsi per costruire questa mostra. A tela di ragno sonora. Del genere militare e tattica da veri strateghi, come quelle usate nella seconda guerra mondiale per localizzare i sottomarini tedeschi

Nella presentazione del curatore Davide Zanchelli, “i tre meriti di una mostra” sono ispirati ad una frase di Plotino: mai un occhio vedrà il Sole senza essere divenuto simile al Sole, né un’anima contemplerà la bellezza senza essere divenuta bella. Tra Weimar, Berlino e Monaco, certamente Kandisky, Klee, e Schonberg si snodano tanti misteri e dobbiamo avere il coraggio di guardarli in faccia senza cercare una soluzione.

E’ importante che la nostra forza creatrice costruisca misteri simili a quelli che ci circondano, così la nostra anima possa fare lo sforzo non per risolverli ma decifrarne gli enigmi. “Perché i misteri sono riproduzione di ciò che è inconcepibile”  questo è scritto nell’introduzione del testo Lo spirito nell’Arte.

Terzo ma non ultimo merito, quello di celebrare insieme i vent’anni di attività di Palazzo Magnani.

Luigi Magnani, vero intellettuale poliedrico e raffinato collezionista, raccolse saggi di Goethe e Beethoven riflettendo sullo Spirito di due grandi tedeschi in relazione all’impulso che muoveva la complessa Weltanschauung del primo e la capacità compositiva del secondo.

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