Muretti a secco

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I sassolini nella scarpa che tutti vorrebbero togliersi sono così numerosi che potrebbero dare origine a graziosi, numerossimi , muretti a seco, sparsi per l'Italia
art. di Maria

 

In questo numero, in cui si respira aria di vacanza, ci sono anche articoli  nei quali gli autori, in vario modo, si tolgono qualche proverbiale sassolino dalla scarpa…parlando di cose che accadono nella città di Modena, o riguardo al sisma.

Queste sono cose importanti,  che riguardano l’esistenza di  tante  persone ed è positivo trattarne,  perché smuovono le acque, perché inducono alla riflessione, sollecitano i controlli, concorrono a formare la coscienza critica del cittadino elettore.  

Anche nelle alte sfere politiche c’è chi,( tanto per   non rimanere sul vago, l’On. Antonio Di Pietro)  si sta  dedicando con una certa energia a questa operazione…togliendosi sassolini  di qualche anno addietro, chissà quanto fastidiosi, dato che appaiono  piuttosto ingombranti, e togliendoseli formula  giudizi  assai severi sul Capo dello Stato.

L’aura di ipocrita santità che in Italia circonda il Presidente della Repubblica, non appena viene  eletto, trovo sia, per l’appunto ipocrita. Non si diventa “padre nobile”  automaticamente, né si può pensare che il passato, con le sue grandezze e con le sue eventuali miserie,  o con le sue cadute, venga rimosso ed escluso, per tutto il settennato. In questo periodo (dalla lunghezza allucinante, detto per inciso), talvolta perchè il personaggio lo merita,  assai più frequentemente per l’ ipocrisia di cui sopra, o per interesse, o per piaggeria, tutti, dalla stampa ai parlamentatri, dagli industriali agli intellettuali,  hanno nei confronti dell’inquilino del Quirinale un atteggiamento di acritica deferenza, talvolta altalenante, ma comunque presente.

Eppure chi arriva a quell’ambito ruolo è stato un uomo di parte, è stato un politico, è stato un personaggio talvolta controverso. Ci vorrebbe più onestà intellettuale, nell’evitare accuratamente canonizzazioni automatiche,  post elezioni, perché poi, per contrasto, sono ancora più sconcertanti le rivelazioni del solone di turno. Nella fattispecie, l’On. Di Pietro.

Le stesse cose che  ora sono  oggetto di rivelazioni, sui peccati dell’allora on. Giorgio Napolitano, l’on. Di Pietro ben le conosceva, però, fin dai tempi di Tangentopoli… L’attuale Presidente era dentro al sistema di finanziamento ai partiti ai tempi della Prima Repubblica, nonché a conoscenza che il  sistema coinvolgeva  tutti i partiti, compreso il Pci, dove egli militava.

Sono fatti già all’epoca non aventi più rilevanza penale, a causa del tempo trascorso e delle modalità di attuazione, ma comunque gravi. Non abbiamo motivo di diffidare che ogni accusa profferita da Di Pietro  sia  rispondente al vero… dato che  non siamo tra mentitori abituali…Ma allora, perché tacere per tanti, lunghi anni, che addirittura li hanno visti lavorare nello stesso governo!

Ribadisco che l’On. Di Pietro poteva parlare anche prima,   e non solo ora. Anche perché, il solo risultato che otterrà sarà quello della stizzita reazione del “padre nobile” non appena si tocca la sua persona e la serie di gravi esternazioni a carico della più alta carica dello stato procurerà un travaso di bile all’interessato, e un ulteriore scollamento fra la politica e il paese reale.

Un cattivo affare, insomma, anche se,  come dicevo all’inizio, è positivo smuovere le acque, scrollarsi inutili e pericolose idealizzazioni.

Vedremo.

Siamo occupati a tamponare guai e falle…dovremmo concentrarci su quello.

Anche perché, non solo su Napolitano, ma sui componenti tutti “della corte dei miracoli” ( che  il nostro Parlamento mi ricorda) ci sarebbero tanti   sassolini,che molte persone, si vogliono togliere dalla scarpa,  tanti, da permette la costruzione di eleganti muretti a secco.

 

Maria

© Riproduzione Riservata

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