MOZIONE SU “”Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio””

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COMUNE DI MODENA

Consiglio Comunale

Gruppo consiliare “Articolo UNO-MDP/Per me Modena”

 

 

  • Al Sindaco
  • Alla Presidente del Consiglio comunale

 

MOZIONE

Oggetto: Il progetto di legge “”Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”” presenta una evidente divaricazione tra obiettivi dichiarati, azioni e previsioni in particolare sul “saldo zero di consumo di suolo”, sul ruolo dei grandi investitori privati e sulla semplificazione asimmetrica, sulla permanenza della pianificazione e sul ruolo dei consigli comunali.

 

 

Premesso che

 

  • la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna, con delibera n.218 del 27/02/2017 ha approvato il Progetto di Legge (oggetto 4223): “”Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio””, (di seguito definito PdL Urbanistica), aprendo così l’iter Assembleare, che ha portato alla udienza conoscitiva (4 Maggio 2017), e a presente alla discussione dell’articolato in Commissione III, per poi approdare in Assemblea entro la fine dell’anno;
  • l’articolo 117 della Costituzione include fra le materie di legislazione concorrente il “governo del territorio”, che comprende a la disciplina urbanistica[1], ovvero spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. La Regione ha quindi il dovere di attenersi ai principi fondamentali oggi ancora contenuti nella L. 1150/1942, che stabilisce i contenuti del piano regolatore;
  • a livello europeo già con la “Strategia tematica per la protezione del suolo” del 2006 è stato definito l’obiettivo dell’azzeramento del consumo, quindi con la “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”, nella quale si propone il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050. Obiettivo rafforzato recentemente dal Parlamento Europeo con l’approvazione del “Settimo Programma di Azione Ambientale”. La Commissione ha inoltre pubblicato il documento di lavoro “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo”, dove l’approccio indicato per il contenimento del consumo del suolo e dei suoi impatti è quello di attuare politiche e azioni finalizzate, nell’ordine, a limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo, da definire dettagliatamente negli Stati membri. In particolare nel documento viene evidenziato che  “Le buone pratiche esistenti intese a limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo evidenziano che una pianificazione territoriale di qualità poggia su un approccio integrato che richiede l’impegno completo di tutte le autorità pubbliche competenti (non solo dei dipartimenti preposti alla pianificazione e alle questioni ambientali), in particolare di quegli enti governativi (ad esempio comuni, provincie e regioni) di norma responsabili della gestione del territorio. Un secondo elemento comune sta nel fatto che gli specifici approcci regionali vengono sviluppati tenendo in considerazione le risorse inutilizzate a livello locale, ad esempio un numero particolarmente elevato di edifici vuoti o siti dismessi. Infine, è stato condotto un riesame approfondito delle politiche di finanziamento esistenti per lo sviluppo delle infrastrutture, che ha portato a ridurre quei sussidi che incentivano forme di occupazione del terreno non sostenibili e l’impermeabilizzazione del suolo”[2], confermando cioè la centralità della pianificazione territoriale pubblica;
  • riguardo al PdL Urbanistica, il consiglio Comunale di Modena ha approvato (4 Maggio 2017) una mozione per l’attivazione di un percorso per la realizzazione di momenti istituzionali, nei Comuni o in gruppi di Comuni, in cui si approfondiscano tutti gli aspetti di merito e procedurali, nonché la espressione finale di un parere di merito ufficiale dei Consigli Comunali della regione, con la disponibilità della Regione Emilia-Romagna ad assecondare quanto richiesto anche attraverso il coinvolgimento delle competenze tecnico-professionali utilizzate nella definizione della proposta di legge regionale stessa[3].

Considerato che

Tenuto conto che

 

IL CONIGLIO COMUNALE DI MODENA

impegna il Sindaco a chiedere alla Regione Emilia-Romagna nella fase di discussione finale della legge urbanistica regionale:

  • di tenere conto dei documenti di indirizzo politici (mozioni) presentate e discusse, e ancor di più se approvate, in questo Consiglio comunale ed in generale nei  Consigli comunali di tutta la nostra regione

nello specifico, chiede che

1. per un reale contenimento del consumo di suolo, le espansioni previste dalla pianificazione vigente e confermate dai Comuni durante la fase transitoria vengano conteggiate all’interno della quota di incremento massimo del 3% del territorio urbanizzato, nell’arco temporale indicato dal PdL;

2. che vengano incluse nel computo del 3% di consumo di suolo le attività riferite ai nuovi insediamenti produttivi, e che per quelle in deroga vengano comunque adottate azioni di compensazione per ridurre a zero il saldo di consumo di suolo;

3. le procedure assicurino l’efficienza e la trasparenza del processo. In particolare, gli Uffici di Piano devono avere risorse (ulteriori e certe) compatibili con l’applicazione efficiente delle procedure stabilite;

4. l’assetto legislativo provinciale (o di area vasta) sia configurato in coerenza con quello metropolitano;

5. la Regione attraverso propri atti predisponga immediatamente a valle dell’approvazione della legge, gli atti necessari ad una sua interpretazione ed applicazione univoca da parte dei comuni, delle province e della città metropolitana;

6. la strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale sia parte cogente del PUG, in particolare per quanto concerne natura e localizzazione delle nuove urbanizzazioni, così come per le caratteristiche dei più rilevanti processi di rigenerazione, non rimandandone la definizione ad accordi operativi (anche in accordo con l’art.41 della Costituzione);

7. di riconsiderare il ruolo dei consigli comunali ripristinando gli strumenti di gestione della pianificazione pubblica, per assicurare una programmazione coerente, integrata e trasparente dello sviluppo del territorio, nell’interesse di tutte le componenti sociali e produttive e del raggiungimento effettivo degli obiettivi dichiarati dalla legge;

8. gli effetti della legge vengano monitorati attraverso organismi qualificati indipendenti, al fine di valutare ove necessario misure più stringenti per il raggiungimento degli obiettivi.

Paolo Trande

Domenico Savio Campana

Marco Chincarini

Marco Cugusi

Marco Malferrari

Francesco Rocco

Vincenzo Walter Stella

 

Si prega di inviare il presente testo, indipendente dall’esito del voto in Consiglio comunale a:

  • Presidente della Regione Emilia-Romagna (Bonaccini)
  • Assessore ai trasporti, reti, infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale (Donini)
  • Presidente della Provincia di Modena (Muzzarelli)
  • Al Presidente ANCI Emilia-Romagna (Manca)
  • Alla Presidenza del Consiglio Autonomie Locali della regione  Emilia-Romagna
  • Alla Presidente della Assemblea Regionale Emilia-Romagna (Saliera)
  • Ai capigruppo in Assemblea Regionale Emilia-Romagna

 

 

 

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