Mostra di Covili, “”le urla di Pighi non coprono l’assordante silenzio della maggioranza””

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“Il silenzio della maggioranza in Consiglio comunale è stato più assordante delle urla di Pighi. Dopo una settimana si è parlato ancora della mostra di Covili, ma questa volta non si sono levate voci fuori dal coro. Probabilmente a tutti i consiglieri della maggioranza è stata imposta la consegna del silenzio, perché l’unico a prendere la parola a nome di tutti è stato Andreana, il capogruppo dei DS.

Nonostante il voto favorevole della settimana precedente il tentativo di chiudere a tarallucci e vino i conti nella maggioranza non era completamente riuscito, e quindi è stata scelta la linea dura: tutti zitti e parla, anzi urla il Sindaco non tanto per difendere Lugli dagli attacchi dell’opposizione, bensì per riaffermare il proprio ruolo e rivendicare il diritto a comandare indisturbato l’intera coalizione.

Neppure gli applausi dai banchi dell’opposizione alla fine dell’arringa di Pighi hanno potuto coprire il silenzio dei Consiglieri, che avevano pur manifestato dubbi e obiezioni nei loro interventi sia nelle commissioni sia nel precedente Consiglio.

Pighi ha vinto il braccio di ferro con la sua maggioranza, ma ha perso con i cittadini, perché l’Amministrazione non ha saputo dare risposte convincenti agli interrogativi emersi da questa vicenda pasticciata fin dall’inizio. Più che di superficialità si deve pensare a un peccato di eccessiva presunzione da parte della Giunta, convinta di poter presentare con tanta disinvoltura delibere contraddittorie tra loro.

Ci sono stati gravi errori ed è più che legittimo richiedere che chi ha sbagliato venga rimosso. L’assessore Lugli non può chiamarsi fuori, perché la seconda delibera sconfessa la prima e il documento presentato dalla maggioranza non modifica di fatto la sostanza della delibera stessa, che dispone un esborso di denaro pubblico con modalità non certo trasparenti. Prescindendo dall’artista Gino Covili e dalla qualità della mostra stessa, che ribadisco non sono l’oggetto in discussione, ho sempre affermato con convinzione il voto contrario ad un provvedimento, che in definitiva socializza le spese e privatizza i ricavi, senza neppure preoccuparsi di salvare la forma e garantire la trasparenza.

I silenzi e gli applausi della maggioranza della sinistra modenese, degni eredi della migliore tradizione del Politburo sovietico, hanno un costo e ben presto ci sarà chi sicuramente provvederà a presentare il conto al sindaco Pighi e all’assessore Lugli”.

 

 

 

                                                                                       

 

 

 

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