Morire per Kiev? Non scherziamo

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Non c’è motivo di essere filo russi, o parteggiare per il popolo ucraino arrampicandoci  sugli specchi per rivendicare posizioni buoniste nella difesa di una nazione e del suo popolo dal dominio di un altro. Una guerra, ma anche solo uno scontro di frontiera, non lo possiamo permettere.

 


La frase del titolo riprende l’originale che era – Morire per Danzica – e a pronunciarla fu un deputato francese Marcel Dèat nel 1939.

Poi, ci fu la catastrofe della II Guerra Mondiale. L’espressione del titolo può apparire cinica, piena d’indifferenza, tuttavia, è solo dettata dal buon senso.  Se guardiamo la situazione sotto in un’ottica neutrale e a 360° senza lasciarci condizionare dall’informazione generale in parte corretta, vedremmo che i margini di manovra per una soluzione dignitosa per entrambe le parti direttamente coinvolte e per i burattinai dell’Ue e di quel Calvero della Casa Bianca (è il nome d’arte dell’attore del film Luci della ribalta) che cerca un po’ di visibilità, ci sarebbero.

Partiamo subito col dire che una guerra, ma anche solo uno scontro di frontiera, non lo possiamo permettere. Attenzione, come ho già cercato di spiegare nel mio editoriale del 18 gennaio scorso, non c’è motivo di essere filo russi, o parteggiare per il popolo ucraino arrampicandoci  sugli specchi per rivendicare posizioni buoniste nella difesa di una nazione e del suo popolo dal dominio di un altro.

Se fosse per questo, allora, come dovremmo comportarci con la rossa Cina? Pensate veramente che la tigre asiatica starà ferma durante un’eventuale crisi militare in Europa che coinvolga l’America? Col cavolo, la prima cosà che farà sarà quella d’invadere Taiwan.Siamo così ciechi da non capire l’effetto domino che potrebbe esserci nell’area asiatica?

Tornando alla vecchia Europa, ma perché insistere per un eventuale ingresso di Kiev nella Nato? A cosa serve? A niente, se non per ricostruire dal punto di vista economico l’armamento, che ora è composto di materiale bellico russo. Il popolo ucraino ha paura di essere nuovamente occupato dai Russi? Ipotesi molto improbabile! Questa insistenza nel voler aderire alla Nato serve solamente a fare inca…re l’inquilino che ha di fronte e che vede dei missili puntati sul Cremlino. Poi, se l’UE e gli USA non si volessero impegnare militarmente, cosa accadrebbe? Ci sarebbero nuove sanzioni che danneggiano in massima parte le nazioni europee minori, Italia in prima battuta? Non dimentichiamo inoltre l’effetto profugo. L’Ucraina ha una popolazione di circa 45 ml di persone. Se solo il dieci o il loro 15% decidesse di rifugiarsi verso l’ovest, chi li accoglierebbe?  Per non parlare delle implicazioni economiche che sarebbero disastrose.

Perciò, auguriamoci che cerchiamo una soluzione onorevole, che accontenti un po’ tutti. L’Ucraina rinunci a entrare nella Nato e la Russia non fomenti idee separatiste nel Dombass. Per inciso, in questa situazione, noi italiani siamo gli ultimi che dovremmo metterci il becco. Eravamo con le pezze al sedere prima della pandemia, adesso, abbiamo i glutei a nudo. Dipendiamo per il 40% dalle forniture di gas, proprio dalla Russia perché per anni siamo stati incapaci di darci una soluzione alternativa a questa dipendenza. Anzi, ci siamo aggregati come pecoroni a imporre delle sanzioni che ci hanno pesantemente leso, senza ottenere niente.

Abbiamo fatto un grande affare? Io non credo. 

Termino con una piccola annotazione che vale in maniera speciale per noi italiani, ma anche per altre nazioni dell’Europa. Uno dei più capaci feldmarescialli tedeschi, Karl von Rundstedt ebbe a dire, durante i preparativi per la guerra al pazzo di Berlino: – Non si comincia una guerra con la tessera del pane -.

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