Moralisti, comici e buffoni.

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Cose veramente d’altri tempi.Tempi non miei e nemmeno della stragrande maggioranza dei Lettori, poiché  il cosiddetto  “”Caso del prendisole”” è datato 20 luglio 1950.

Le  spalle nude di una signora, l’arroganza di un bigotto, una sfida a duello, appaiono oggi cose  anacronistiche e irrrimediabilmente superate…Non così le parole di Totò, che dalle pagine dell’Avanti! indirizzò ad uno dei protagonisti, Oscar Luigi Scalfaro,una lettera aperta.

Totò era un comico, non un buffone, e potrebbe insegnare a certi gentiluomini  del giorno d’oggi, avvezzi al linciaggio morale di una signora che non può difendersi, il significato di parole a loro sconosciute, come cavalleria, generosità e gentilezza, anche lealtà.

Rimando al sito di Wikipedia i Lettori che desiderassero approfondire la conoscenza di questo episodio, piuttosto difficile da aggettivare J

Lo riassumo brevemente.

In un ristorante romano, il futuro Presidente della Repubblica “ebbe un vivace alterco con una giovane signora, Edith Mingoni in Toussan, da lui pubblicamente ripresa in quanto il suo abbigliamento, a parere dell’onorevole, era sconveniente poiché ne mostrava le spalle nude”.

Il suddetto alterco, secondo alcune versioni accompagnato addirittura da uno schiaffo del futuro Presidente della Repubblica, alla signora, ebbe eco clamorosa, con querele e addirittura una sfida a duello, tanto anacronistica quanto cavalleresca, da parte del papà dell’invereconda signora. La sfida fu  respinta da Scalfaro, evidentemente più abile a ferire con le parole.

Dalle pagine dell’Avanti! del  23 novembre 1950  Totò gli rivolse le  parole sdegnate che riporto qui. Buona lettura.

A.Z.

 

“Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti. La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata. Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.

Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all’attenzione pubblica, per ogni loro atto.

Non si pretende da Lei , dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa.

 

Principe Antonio Focas Flavio Comneno De Curtis”.

 

 

( tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Luigi_Scalfaro)

 

 


 

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