Moplen

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Di norma evito accuratamente di assistere alle trasmissioni televisive insulse, farneticanti o ignobilmente faziose.

Una di queste, non insulsa e che non cito per non pubblicizzarla, mi è stata segnalata da un amico a motivo di quanto affermato da uno degli ospiti, ospite di cui mi ha detto il cognome:

          Guardala e alla fine mi ringrazierai – è stato l’invito un po’ misterioso dell’amico.

Accedo malvolentieri al replay: 17 aprile, ore 21 Raidue.

Il dito indice è premuto sull’avanzamento rapido per evitare di perdere tempo ad ascoltare le affermazioni degli astanti.

Giungo al punto in cui appare tale Fuksas Massimiliano, di professione architetto, il volto gravido di rabbia, che si accredita come acculturato detentore del sapere.

La tesi da sostenere è la seguente: la sinistra compagine ha perso clamorosamente le elezioni per due ordini di motivi: il primo è che la maggior parte degli Italiani è affetta da cretinismo. Il secondo è che la maggior parte degli Italiani è ignorante e zotica.

Per poter dimostrare la fondatezza dell’asserto, l’acculturato detentore del sapere riporta il passo di un discorso pronunciato nell’ultimo comizio a Roma dall’odiato avversario:

          … allora quest’altra citazione, all’ultimo comizio a Roma in cui dice, non so se ve ne siete accorti, ha detto una cosa molto semplice: “Io non vorrei essere, come diceva Giulio Cesare, primo in un villaggetto che a Roma” (sic). Prima di tutto non era Giulio Cesare, lei lo sa di chi era ? – chiede ad un astante noto per essere animato da una passione viscerale per il congiuntivo.

          No – risponde l’interrogato, mentre, colto nel profondo da un dubbio esistenziale, si domanda: “che c’azzecca?”.

          È questo il guaio! – raglia con le tre narici dilatate l’acculturato detentore del sapere – Cicerone! Dovete studiare ragazzi, era Cicerone e non era il villaggetto, ma era Tuscolo! … l’algebra è arrivata in Europa nel 1200, se non si sanno queste cose vuol dire che c’è un problema di fondo: questo Paese è profondamente ignorante!

Poi prosegue sfornando con rabbiosa soddisfazione altre perle ircine di kültüra filomarxista. Gli astanti ridono ed io spengo il replay, ringraziando in cuor mio l’amico per il consiglio.

Ora lasciate che ponga due domande:

  1. perché mai coloro che non fanno parte del gregge sinistro partecipano a codesti spettacoli di marionette?
  2. Per quanto tempo ancora si abuserà della nostra pazienza (l’acculturato detentore del sapere attribuirebbe con sicumera la frase a Tacito) costringendoci a pagare la gabella denominata “canone Rai” per tenere in piedi simili robe?

Signora badi ben, che sia fatto di Moplen! Raccomandava l’indimenticabile Gino Bramieri in un famoso Carosello.

Codesti imbonitori di piazza credono di poter continuare a piazzare la loro mercanzia nei loro teatrini come fosse porcellana dorata. In realtà non si tratta neppure di Moplen: è solo finta plastica.

Qualcuno dia all’acculturato detentore del sapere l’informazione che il brano in questione è il seguente:

Nell’attraversare la Alpi passò per un villaggio barbaro, abitato da pochissime persone, malridotto; gli amici, ridendo e scherzando, dicevano: «Anche qui ci sono ambizioni per arrivare al potere, e contese per arrivare al primo posto, e invidie dei potenti tra loro?». E Cesare, parlando sul serio, disse loro: «Vorrei essere il primo tra costoro piuttosto che il secondo a Roma». È Plutarco che scrive, nelle Vite parallele.

L’informazione per il tizio è gratuita, tanto il suo livello culturale rimane quello che è.

Però bisogna riconoscere che una cosa vera l’ha detta: “questo Paese è profondamente ignorante”.

Non sarà perché in questo disgraziato Paese ci sono stati e ci sono tuttora tanti soggetti akkulturati come il nostro sapientone?

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