Modenesi protagonisti di iniziative culturali a Brescia e Sarezzo

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L’associazione Adac di Modena ha organizzato al Palazzo Avogadro di Sarezzo e a Brescia una serie di eventi culturali che si tengono sabato e domenica di ogni fine settimana per tutto il mese di novembre.

Sono già state inaugurate tre mostre di pittura: una di Cinzia Bevilacqua e due di Sandro Luporini (noto anche come coautore delle canzoni e degli spettacoli teatrali di Giorgio Gaber).

La scorsa settimana si sono esibiti il pianista Leone Magiera (modenese) e il violinista Cristiano Rossi.

Poi sarà il turno di Philippe Daverio che parlerà sul tema. “L’arte salverà il mondo”. Subito dopo verrà presentato il libro di Mario Ventura (vice prefetto vicario di Modena)  introdotto da Roberto Armenia con Franca Lovino che leggerà alcuni brani dei Racconti di Ventura. Seguirà una esibizione del Trio Gabriel Fauré.

A fine mese interverrà Alberto Angela con la presentazione del suo nuovo libro. Concluderà la rassegna, Giulio D’Agnello, con un concerto dedicato alle canzoni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.

Voglio riferire, dello straordinario concerto che il nostro concittadino Leone Magiera ha tenuto con il violinista Cristiano Rossi.  Magiera è uno dei grandi modenesi che ha portato il nome della nostra città ovunque. Pianista e direttore d’orchestra, Leone e Luciano Pavarotti, sono stati ricevuti da  capi di Stato di tutto il mondo e ammirati da platee oceaniche. Un’inesorabile legge della natura ha interrotto la leggendaria carriera di Luciano Pavarotti, il quale ci ha solo fisicamente lasciato. Grazie alle tecnologie possiamo ancora sentirlo cantare e vivere le sue emozionanti interpretazioni. A Sarezzo, Magiera e Rossi, si sono esibiti in un recital di straordinaria grandezza e hanno incantato con una esecuzione della quale vorrei riferire ai suoi lettori.

Non c’è in Italia e in Europa nessun direttore di teatro o sala da concerto che non conosca il virtuosismo violinistico di Cristiano Rossi: un artista dal carattere mite e timido che vive la ribalta col violino e non con la presenza nei media popolari. Alla televisione è sempre apparso in programmi dedicati agli appassionati della grande musica ma, benché invitato, si è tenuto lontano da trasmissioni che non avessero come soggetto principale le esecuzioni violinistiche, cameristiche, o musicali in genere. A chiunque si chieda di fare il nome dei tre più grandi violinisti italiani, la risposta si ferma subito dopo averne elencati due: Salvatore Accardo e Uto Ughi. Comunque si faccia l’elenco, Cristiani Rossi ne fa parte; e non è necessario stabilire se uno venga prima o dopo l’altro. Dopo la presentazione del libro di Leone Magiera: “Pavarotti visto da vicino”, e dopo l’esecuzione di alcuni brani pianistici da parte dello stesso Magiera, interpretati con tecnica strabiliante e abbandono, il violinista Cristiano Rossi (suona un Guadagnini del valore di qualche miliardo di vecchie lire), ha incantato la platea con un’esecuzione virtuosistica della sonata di Sergej Sergeevic Prokofiev (1891 – 1953) per violino solo, e con l’affascinante sonata di Eugene Ysaye (1858 – 1931), sempre per violino solo.

Dopo queste sonate, del grande repertorio violinistico e di straordinarie difficoltà tecniche ed espressive, Rossi e Magiera si sono esibiti insieme con il concerto n.8 in La minore op. 47 di Luis Spohr (1784 – 1828) per violino e pianoforte. Si è trattato di un concerto che avrebbe potuto svolgersi alla Scala di Milano, o in uno dei più importanti teatri di Londra o New York, familiari ai due solisti. Il pubblico del teatro di Sarezzo ha subito capito l’eccezionalità dell’evento e ha tributato ai due artisti entusiastici applausi costringendoli a un fuori programma. Hanno eseguito come bis una sonata di Mozart con perfetto affiatamento, con slancio e abbandono giocoso nei dialoghi, quasi lirici, di un brano che nel fraseggio richiama il Mozart delle opere teatrali. Gli appassionati di musica conoscono assai bene il suono caldo, espressivo e intenso di Cristiano Rossi, e sanno che il prezioso Guadagnini lo aiuta nella cavata sulla quarta corda e nell’equilibrio sonoro con le altre, ma sanno pure che avere un violino importante come ha Rossi, aiuta ma non basta. A questo straordinario risultato si arriva soltanto se l’artista ha per sua natura un suono suo che è dato dall’equilibrio tra la pressione dell’arco e il vibrato della mano sinistra. In ultima analisi dal talento.

Rossi è stato, come lo è stato Magiera, un bambino prodigio. Si è diplomato a soli 15 anni a Bologna nella classe del maggior didatta italiano del ‘900: il violinista Sandro Materassi. A sua volta perfezionatosi a Budapest col grande Jenö Hubay e per quarant’anni concertista in duo con uno dei maggiori compositori del ‘900, Luigi Dallapiccola.

Di fronte a due solisti di così straordinaria grandezza ho provato l’orgoglio di poter dire che Magiera è modenese e che Cristiano Rossi il suo primo concerto lo ha fatto al Teatro Comunale di Modena negli anni sessanta.

Altri tempi… la città aveva ancora una politica culturale degna di questo nome e le sculture, mi riferisco al grappolo d’uva di via Vignolese, non le facevano gli imbianchini. Poi, come dice Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sono arrivati loro…gli sciacalli, ed è iniziata una decadenza senza fine.

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