Modenantiquaria: torna il grande appuntamento

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Modena sempre più protagonista a dispetto d’altri distretti fieristici che vorrebbero tanto “scipparle” questo primato.Ne parliamo con il direttore Luigi Belluzzi

   

Dal 18 al 26 febbraio a Modena  una tra le più importanti manifestazioni in Italia dedicate al mondo dell’antico che unisce rarità e curiosità d’antan in un magico gioco d’ambientazioni.

 

Modenantiquaria compie venti anni. Come si colloca questa manifestazione dedicata al mondo dell’antico nel panorama italiano?

 

Direi che Modenantiquaria negli ultimi sette, otto anni si è guadagnata un ruolo di prima attrice collezionando innumerevoli successi. In Italia vi sono solo sei o sette manifestazioni d’alto antiquariato davvero importanti e fondamentali per il settore. Modenantiquaria rientra in questa ristretta lobby grazie all’alta qualità dell’offerta. Nessuna altra mostra in Europa vanta al proprio interno un padiglione dedicato all’antiquariato per parchi e giardini, noto con il nome di Petra e un padiglione in cui la pittura del 800 e del 900 sono le vere protagoniste denominato Eccelsius. A queste due caratteristiche si aggiunge l’altissima qualità degli oggetti esposti che fanno di Modenantiquaria una tra le prime manifestazioni in Italia insieme con quelle di Firenze e Milano.

 

Un successo di gran qualità confermato dallo stesso Presidente della Repubblica Ciampi che ha onorato la manifestazione di un importante riconoscimento.

 

Sono ormai quattro anni che il Presidente della Repubblica invia all’organizzazione una targa di riconoscimento concedendo il suo patrocinio. Di questo sono particolarmente orgoglioso perché è la testimonianza che la manifestazione ha un taglio non solo culturale ma anche e sopratutto economico. Sono molto rare le manifestazioni che riescono ad ottenere simili riconoscimenti e che hanno alle spalle venti anni d’esperienza corredata da un continuo successo.

 

Come avviene il reclutamento degli espositori?

 

Manifestazioni di questo livello prevedono purtroppo una rigida selezione degli espositori. Come per i visitatori esiste un grado di fidelizzazione pari al 90% così anche per gli espositori il turnover è bassissimo.

 Vi sono grandi e prestigiosi antiquari che non vogliono perdere questa opportunità i mostrare le loro meraviglie e inseriscono Modena nel ristretto numero di manifestazioni a cui partecipano. Il target è davvero elevato. Con il tempo si è attuata una selezione naturale degli espositori. A Modenantiquaria si trova solo il fior fiore dei professionisti del settore che espongono prodotti di grand’eccellenza. Sono tutti espositori che hanno un posto fisso in gallerie famosissime con la possibilità di portare pezzi importanti, di gran valore economico in mostra a Modena.

 

Tra le accuse che sono spesso mosse al distretto fieristico di Modena vi è quella di farsi portar via le fiere e le esposizioni più importanti dal distretto di Bologna. Modenantiquaria corre questo rischio?

 

Bologna non ha una mostra dell’antiquariato. Devo dire che nel quartiere fiera di Bologna, Modena e Ferrara abbiamo l’esclusiva, anche se Modenantiquaria ha ormai una chiara connotazione d’appartenenza legata all’ubicazione. E’ una manifestazione che non ha l’obbiettivo di crescere in metri quadrati ma di qualificarsi sempre di più nell’offerta perciò non avverte l’esigenza di spostarsi in altri quartieri fieristici. Modena può stare tranquilla, la sua manifestazione leader dedicata all’antico rimarrà qui. Non migrerà altrove. Gli espositori poi trovano a Modena una grand’accoglienza e servizi degni di una kermesse di così alto lignaggio. In occasione della ventesima edizione abbiamo addirittura programmato un tour per la città per chi viene da fuori.

 

A quanto ammonta il volume d’affari? E’ possibile quantificarlo?


 

Si parla di milioni di euro. Gli oggetti esposti raggiungono spesso cifre da capogiro. Bisogna considerare un altro aspetto, troppo spesso trascurato. Il gran giro d’affari che la manifestazione crea al di fuori del quartiere fieristico. Le ricadute che la fiera ha sulla città sono molto vantaggiose. Basti pensare che oltre 300 espositori devono soggiornare per circa 13 giorni considerando i tempi d’allestimento e disallestimento.Sono poche le manifestazioni in Italia che registrano simili numeri, senza contare il numero dei visitatori che aumenta d’anno in anno. Questo si traduce in ristoranti pieni, alberghi occupati, tutte le attività commerciali ne traggono vantaggio. Operazioni di questo tipo dovrebbero essere tenute in forte considerazione dagli enti locali. Modenatiquaria non coinvolge solo gli antiquari che espongono, ma coinvolge l’intera città.

 

Lei si augurerebbe quindi un maggior coinvolgimento dell’amministrazione comunale?

Sì perché Modenantiquaria è l’unica manifestazione che porta il nome della città in cui si svolge. Quando sui giornali e sulle rete televisive, nazionali e locali, si parla della kermesse il nome, Modena viene sempre indirettamente promosso. Questo aspetto non può essere sottovalutato dall’amministrazione comunale.

 

 

L’obiettivo che vi prefiggete con Modenantiquaria qual è? Vendere, vendere, vendere.

 

No, non solo. Gli antiquari oggi non vogliono essere meri mercanti d’oggetti, ma vogliono attraverso i loro pezzi far cultura, educare il pubblico al buon gusto e alla ricercatezza. Per questa sua connotazione Modenantiquaria quest’anno ha ottenuto persino il patrocino del ministro Rocco Bottiglione per le attività culturali. E’ un appuntamento immancabile per gli esperti del settore perché raccoglie tra mostre in una. Una vera rarità.

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