“Modena: una città ripiegata su se stessa, ultra conservatrice: in giro c’è più vivacità, molto più confronto politico e culturale”

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la prima Repubblica batte la seconda 2-1! Il vero problema nel nostro Pese è che c’è la contestazione continua del potere del parlamento, cioè della sovranità popolare. Questo ed altro ci spiega l’on. Ministro Carlo Giovanardi intervistato da Bice si dice.


Come ministro dei rapporti con il Parlamento, spiega a persone che sono già molto informate cosa succede nella vita politica del Governo del Paese. Noi, invece, semplici cittadini come possiamo capire, chi ci garantisce una corretta informazione
 
Non è che io debba spiegare ai Parlamentari. Il mio compito è quello di essere una specie di ambasciatore del Governo presso il Parlamento, partecipando alla conferenza dei capigruppo, chiedendo di mettere all’ordine del giorno i provvedimenti del Governo, fornendo le risposte alle interrogazioni ed interpellanze, ponendo la questione di fiducia quando se ne pone la necessità, e poi curando i rapporti politici tra maggioranza ed opposizione. Quindi  è un lavoro prevalentemente interno. Diverso  è tutto ciò che dal Parlamento esce come informazione per i cittadini che è un tema cruciale perché è importante che il parlamento e l’attività del governo siano una casa trasparente dove tutti i cittadini possano capire cosa accade.
 
Come si legge in Bice nella suo quarto numero, lo scrittore Mughini definisce un disastro la seconda Repubblica. Lei che è stato protagonista anche della prima, ci dia un giudizio su ambedue.
 
Sono nato politicamente nella prima Repubblica, sono stato parlamentare dal 92 al 94 quando ho visto morire la prima Repubblica e devo dire che non dò un giudizio negativo, quindi il mio parere coincide con quello di Mughini, sui primi 40 anni della vita politica italiana. Credo siano stati eccessivamente enfatizzati i limiti di quell’esperienza, ma non sufficientemente esaltati i meriti, Per esempio si è sempre detto che i governi cambiavano troppo rapidamente, ma in realtà c’era una grande stabilità, cambiavano gli uomini dei Governi, ma le formule politiche, il centrismo prima, il centro sinistra dopo, sono state omogenee per decine di anni anche gli elettori italiani davano più del 50% dei voti ai partiti che poi vincevano le elezioni. Tutto questo non è accaduto nella seconda Repubblica perché abbiamo sempre avuto a maggioranza governi minoritari che non arrivavano al 50% basti pensare che nella scorsa legislatura sono cambiati ben tre governi: D’Alema, Amato, Prodi, quindi se dovessi fare un discorso di tipo calcistico direi la prima Repubblica batte la seconda 2-1
 
Parliamo della legge ex Cirielli: sono più di dieci anni che è in corso una guerra di delegittimazione reciproca tra politici e magistratura. A questo puerile accusarsi “ha cominciato prima Lui”non è giunto il momento di dire “basta” o lei ritiene che la battaglia  continuerà ancora con leggi, controleggi e sentenze di Corti e tribunali?
 
Sono io che dico la parola “Basta”. Basta ad una persona che a 25 anni vince un concorso e dal quel momento di sente sacra ed intoccabile. In tutti i paesi democratici  le regole del gioco le fanno i parlamenti e anche la legge Cirielli è una legge sacrosanta  che dà ai cittadini la certezza  di quando, dovendo subire un processo. Scatterà la prescrizione e non lasciata alla discrezionalità del singolo magistrato, o se ti verranno applicate o non applicate in maniera del tutto discrezionale attenuanti tali per cui se sei simpatico al giudice il processo avrà un certo esito  o magari se sei antipatico al giudice per le tue idee politiche ne avrà un altro. Il vero problema nel nostro Pese è che c’è la contestazione continua del potere del parlamento, cioè della sovranità popolare. I magistrati devono applicare le leggi , ma non sono quelli che devono farle. Poi ci metto anche la polemica politica perché nella scorsa legislatura  quando modificammo (io ero all’opposizione) la legge sull’abuso d’ufficio  nessuno fece una polemica furibonda  dicendo che si chiamava legge Prodi  perché cancellando l’abuso d’ufficio è stato cancellato il processo a carico di Romano Prodi. Era giusto modificare quella legge perché dava un potere illimitato ai magistrati, ma non l’abbiamo chiamata salva Prodi
 
Parliamo di legge elettorale: qualcuno dice che con il proporzionale si facilitano aggregazioni tra partiti omogenei e la rottura di quelli non omogenei. Qual è il suo pensiero se le chiediamo quale probabilità può avere la riedizione di un grande centro
 
Sono sempre stato proporzionalista: ho subito la legge uninominale, non ho mai capito perché in Emilia Romagna dove circa il 40% dei cittadini votanti  non è di sinistra, debbano uscire 40 deputati di sinistra e zero rappresentanti dell’altro 40% di società e magari in Veneto esattamente il rovescio. Mi sembra molto democratico, molto civile, fatto anche in modo tale da venir incontro alle esigenze degli elettori, che qualcuno possa votare il partito che gli aggrada di più e deputati e senatori vengano eletti in proporzione ai voti che ogni partito prende alle elezioni. Poi se ci mettiamo un premio di maggioranza  che consente a chi ha la maggioranza relativa dei voti possa avere anche il numero che consenta di governare, come già avviene nelle Regioni. Ho votato con convinzione per questa riforma che ridà possibilità di scelta motivata e ponderata ai cittadini elettori non come è successo le ultime tre volte di mangiare questa minestra o saltare la finestra.Voglio dire che nel collegio uninominale si presentano due candidati : uno rosso e uno bianco, due signori che magari non sai chi sono, ma devi votare ugualmente per uno dei due. Con questo sistema invece si potrà votare il proprio partito e i partiti eleggeranno tanti deputati quanti sono i voti che prenderanno
 
Lei è il più alto in grado tra i politici modenesi:si pone come uomo che può fare sintesi solo tra la sua coalizione o anche tra gli opposti schieramenti?
 
Nella coalizione di Governo ho sempre tentato di fare sintesi e continuo a farlo perché la cultura da cui derivo, la cultura cristiano democratica, la cultura di De Gasperi, Fanfani, Moro, Forlani è sempre stata una cultura di aggregazione. De Gasperi pur avendo la DC più del 50% dei parlamentari nel 48 fece alleanze con altri partiti, e c’è stata una sintesi feconda tra le culture democristiana, liberale, socialdemocratica…  per allargare l’area di governo. Quindi ritengo che un politico debba  intanto rendersi conto della complessità enorme dei problemi che dobbiamo affrontare e fare sintesi ed omogeneità anche sul programma. Quello che vedo oggi , invece, ma purtroppo è così, che chi contesta la nostra area politica, la casa delle libertà, contesta “contro” nel senso che c’è un filo che collega dai no global a rifondazione comunista  fino alla margherita, ma è un filo solo per essere contro. Però quando questi signori devono indicare o una politica estera, o una politica economica, sociale o un programma lì casca l’asino perché sono divisi da insanabili visioni contrapposte della società, ed dell’economia
 
Alle prossime elezioni Berlusconi, Casini, Fini… capilista del proprio partito, ognuno corre per sé?
  E ognuno porta a casa il suo. Berlusconi farà il capolista per la lista di Forza Italia, Casini lo farà per l’Udc, Fini per An, e per quanto riguarda il centro destra abbiamo anche detto senza tanta enfasi e senza tanta propaganda che saranno primarie vere perché saranno tutti i cittadini italiani , naturalmente quelli che votano per il centro destra, a  decretare chi  nel centro destra ha più popolarità e quindi si avrà un’investitura indiretta da parte dei cittadini  elettori e votanti, quelli veri eh!, chi avrà il maggior indice di gradimento potrà aspirare a fare il Presidente del Consiglio


La sua Modena,già opulenta, moderna e una signora città, oggi come la vede?
 
Modena, dall’esterno la vedo una città molto ripiegata su se stessa, nel senso che in giro per l’Italia c’è molta vivacità, molto più confronto politico e culturale, la vedo come una città ultra conservatrice, non triste, ma che nei decenni perpetua un suo meccanismo di potere molto radicato che è quello della sinistra. Man mano che questo potere si è allargato ad altre forze, penso alla Margherita, con la spartizione di incarichi che vanno dalle banche alle amministrazioni locali e a tutte le aziende collegate, hanno fatto assolutamente il pieno e vedo che anche gli imprenditori fanno i conti con questa realtà e sono integrati con questo sistema. Ci si spartisce  il potere dal quale è rigorosamente escluso quel 40% , o forse anche di più, che non fa parte di questo sistema di potere. La sinistra ritiene che anche le istituzioni possano essere usate per fare battaglia politica, atteggiamento molto sbagliato. Mentre ho sempre sostenuto che tra istituzioni, sindaco, presidenti provincia e regioni , presidente del consiglio, assessori, debbano dialogare perché sono parte della stessa Repubblica, ma troppo spesso, e mi sta succedendo anche per la conferenza nazionale sulle tossicodipendenze che sto organizzando a Palermo, per principio, le regioni, gli enti locali governati dalla sinistra boicottano, disertano, polemizzano a prescindere dai contenuti. La conferenza è un confronto, ma anche in questo caso la sinistra tende comunque e sempre fare polemica con il Governo nazionale .
 
 
Cosa vorrebbe raccomandare a noi modenesi
 
Un po’ meno attenzione, e in questo i modenesi sono bravissimi, alla cose materiali, economiche, pragmatiche, qualche volta occorrerebbe anche alzare un po’ la testa  e rendersi conto che Modena non è staccata dal resto dell’Italia e che ci sono i grandi problemi della denatalità, dell’invecchiamento della popolazione e dell’ immigrazione. Parigi brucia, qualche mese fa è bruciata Londra, poi prima ancora è bruciata la Bosnia, il Libano, non si può far finta di non vedere perché –si dice – siamo un’isola felice, bisogna entrare a far parte di un dibattito politico, culturale, e magari religioso, per capire che cosa sarà l’Italia nei prossimi 30 anni, se ancora si sarà l’Italia ;che cosa ne sarà delle nostre radici cristiane. Mi sembra che questi temi a Modena non siano trattati o in ogni caso, se trattati, questo avviene con grande superficialità. Anche  il fenomeno migratorio viene visto superficialmente , quasi come per assorbire questi immigrati come futuri votanti, ma senza porsi problemi che paesi civilissimi, come la Francia e l’Inghilterra evidentemente si sono malposti.
 

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