Modena Precipita

Condividi su i tuoi canali:

None

E’ decisamente ora di cambiare!

Non lo diciamo noi, del centro destra, lo dicono i dati.

Precipita la qualità della vita nella città di Modena e non può essere un caso: i sessant’anni di governo della sinistra nella nostra città e nella nostra provincia stanno compiendo gli ultimi giri di boa e i buchi di gestione, le reti di sostegno reciproco troppo simili a favoritismi, le volontà di mantenere ad ogni costo una gestione ferma e preordinata di una realtà che invece si muove e cambia stanno ormai cedendo completamente. Aprono il fianco della città ai problemi più gravi: mancanza di sicurezza, personale e stradale, cadute sugli aspetti del lavoro e cresce la presenza non integrata degli stranieri che arrivano pensando di trovare la città ricca e serena di un tempo e scoprono di essere arrivati in una Modena invecchiata, che non ha più ossigeno da dare a nessuno.

E di tutto questo chi ne fa le spese? Il cittadino, sempre e comunque.

Quel cittadino abituato per anni a sentirsi ripetere che qui si sta comunque e sempre molto meglio che altrove. Ecco, non è più così. Forse ora è il momento di pensare a qualcosa di nuovo. Il momento di reagire e di cambiare partendo dallo strumento più importante e forse l’unico che il modenese ha

in mano, cioè il voto.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

L’arco e le frecce

Un tragico incidente, un’uscita fuori strada autonoma, uno dei tanti drammi che insanguinano le nostre strade. Così, poteva essere reso noto e archiviato, ciò che

Non ti fidar dell’acqua cheta

Sull’Ansa ho trovato il lungo elenco di catastrofi provocate da frane e alluvioni in Italia negli ultimi settant’anni: 101 vittime nel Polesine (1951), 325 persone

Gli ambientalisti nelle pinacoteche

L’ultima moda di certi ambientalisti è utilizzare le pinacoteche ed i musei per protestare. Così in questi giorni cinque attivisti di ‘Ultima generazione’ sono entrati