MODENA DICE NO AL DECRETO SALVINI ED ESPRIME SOLIDARIETA’ A DOMENICO LUCANO

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PARTITO DEMOCRATICO,  ART. UNO / MDP – PER ME MODENA

PROTOCOLLO GENERALE   n° 168296 del 26/10/2018

Modena, 26 ottobre 2018

Alla Presidenza del Consiglio Comunale

Al Sindaco

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: MODENA DICE NO AL DECRETO SALVINI ED ESPRIME SOLIDARIETA’ A DOMENICO LUCANO

Premesso che:

Il 24 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il cosiddetto “Decreto Salvini” su immigrazione e sicurezza, che il Presidente Mattarella il giorno 4 Ottobre 2018 ha firmato con un preciso richiamo : “Avverto l’obbligo di sottolineare che, in materia,  restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato, pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall’art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia”.

Considerato che:
– Rispetto al tema immigrazione si precisa come nel 2017 in Italia siano state presentate 130mila domande di protezione internazionale: il 52 % delle richieste è stato respinto, nel 25 % dei casi è stata concessa la protezione umanitaria, all’8 % delle persone è stato riconosciuto lo status di rifugiato, un altro 8 % ha ottenuto la protezione sussidiaria, il restante 7 % ha ottenuto altri tipi di protezione. Come sottolinea l’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI), dal gennaio del 2018 le richieste di asilo in Italia stanno diminuendo.

– La prima disposizione del decreto prevede l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e disciplina casi speciali di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario. Il presente articolo, apportando modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, prevede l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, valevole per due anni e convertibile in lavoro.

– Oggi la legge prevede che la questura conceda un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che presentano “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”, oppure alle persone che fuggono da emergenze come conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi non appartenenti all’Unione europea. La protezione umanitaria può essere riconosciuta anche a cittadini stranieri che non è possibile espellere perché potrebbero essere oggetto di persecuzione nel loro paese (articolo 19 della legge sull’immigrazione) o in caso siano vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta. In questi casi il permesso ha caratteristiche differenti.

Sottolineato che:

– Secondo l’ISPI infatti queste categorie sono del tutto residuali e l’effetto concreto dell’abolizione della protezione umanitaria rischia di essere solo quello dell’aumento di irregolarità—e cioè l’esatto opposto di quello che ha sempre promesso il Ministro Salvini— analogamente a quanto è successo con l’emanazione della BoSsi-Fini.

– Con il decreto Salvini questo tipo di permesso di soggiorno non potrà più essere concesso dalle questure e dalle commissioni territoriali, né dai tribunali in seguito a un ricorso per un diniego. Sono stati altresì introdotti  altri permessi come:

  •  “protezione speciale”. Si tratta della protezione raccomandata dalla Commissione territoriale in caso non ricorrano i presupposti della protezione internazionale. Ha durata di un anno, rinnovabile previo parere della Commissione territoriale competente, consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
  • “casi speciali”. A differenza della “protezione speciale”, questo permesso di soggiorno viene rilasciato in tutti i casi in cui ricorrano situazioni e motivi di protezione sociale (art. 18 decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286). Ha la durata di un anno e consente l’accesso ai servizi assistenziali e allo studio, nonché l’iscrizione all’anagrafe e la possibilità di svolgere attività lavorativa. Può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro o studio, qualora il titolare sia iscritto ad un regolare corso di studi;
  • “calamità naturale”. Viene rilasciato dal Questore nei casi in cui lo straniero provenga da un Paese che si trovi in situazione di contingente ed eccezionale calamità naturale, tale da pregiudicare le condizioni di sicurezza in caso di rientro. Questo permesso di soggiorno ha durata di sei mesi, è valido solo sul territorio nazionale e consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
  • “atti di particolare valore civile”. Qualora lo straniero abbia compiuto azioni di particolare valore civile, il Ministro, su proposta del Prefetto competente, autorizza il Questore al rilascio di un permesso di soggiorno della durata di due anni, rinnovabile, che consente l’accesso allo studio nonché di svolgere attività lavorativa e può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Restano in vigore i permessi di soggiorno per “cure mediche”“protezione temporanea”  e “motivi di studio”.

– l’associazione umanitaria  Medici Senza Frontiere ha dichiarato preoccupazione perché possono “essere escluse e lasciate in condizioni di marginalità persone che soffrono di problemi di salute con sintomi non facilmente riconoscibili. Molti di questi pazienti li vediamo ogni giorno nel centro MSF per vittime di tortura e in altri luoghi in Italia.”

– Il sistema dei grandi centri di identificazione si è rivelato un fallimento a più livelli mentre la strada corretta deve essere l’accoglienza diffusa come si cerca di attuare a Modena e in  altre realtà della Regione Emilia-Romagna. Il decreto Salvini va esattamente nella direzione opposta. Il provvedimento, infatti, limita lo Sprar (il sistema pubblico per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati realizzato in collaborazione con gli enti locali) e i suoi servizi solo a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati.

– I richiedenti asilo, invece, finiranno con ogni probabilità nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria): strutture a gestione privata, spesso grandi, spesso lontani dei centri abitati, con  forti difficoltà nel perseguimento degli obiettivi di trasparenza gestionale e di integrazione.

Ricordato inoltre che: 

per anni in Italia si è parlato di una riforma della cittadinanza , vedi la proposta di legge partita dal  basso e denominata L’italia sono anch’io, che mirava a consentire ai figli di immigrati nati in Italia di diventare cittadini italiani. La mancata approvazione della legge detta dello “Ius soli”, inoltre, ha aggravato la situazione di circa 800mila minori, per lo più nati in Italia e italofoni, che avrebbero potuto così ottenere la cittadinanza ed essere riconosciuti italiani di diritto oltre che esserlo sostanzialmente di fatto.

Nel decreto immigrazione e sicurezza è previsto che si allunghino i tempi per avere la cittadinanza (che passano da due a quattro anni) e aumenti il contributo p
er la domanda (da 200 a 250 euro). A differenza che in passato, inoltre, la richiesta potrà essere rigettata anche se a presentarla è il marito o la moglie di un cittadino italiano.

Su precisa indicazione del Presidente Mattarella, per soli delitti commessi con finalità di terrorismo, chi ha conseguito la cittadinanza la può perdere, se viene condannato in via definitiva. Il testo originario infatti prevedeva una larga e del tutto infondata casistica di reati. Come spiega Mario Morcone, presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati, “in aperto contrasto con lo spirito e con la lettera della Costituzione, due categorie di cittadini: gli ‘italiani DOC’ e quelli ‘non originali’, ovvero tutti quelli che hanno acquistato la cittadinanza italiana ma sono di origine straniera. E a questi la cittadinanza, secondo il decreto, la si può togliere.”

Evidenziato che:

  • Il Comune di Modena fa parte del sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), costituito dalla Rete degli Enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo a seguito di partecipazione ad un bando del Ministero degli Interni che decide quante risorse destinare a tale Fondo
  • Ad oggi il Comune di Modena conta oltre 75 SPRAR, di cui 10 SPRAR per minori.
  • Ad oggi sul territorio del comune di Modena risulta una presenza di richiedenti asilo e protezione internazionale pari a 667 persone (pari allo 0,36% della popolazione) soggiornanti gestite dal sistema prefettizio.

 Il Consiglio comunale di Modena

Si associa alle posizioni critiche di ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, ed esprime pubblicamente contrarietà rispetto al Decreto Salvini per lo spirito di ostilità e di mancato rispetto dei diritti della persona che lo informa, nonché per i danni e il caos che la non accoglienza strutturata causerebbe ai territori. Il decreto avrà come esito l’effetto opposto rispetto a quello dichiarato, ovvero aumenterà la clandestinità di persone che non avranno più un’accoglienza adeguata e, di conseguenza, si acuiranno le tensioni sociali.

Impegna la Giunta

  • A mandare questo documento al Governo, alla Presidenza della Repubblica, ai parlamentari modenesi invitandoli a considerare gli esiti positivi dei percorsi avviati e studiando con maggiore dettaglio l’impatto delle riforme sulle tipologie di permessi.
  • A continuare e rafforzare i percorsi di accoglienza e gestione delle persone richiedenti asilo e i programmi di inserimento sul territorio dando visibilità alle esperienze positive di integrazione rese possibili da un sistema di accoglienza diffusa
  • A dialogare con il sistema degli enti locali per comprendere come poter sostenere il sistema di accoglienza diffuso incentrato sull’integrazione, sulla conoscenza della lingua e sulle opportunità di inserimento socio-lavorativo, attuato a partire dalla prima fase di accoglienza senza vanificarne gli effetti.

Esprime:

solidarietà al Sindaco di Riace, Domenico Lucano, per la passione con cui ha cercato di dare un futuro alla sua comunità, unendo i valori dell’accoglienza umanitaria con quelli della valorizzazione delle potenzialità di piccole comunità.

 

Simona Arletti

Domenico Memi Campana

Federica Venturelli

Marco Chincarini

Tommaso Fasano

Andrea Bortolamasi

Chiara Pacchioni

Marco Forghieri

Federica Di Padova

Diego Lenzini

Fabio Poggi

Walter Stella

Marco Cugusi

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