Modena come la vedono e la vorrebbero i modenesi

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Promossa dal 90% dei cittadini per qualità urbana. Il 74,5% pensa che il suo sviluppo sia stato ordinato e l’87% ritiene che il numero di parchi sia sufficiente. Questo secondo un sondaggio realizzato dall'Ufficio Ricerche del Comune di Modena

Modena viene promossa dai modenesi. La qualità dell’ambiente urbano cittadino è infatti giudicata positivamente dal 90% dei cittadini, che chiedono, però, all’Amministrazione di porsi obiettivi di ulteriore miglioramento.

Un passo avanti in questo senso sarebbe la diminuzione di traffico e inquinamento, l’aumento del verde e più servizi e più trasporto pubblico. Minor importanza viene data, invece, alla presenza di negozi e alla qualità architettonica delle case.

A dirlo è il sondaggio realizzato dall’Ufficio Ricerche del Comune di Modena in collaborazione con il Settore Trasformazione urbana e Qualità edilizia, dal 17 al 22 aprile 2008, con interviste telefoniche a un campione di 805 cittadini modenesi con età compresa tra i 18 e i 75 anni.

 

L’obiettivo della ricerca, presentata in occasione del primo incontro del Laboratorio della Città nella sua nuova sede fissa alla Palazzina Pucci, durante il Festival dell’Architettura, è quello di acquisire dati conoscitivi sul modo di pensare all’assetto urbanistico della città e alle sue direttrici di sviluppo futuro da parte dei modenesi, per definire le scelte per “”Modena futura””.

Temi centrali del sondaggio sono stati la percezione urbanistica di Modena, i parchi, le centralità urbane, la nuova stazione, lo sviluppo edilizio, il quartiere artigiano della Madonnina, la Via Emilia, lo spazio pubblico e la socialità, la qualità dell’ambiente urbano.

Il 74,5% dei cittadini pensa che lo sviluppo di Modena sia stato ordinato, e la maggior parte ritiene che la crescita dei prossimi 50 anni debba tenere conto dell’esigenza di sviluppo delle imprese (anche tenendo conto di nuovi insediamenti), pur salvaguardando la dimensione media della città, vissuta probabilmente come la misura della vivibilità ambientale, relazionale, di mobilità, di opportunità della città.

 

Così commenta l’assessore alla Progettazione e Gestione del Territorio Daniele Sitta.

“”Emerge una contraddizione nelle risposte alle domande che riguardano le tipologie costruttive dei nuovi quartieri””

“”Da una parte si manifesta il desiderio di soluzioni con un numero bassissimo di alloggi (69%) e lontane dalle strade (desiderio di privacy e riservatezza, 87%), identificabile con una predilezione per la periferia, dall’altro si vorrebbero a disposizione, nel quartiere, negozi e servizi alla persona (79%), oltre ad un livello di sicurezza maggiore, aspetti caratteristici di una città più compatta. E’ evidente l’impossibilità di combinare le due esigenze, richiama un dibattito da sempre in atto tra sociologi ed urbanisti””.

 

La prima periferia (a ridosso dei viali del centro storico) è vista dal 49% come la parte di Modena in cui si vive bene, il 26,4% indica i nuovi quartieri residenziali, il 13% le frazioni e l’8% il centro storico.

I quartieri ritenuti più belli sono il Villaggio Giardino, Buon Pastore, S.Agnese, S.Faustino e Modena Est, quello vissuto come più brutto è invece quello della Sacca.

L’87% ritiene che il numero di parchi sia sufficiente e il 62,5% che debbano essere usati come luoghi di incontro e di attività sportive, ricreative e culturali, a partire dal parco Ferrari, contro un 35% che ritiene invece debbano essere luoghi silenziosi, di relax e contatto con la natura.

I luoghi centrali e di relazione della città sono considerati oggi, in primis, i centri commerciali, seguiti dalle polisportive e dai locali pubblici. Solo dal quarto posto in poi compaiono i parchi, le piazze e gli spazi culturali e di spettacolo.

Guardando al futuro, però, l’attesa rispetto ai luoghi dell’incontro sociale e della partecipazione si sposta in una direzione maggiormente ambientale e culturale: per favorire una maggiore partecipazione alla vita collettiva si ritiene siano soprattutto necessari i parchi, seguiti da cinema, teatri, musei e biblioteche, da locali pubblici, e in coda da polisportive, piazze, centri commerciali e luoghi di culto.

Il 78% dei modenesi condivide la necessità di creare nuovi luoghi d’incontro, che devono essere facilmente accessibili, provvisti di parcheggio, con spazi per lo spettacolo e pubblici esercizi per l’intrattenimento. Per realizzare una piazza gli elementi indispensabili sono la presenza di panchine e il divieto alle auto (condizioni ritenute indispensabili da oltre il 90%), di alberature (70%), infine di pubblici esercizi, un perimetro chiaramente
definito e un elemento architettonico riconoscibile.

Promossa dall’89% degli intervistati (chi più chi meno) la scelta di collocare la nuova stazione delle autocorriere a fianco della stazione dei treni, vissuta per principalmente come un servizio per la città e solo in parte come elemento di problematicità, ma andrebbero collocate nei pressi anche attività commerciali, alberghi, esercizi pubblici e attività di aggregazione sociale.

Il villaggio artigiano della Madonnina, interessato da una profonda trasformazione, secondo i più dovrebbe prevedere la collocazione di attrezzature e servizi pubblici per lo sport e il tempo libero, solo in secondo luogo di attività produttive compatibili e abitazioni residenziali. L’idea della via Emilia come vero e proprio viale attrezzato anche per pedoni e ciclisti riscuote un’alta percentuale di accordo: interventi principali devono essere la realizzazione di una ciclabile, il potenziamento dei marciapiedi, l’inserimento di alberi e di elementi di arredo urbano e la realizzazione di una corsia dedicata al trasporto pubblico.

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