Modena, città (in)sostenibile

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Il comitato Modena salute e ambiente riconferma le sue critiche agli Amministratori del territorio modenese con il lungo elenco di allarmi ambientali

Con sconcerto abbiamo assistito alla “santificazione” di Modena città dall’urbanistica sostenibile. Nei giorni scorsi con l’omaggio delle principali cariche politiche cittadine, il Sindaco Pighi ed il Presidente della Provincia Sabattini, si è svolto il convegno di presentazione del volume “La città e l’ambiente”. I relatori, che si sono avvicendati sul palco del teatro della Fondazione San Carlo, pur ammettendo qualche difetto, hanno tessuto le lodi del “modello Modena” quale esempio da esportare di una saggia pianificazione urbanistica rispettosa dell’ambiente.

Ma costoro dove vivono? La Modena ideale da loro descritta è purtroppo ben diversa da quella reale, soffocata tra l’autostrada a Sud e Ovest, l’asse ferroviario ad Ovest, e da ultima, per completare l’accerchiamento, dall’alta velocità a Nord.

La qualità dell’aria è tra le peggiori dell’alta Italia (oltre 110 sforamenti ogni anno dei limiti di legge per le polveri sottili PM10) ed il 3 marzo, nonostante la primavera favorevole con vento e pioggia, abbiamo già superato il limite previsto per l’intero anno 2009.

Primo in Italia, l’Ordine provinciale dei medici invita alla cautela, l’Associazione dei medici per l’ambiente (ISDE), riprendendo studi sulla correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro al polmone eseguiti in Europa e negli USA, è concorde nel valutare che per ogni 10 µg/m3 di PM 2,5 si registra un incremento tra l’8% ed il 14 % di tumori polmonari.

Ogni anno nella nostra provincia si registrano più di 4.500 nuovi casi di cancro, con un’incidenza da primato mondiale (dati aggiornati al 2006).

E gli amministratori del nostro territorio, Sabattini in primis, anziché varare doverose e incisive politiche di risanamento ambientale cosa fanno?

Raddoppiano l’inceneritore dei rifiuti, a tre chilometri e mezzo dalla Ghirlandina, che ogni anno libererà nell’aria respirata dai Modenesi 150 milioni di chili(!) di polveri e sostanze inquinanti, metalli compresi.

Lo sviluppo sostenibile, tanto sbandierato, nel Modenese assomiglia sempre più ad una maschera dietro la quale si nascondono politiche ambientali dissennate.

Quest’ultimo scorcio di legislatura poi, per il già martoriato territorio provinciale, sembra un vero assalto alla diligenza. Si è cominciato l’estate scorsa, in agosto, con il violento sgombero del Centro sociale anarchico “Libera” per far spazio al nuovo autodromo di Marzaglia prossimo ai pozzi del principale campo acquifero che alimenta l’acquedotto cittadino.

A dicembre la determina della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA 2) per l’inceneritore, dopo che la prima autorizzazione, bocciata dal TAR per l’Emilia Romagna, è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato, sperperando inutilmente i soldi dei contribuenti.

Il mese scorso la Provincia ha varato il Piano delle attività estrattive (PIAE) che, nonostante le forti proteste dei cittadini per il nuovo scempio ambientale, prevede, nei prossimi 10 anni, l’aumento delle estrazioni di inerti a tutto vantaggio dei cavatori di ghiaia.

Poi ancora il Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) ed infine la variante al POC con cui il Sindaco Pighi e l’assessore al cemento Sitta si sono giocati le nuove alleanze politiche.

Se a questo quadro desolante aggiungiamo il progetto di stoccaggio gas di Rivara, il tracciato della Cispadana e trascuriamo di commentare, per decenza, la perdita di biodiversità, la cementificazione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la misura da record della insostenibilità ambientale di Modena e provincia è davvero colma.

Tutte questioni denunciate, ad alta voce, anche al recente convegno “MODENA 2009: UNA PROVINCIA DA SALVARE!” organizzato dal Coordinamento dei Comitati ed Associazioni ambientali, a cui evidentemente non ha partecipato, Vanni Bulgarelli, forse perché troppo impegnato, in qualità di presidente di Hera Modena, a risolvere il proprio conflitto d’interessi ambientali. Ci fornisce i servizi compresa la raccolta dei rifiuti e contemporaneamente la sua ditta guadagna incenerendoli e facendoceli respirare. Davvero non c’era nessun altra persona, meno di parte, a cui affidare il coordinamento scientifico della pubblicazione?

 

Per il comitato Modena salute e ambiente

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