Moda come modo di essere e apparire insieme

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La moda oltre le mode, al di là del tempo e dello spazio

Nel nostro tempo, una geopolitica fluida sembra in grado di svuotare le tradizionali coordinate occidentali di tempo e di spazio, mettendo in crisi l’idea dell’Europa come unità di misura del mondo.

Nel Suo nuovo, problematico libro, “La questione. Eclissi di Dio o della Storia?” , Sergio Zavoli, con la competenza , la maestria e la poesia che lo caratterizzano, si fa domande sempre più penetranti sulla creazione e il caos, sulla natura e la storia, sulla ragione e la fede, sulla scienza e l’etica, sull’ideologia e la morale, sulla religione e su Dio, sull’incertezza che caratterizza il nostro mondo dopo l’11 settembre del 2001. Per cui, l’uomo si chiede se è ancora artefice e padrone del suo destino.

In questo tempo, ricco di incognite, di mistero e di paure restano incrollabili alcuni valori ed alcune vocazioni dell’uomo. Uno di questi, si identifica nell’amore per il bello, nella moda vista come espressione di cultura, come comunicazione, come fatto economico, come modo e mezzo per sublimare lo stile e la personalità di chi indossa capi di abbigliamento creati da maestri come gli stilisti italiani Armani, Balestra, Laura Biagiotti, Capucci, Cavalli, Enrico Coveri, Gattinoni, Krizia, Messori, Missoni, Anna Molinari, Emilio Pucci, Maria Grazia Severi, Valentino e Versace.

In questi ultimi dieci giorni, si sono verificati almeno tre avvenimenti di grande valenza nella e per la moda.

Mi riferisco alla prematura scomparsa di Gianfranco Ferrè, l’architetto della moda e della bellezza, fondatore del made in Italy, paladino dell’eleganza assoluta, senza tempo, precursore, sperimentatore e inventore di tendenze, uno dei grandi maestri della creatività, della raffinatezza e della coerenza. Ho avuto modo di conoscere questo eccezionale gentiluomo di altri tempi, inventore di forme, apparentemente burbero, schivo in un mondo così difficile e,  a volte,  crudele, come quello della moda.  In effetti, era un uomo pieno di curiosità, di interessi, caratterizzato da un’estrema coerenza e da una profonda ricchezza umana, da una naturale bontà d’animo, amante dell’arte, della musica, dei viaggi (fondamentali sono stati quelli in India), della buona cucina e della lettura.

. Agli esordi, nel 1978, a soli 34 anni, amava presentare le sue collezioni in ristoranti tipici milanesi della zona Porta Genova,  ai Navigli di Milano. E più di una volta, ho avuto modo di apprezzare questo architetto della moda (si era laureato, al Politecnico di Milano, nel 1969, a 25 anni). In proposito, in più di una occasione, ha dichiarato: “Sono molto fiero della mia formazione di architetto, del metodo analitico e logico, che insegna a educare la creatività, ma cerco anche di non cadere nella trappola del troppo costruito o della semplificazione astratta”.

E’ conosciuto e sarà sempre ricordato per l’eccellenza dello stile. Uno dei grandi protagonisti-artefici del made in Italy, Beppe Modenese, suo sincero amico, lo ricorda come “persona buona, gradevole, intelligente. Come tutti i grassi aveva un’aria paciosa ma, dietro gli occhiali, lo sguardo era acutissimo

Era un signore prestato alla moda.. Il suo segno di stile resterà sempre purissimo”. Ne abbiamo avuto conferma anche dall’ultima collezione donna, del 23 febbraio 2007, che, come “sempre ci aveva lasciato con gli occhi pieni di colori, di plissè, di volant, di trasparenze sublimi, di abbracci di seta e di zibellino, di bagliori d’oro e di pietre preziose”. Ne abbiamo conferma anche dalla presentazione della collezione “Milano Moda Uomo” di domenica 24 giugno 2007, dove risaltano ancora una volta le sue intuizioni, i suoi incanti, si confermano le sue superbe qualità di designer e stilista di talento che –come ha sottolineato il Presidente Giorgio Napoletano- attraverso il suo impegno sa “coniugare armonicamente la tradizione artigianale alla ricerca di forme, materiali ed espressioni moderne” ed è stato determinante per la crescita e l’affermazione della creatività italiana nel mondo.

L’annuncio della prematura morte di Gianfranco Ferrè, a Modena, è stato dato, domenica 17 giugno 2007, dallo stilista Guillermo Mariotto, che, in Piazza Grande, ha aperto la sfilata storica “Gattinoni”, che ha rappresentato la più organica, bella e coinvolgente sfilata che Modena abbia ospitato, negli ultimi 19 anni (un precedente, si ha con Enrico Coveri, al “Club La Meridiana” nel 1988) , dove la “Maison Gattinoni” è stata l’ospite d’onore della manifestazione “Serate Estensi”, che si sono svolte a Modena, dal 14 al 24 giugno 2007. Davanti ad oltre cinquemila invitati, la storica “Maison Gattinoni” (fondata da Fernanda Gattinoni, nel 1946), ha presentato cento abiti da sogno, della mitica collezione storica che, nella sua sede romana, accanto all’Ambasciata americana di Via Veneto, ha avuto quasi tutte le protagoniste del mondo dello spettacolo, della politica, dell’arte : dall’Ambasciatrice americana Claire Booth Luce, a Evita Peron, Golda Meier, Jackie Kennedy, Margaret d’Inghilterra, a Ingrid Bergman, Audrey Hepburn (da Fernanda Gattinoni , si è fatta realizzare tutti gli abiti, i costumi per il film “Guerra e Pace”), Silvana Pampanini, Clara Calamai, Anna Magnani, Lana Turner, Bette Davis, Barbara Stanwick, Gina Lollobrigida, Lucia Bosè, Ava Gardner, Kim Novak, Elizabeth Taylor, Giulietta Masina, Mimise Guttuso.

La superba sfilata di Modena, presentata dalla sassolese Deanna Orienti (“Donna Avventura”) con inserimenti letterari e poetici dell’attrice Franca Lovino, ha consentito di vedere ed ammirare gli abiti più rappresentativi della “Maison Gattinoni”, “creazioni di rara bellezza che, nel corso degli anni, hanno reso Gattinoni tra le griffes più longeve nel panorama della moda internazionale”.

Piazza Grande, domenica 17 giugno 2007, si è illuminata grazie a creazioni come “
Abito Vivo”, realizzato con centinaia di tessuto Meryl che sposa perfettamente la sartorialità con la sperimentazione, grazie a creazioni come “Beautiful Garlage”, come l’ “Abito Mondo”, l’”Abito Teatro”, come i maestosi “Abiti Talari” (per inciso, va sottolineato che proprio domenica 17 giugno, la “Maison Gattinoni” ha regalato a Sua Santità Benedetto XVI, i paramenti liturgici, due casule, due camici, una stola e la mitria, creati da quel genio della creatività che è il venezuelano Guillermo Mariotto, direttore creativo di “Gattinoni”).

In apertura di sfilata, è stato presentato un sensazionale abito omaggio alla città di Modena, creato sempre da Guillermo Mariotto con lo stemma e i colori della nostra città. E’ seguita la presentazione del costume originale indossato da Audrey Hepburn , nel film “Guerra e Pace” del regista King Vidor, che è valso, nel 1956, una nomination al “Premio Oscar” per i costumi a Fernanda Gattinoni.

Dopo la sfilata storica, di grandissimo livello, gusto e lusso, è stata la volta della collezione “Haute Couture” Primavera- Estate 2007, dove è esploso il genio creativo di Guillermo Mariotto che, dalla morte prematura di Raniero Gattinoni, figlio della fondatrice della “Maison”, dal 1993, è l’insuperabile, estroso direttore artistico, avendo in Stefano Dominella (compagno di studi e amico di Raniero) l’attento, prezioso presidente della “Maison Gattinoni”.

E’ una collezione studiata e creata per le donne contemporanee protagoniste del terzo millennio:statiste e sovrane, icone di un potere tutto al femminile. “Eve sofisticate, colte, determinate, irriverenti, machiavelliche, decise, imperturbabili, che combattono con armi straordinarie, fuori dal comune. Donne caratterizzate dalla “forza del carattere ma anche da quella femminilità composta che ammalia e conquista il mondo.

Le creazioni di Guillermo Mariotto presentate a Modena –è stato sottolineato- “tracciano un itinerario elitario e parallelo tra realtà e sogno, tra armonie e dissonanze”. Dove lo stilista di Caracas “sperimenta forme, materie e colori, attingendo all’universo femminile, ribellandosi alla logica di uno stile omologato, per creare abiti dalla sublime costruzione sartoriale”. Dove lo stilista venezuelano ha voluto creare e presentare quattro abiti che, ispirandosi ad Andy Warhol, effigiano e rendono omaggio a cinque protagoniste del nostro tempo (Hillary Clinton, la Regina Elisabetta, Condoleeza Rice e Segolene Royal).E’ una giusta prosecuzione della filosofia vincente sperimentata dalla “Maison Gattinoni”, nel 2003, anno in cui lo stilista Guillermo Mariotto, per la Sua collezione, si è ispirato a dodici figure femminili che sono state altrettante protagoniste nella  storia dell’umanità: Giovanna d’Arco,  la Giulietta shakesperiana, Isabella di Castiglia, Maria Stuarda, Caterina di Russia, Maria Antonietta, Maria Waleska, la Contessa Castiglioni, Bernadette (in abiti poveri), Madame Curie, Ella Fitzgerald e Marylin Monroe.

Prima di concludere, desidero ricordare che la “Maison Gattinoni” è famosa nel mondo anche per avere creato, nel 2001, un jeans da un milione di dollari. Disegnato da Guillermo Mariotto, con la collaborazione del gioielliere Roberto Cancan, è completamente decorato da pietre preziose (ben 175 carati di diamanti, 188 di zaffiri ed oltre due chili d’oro). Questo preziosissimo paio di jeans, indossato da Milly Carlucci, fu presentato a Modena, nel 2001, in occasione della serata “Pavarotti & Friends”.

Come ha ricordato il Comandante dell’Accademia Militare di Modena, Gen D. Francesco Tarricone, la “Maison Gattinoni”, nel 2002, è stata incaricata di disegnare le nuove divise per l’Esercito italiano.

Quella di domenica 17 giugno 2007, organizzata dall’Assessorato allo Sport del Comune di Modena, per le “Serate Estensi 2007”,  è stata una sfilata spettacolare, dove tutto si è svolto alla perfezione, all’insegna dello stile, del gusto, del lusso e dell’arte. Con musiche perfettamente aderenti allo spettacolo offerto dalle creazioni di alta sartorialità, con una regia perfetta. E’ stata una serata dove –ha commentato Guillermo Mariotto- “lo stile Gattinoni è energia, emozione pura, vortice dinamico tra femminilità e androgenia. .Il tutto elaborato con dettagli sartoriali . Segni veri del nuovo lusso”.

Questa sfilata-evento mi ha riportato alla memoria l’altrettanto suggestiva e coinvolgente sfilata di Enrico Coveri che, nel 1988, in occasione dei dieci anni di vita e attività della Sua “Maison”, alla cerimonia di premiazione della terza edizione del “Premio Giornalistico-Letterario Città di Modena”, al “Club La Meridiana”, grazie all’intervento di Marta Marzotto, ha offerto una manifestazione fatta di colori, di allegria, briosa, ispirata alla filosofia di fiducia ed ottimismo di Enrico Coveri, che amava spettacolarizzare le sue sfilate .

Da sottolineare che per i primi dieci anni di vita e attività della “Maison Coveri” (Enrico Coveri è

prematuramente scomparso, nel 1990, a soli 38 anni. Alla Sua morte, è stata la sorella Silvana a prendere il timone manageriale e stilistico dell’azienda, affiancata dal figlio Francesco Martini, nato nel 1975, che, nel 1996, a 21 anni, ha cominciato a disegnare personalmente la linea “You Young Coveri”). , sono state organizzate quattro grandi sfilate: una a New York, una seconda a Parigi, una terza a Firenze ed una quarta al “Club La Meridiana” di Casinalbo di Modena, appunto.

In questi giorni, dopo “Pitti Immagine Moda”, a Firenze, si aprono le sfilate di “Milano Moda Uomo”, dove, martedì 26 giugno 2007, le griffes modenesi “Messori Uomo” e “GianMarco Messori” presentano le loro collezioni 2007-2008. Ne parleremo, la prossima settimana, nel nostro itinerario all’insegna del bello, dello stile, della sublimazione della personalità di chi indossa abiti creati da grandi stilisti, che fanno onore al made in Italy (nel caso di “Messori” anche al made in Modena). Già da ora ci complimentiamo con Germana Martinelli, che come stilista di “Messori Uomo” ha appena ricevuto il Premio “Profilo Donna”, che,  da diciotto edizioni, l’infaticabile Chicca Bicciocchi organizza.

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