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Perché si parla di calciomercato su Bice? Perché è perfetta metafora di ciò che è accaduto al sistema economico Italiano. art. di Alex Scardina

Il mondo del pallone è in crisi e il punto più basso è stato toccato proprio questa settimana. Nelle stagioni scorse i campioni, i fenomeni, premevano per giungere in Italia e giocare nel nostro campionato di calcio; oggi fuggono, verso lidi, anzi, fiumi, ben più appetibili. Perché si parla di calciomercato su Bice? Perché è perfetta metafora di ciò che è accaduto al sistema economico Italiano. Ed allora ecco che la società calcistica di proprietà dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, da sempre usata (e sfruttata) in tempo di elezioni per accrescere la propria popolarità, si vede costretta a privarsi di due atleti, due cardini della propria colonna vertebrale, in nome del danaro. L’operazione, che tra incassi e mancate uscite, ammonta a circa 170/180 Milioni di Euro ha, visto approdare al Paris Saint Germain Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic [doverosa precisazione: alla sera di domenica 15 luglio è ufficiale solo il trasferimento di Silva; il comunicato sulla cessione di Ibrahimovic dovrebbe essere arrivato ieri sera, lunedì 16 luglio, ndr]. Di fronte ad una cifra così alta chiunque avrebbe firmato le cessioni…ma non Silvio. Ecco cosa disse il 15 giugno 2012 ai microfoni di Michele Criscitiello e di Sport Italia:

 

Ci hanno fatto un’offerta molto interessante, vicino ai 46 milioni di euro. Abbiamo preso atto di questa possibilità e abbiamo dato un occhio ai centrali di difesa che potevano sostituire il nostro Thiago Silva ma non abbiamo trovato nessuno di adeguato. Il vecchio cuore rossonero di Silvio Berlusconi ha permesso di rifiutare questa offerta. Io credo che sia naturale che l’agente possa bussare alla nostra parte, ma Thiago Silva è un grande uomo e possiamo trovare una soluzione facilmente. Siamo in crisi e anche la mia famiglia è stata colpita da un grande salasso, una vera e propria rapina del millennio, versando 564 milioni di euro in contanti per il Lodo Mondadori.”

 

A solo un mese da queste parole, Silvio, ha decisamente cambiato rotta. Il Niet si è trasformato, come un rospo, baciato da una principessa, diventa un bel principe, in un sì, lo voglio! Ed ecco che sia per le centinaia di Milioni di Euro che il gruppo dell’ex presidente del consiglio deve pagare per il “lodo Mondadori”, sia per le recenti sfortune legate alla sua immagine di politico e di uomo, il Milan ha deciso di privarsi di due campioni, recuperare risorse per poco meno di 200 Milioni di Euro e venir meno alla parola data.

 

Il Silvio dei tempi d’oro non si sarebbe mai piegato…ma il tempo passa…e pure l’oro!

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