Migranti, Kyenge “Domanda asilo a tutta UE non a singolo Stato”

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Bene agenda Commissione Europea di oggi in sintonia con Parlamento Europeo

 

 

 

«La Commissione avanzerà una proposta organica di revisione che supererà il vincolo insostenibile che legava il richiedente asilo al paese di primo approdo. Io propongo che la domanda d’asilo non sia più rivolta allo Stato di prima accoglienza, ma all’Unione Europea e gestita solidalmente fra tutti i 28 Stati Membri». Lo ha detto l’europarlamentare modenese del Pd Cécile Kyenge oggi dopo l’annuncio della Commissione Europea della ‘roadmap’ per eliminare entro la fine del 2016 i controlli nelle frontiere interne dell’area Schengen. Ecco la sua dichiarazione:

 

 

 

BRUXELLES – “La road map per salvare Schengen avanzata oggi dal Commissario Avramopoulos conferma che questa crisi dei rifugiati l’Europa la può governare e chi si oppone vuole lo sfascio dell’Europa. La chiave di soluzione è il superamento del Regolamento di Dublino per cui l’Italia si è battuta. La Commissione oggi ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo: il regolamento di Dublino ha fallito alla prova di questa crisi, la Commissione avanzerà una proposta organica di revisione che supererà il vincolo insostenibile che legava il richiedente asilo al paese di primo approdo. Io propongo che la domanda d’asilo non sia più rivolta allo Stato di prima accoglienza, ma all’Unione Europea e gestita solidalmente fra tutti i 28 Stati Membri””. Lo ha detto l’europarlamentare Cécile Kyenge (PD/S&D) oggi dopo l’annuncio della Commissione Europea della ‘roadmap’ per eliminare entro la fine del 2016 i controlli nelle frontiere interne dell’area Schengen. “La road map proposta dalla Commissione è in sintonia con le proposte contenuto nel mio Rapporto al Parlamento Europeo, ora all’ultimo appello sono chiamati gli Stati Membri. Non c’è più spazio per uscirne con scelte unilaterali degli Stati Membri: solidarietà e responsabilità fra gli Stati Membri o stanno insieme o cadono insieme – ha continuato Kyenge – La road map della Commissione giustamente segna la strada del ritorno al metodo ed all’azione comunitaria anche su tutti gli  altri fronti aperti, a partire dall’eliminazione entro la fine dell’anno dei controlli alle frontiere all’interne dell’Unione Europea accelerando la costituzione di una vera e propria Guardia di Frontiera e Costiera europea per il presidio delle frontiere esterne dell’UE. Bene anche l’apertura del capitolo delle vie legali di immigrazione verso l’Europa, il rilancio del tema corridoi umanitari e il piano di assistenza ai milioni di profughi nelle aree più prossime alle zone di conflitto, come Libano, Giordania e Turchia””

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