Mi dissocio

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""Il giorno dopo, la settimana dopo, il mese dopo questa manifestazione la nostra vita sarà forse più “dignitosa”?""La manifestazione del 13 febbraio esaminata da Elvira Gazzotti.

Quando il troppo stroppia e la categoria rischia di farti fare brutte figure

Oggi 13 febbraio 2011 [1] sono “non raggiungibile”, “irreperibile” e comunque penso di starmene per i fatti miei per un bel po’.

Mi sto vergognando della mio genere sessuale, e non per mie azioni!

Siamo passati dal condannare senza averne oltretutto le facoltà se non di giudizio personale i fatti di un Presidente del Consiglio per i suoi presunti vizi a metterci sul suo stesso piano con una manifestazione di piazza voluta – fortemente voluta – dall’opposizione.

Ci siamo prestate, noi donne, a fare da scudo per l’ennesima volta a uomini di poco spessore, a uomini che per combattere politicamente altri uomini usano senza alcuna remora la sensibilità femminile.

Se fossimo scese in piazza per rivendicare maggiore tutela dei nostri diritti, quelli dei nostri cari, più sensibilità per il nostro ruolo di mogli, madri, sorelle, amanti, suocere, figlie, lavoratrici e casalinghe, senza alcuna bandiera che avesse spinto affinchè questo accadesse, mi sarei unita a questa manifestazione. Così no, così mi dissocio da tutte voi.

Come si può pretendere di cambiare il mondo quando abbiamo gente senza scrupolo che per i propri interessi continua ad usarci facendoci credere di volerci tutelare? Come si può ancora credere di poter essere più forti se poi cadiamo su queste banalità?

Del cancan mediatico dei casi del Presidente del Consiglio e di quelli di Fini (che aveva pubblicamente detto di dimettersi nel caso in cui la villa di Montecarlo fosse risultata del cognato ed invece è ancora li e pretende -!!!- le dimissioni di Berlusconi), nonchè di quelli di Bersani, Casini e tutti gli altri che stanno usando questo momento di smarrimento politico sono personalmente disgustata, stanca ed indignata. Alla fine sono tutti molto simili.

Non vi è più serietà tra gli uomini politici, non vi è più quella dirittura morale che serve, anzi è indispensabile, per governare un Paese. Non si possono fare lazzi e sollazzi pubblici sul sesso, non si devono fare: in pubblico bisogna avere un comportamento consono alla carica, al ruolo pubblico ed istituzionale, non far vergognare il proprio popolo per vere o presunte faccende private che gridano allo scandalo solo per lo sperpero di denaro , soprattutto in un momento di crisi come questa.

Noi donne, almeno una parte di noi, si è forse resa conto che questa manifestazione non è stata altro che portare tante “teste” in piazza, ma di contenuti ve ne erano pochi? Trascinare sul palco tanti personaggi illustri e del clero forse credete possa cambiare questa rotta storta che l’Italia ha preso? Il giorno dopo, la settimana dopo, il mese dopo questa manifestazione la nostra vita sarà forse più “dignitosa”?

Mi dispiace, io continuo a pensare con la mia testa, preferisco sbagliare o fare bene da sola, piuttosto che seguire le direttive subdole di chi ci vuole paladine dell’integrità e della dignità. La dignità ha ben altro senso e altro valore.

La dignità [2] è potersi guardare ogni giorno negli occhi allo specchio e non abbassare lo sguardo, anche quando si sbaglia. Perché se si sbaglia e ci si rende conto dell’errore è sempre possibile tentare di rimediare, di chiedere scusa, ma ad uno scadimento visto il 13 febbraio, non vedo alcuna soluzione.



[1] http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/ nonostante i buoni propositi esposti chi non ha partecipato passa automaticamente da povera persona, Bersani ha partecipato ad una manifestazione, senza striscioni ma con la sua persona e a titolo di chi scrive basta ed avanza per addurre l’ipotesi di un compiacimento politico dello svolgimento della stessa.

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