Mezze stagioni…e mezzi uomini

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Collettivamente, e singolarmente, l’esistenza ci ha resi edotti, su certi mezzi uomini, incapaci di rispetto per i vivi e per i morti, paghi delle loro piccole vite arroganti; ma, come si dice, al peggio non c’è mai fine …
art. di Maria

 

Se le prime, lentamente ma inesorabilmente sembrano destinate all’estinzione, i mezzi uomini, invece, stanno vivendo un periodo di particolare incremento.

Ma, se delle mezze stagioni scomparse rimpiangiamo scioccamente di non aver potuto indossare qualche indumento, o ci indispone precipitare dal caldo torrido al gelo… dai mezzi uomini che aumentano  di giorno in giorno e affollano le nostre vite,  abbiamo  ben altre conseguenze, sulla nostra fiducia nel genere umano, soprattutto.

Collettivamente, e singolarmente, l’esistenza ci ha resi edotti, su certi mezzi uomini, incapaci di rispetto per i vivi e per i morti, codardi e paghi  delle loro piccole vite arroganti; ma, come si dice,  al peggio non c’è mai fine e assistiamo, sgomenti e anche un tantino disgustati, a sempre nuove imprese.

L’ultima, in ordine di tempo, la ritirata strategica del comandante della Costa Concordia.

Abbandonare la nave, mettendo prudentemente in salvo la propria ghirba, mentre vivi e morti attendono, aiuto e pietà,  è un gesto davvero di un uomo dappoco.

Queste cose ci lasciano l’amaro in bocca, come  accade sempre,  quando i valori, gli impegni immateriali, i doveri, non vengono rispettati e tenuti nel giusto conto.

Si rimane disorientati…si  scardinano certezze che fanno parte dell’immaginario collettivo, con  il capitano che, per ultimo, lascia la nave, come prevede l’Art. 891 -.Il comandante deve abbandonare l’aeromobile per ultimo provvedendo, in quanto possibile, a salvare i documenti di bordo e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia.

Quindi non un gesto nobile e cavalleresco, non solo questo, ma anche un preciso dovere.

In questi giorni, gli appassionati del genere si sono affannati a cercare i collegamenti e le premonizioni fra l’incidente della Concordia e quello, immane, del Titanic.

E a chi, assai banalmente, sostiene che soltanto nei libri d’avventure il capitano  si inabissa con la sua nave, mi fa particolarmente piacere ricordare che il Commodore Sir Edward J. Smith, capitano del Titanic, rifiutò di essere salvato, rimanendo sulla sua nave.

Per fortuna, ci sono stati, e ci saranno, comandanti all’altezza del loro alto compito.

Inoltre, dato che, come dicevo, in questi giorni sono innumerevoli gli articoli, i siti, i blog, che collegano, talvolta in modo sommario,  Concordia e Titanic, a proposito di quest’ultimo, ci sono le testimonianze e i ricordi, verificati e verificabili, dei superstiti, sul comportamento non solo del Comandante e degli altri componenti dell’equipaggio ma perfino dell’orchestra. Tempo fa, una vita fa, ho effettuato una ricerca in tal senso, per rispondere con cognizione di causa alla domanda di un utente sul ruolo dell’orchestra negli ultimi istanti, nel disastro del Titanic. Riporto quelle parole.

… L’orchestra, mentre il Titanic affondava, suonava un celebre inno … “Nearer, My God, to Thee” Con l’anticonformismo e l’assenza totale di quell’errato ‘rispetto umano’ che a volte impedisce di manifestare i propri sentimenti, anche religiosi, in America questo inno è suonato in molte occasioni, senza per questo essere considerati bigotti o altro. Lo si suona e lo si apprezza e basta.

E così fecero i componenti dell’orchestra in quei drammatici momenti. Tale versione è stata accreditata anche dai ricordi e dalle testimonianze di quasi tutti i sopravvissuti.

La scena in cui il direttore d’orchestra ringrazia alla fine dell’esecuzione i musicisti dicendo che è stato per lui un privilegio averli accanto è per me motivo sufficiente, fra gli  altri, per aver girato il film Titanic.

“Quel”capitano e “quel” direttore d’orchestra con il loro comportamento hanno onorato la loro professione e hanno dimostrato di essere all’altezza del loro ruolo.

Crea esecrazione chi non lo fa… come il sacerdote indegno, come il medico ciarlatano, come il magistrato corrotto…

Perché, per poche che siano le nostre illusioni sul genere umano, fa parte delle nostre certezze la figura del santo prete, del medico votato alla sua missione, del giudice che serve la legge, con equità e giustizia…e anche quella del capitano che non abbandona uomini e mezzo.

Ma, forse, dato che sulla lussuosa imbarcazione i topi sicuramente non ci sono, il ruolo degli opportunisti roditori, che lasciano anzitempo la nave,  qualcuno lo deve pur ricoprire.

Abbiamo sempre molto da imparare nella vita, ma, qualche volta, vorremmo imparare anche cose buone, non solo queste meschinità.

 

Maria

© Riproduzione Riservata

 

 

 

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